
Casting per il nuovo DS: quattro nomi in lizza
Abbiano catalogato tutti gli acquisti di una vita dei 4 candidati a ds rossoneri per spesa, campionato di provenienza, età e nazionalità. Conclusioni: l'albanese compra più in Sudamerica e sceglie giocatori più esperti, l'outsider guarda molto i Balcani e...
Una poltrona per quattro. Il Milan ha necessità di scegliere e di farlo bene, perché un direttore sportivo serve e non si può sbagliare: è una figura fondamentale per il club. Quindi, casting aperto. I nomi sondati finora sono molto diversi tra loro, hanno metodi e strategie differenti. A oggi le strade battute dal club rossonero portano a Tare, D’Amico, Manna e Sartori. Ognuno ha i suoi pro e i suoi contro. Vanno messi sulla bilancia. Noi li abbiamo divisi per caratteristiche e specificità negli acquisti: dove comprano, chi comprano, l’età media dei loro colpi e così via. Vediamoli ai raggi x. Partiamo dalla spesa. Ovviamente è una variabile che dipende molto dal club in cui si opera. Per esempio, Tare in quindici anni di Lazio ha spesso dovuto fare di necessità virtù: tanti acquisti a parametro zero, 27, e ben 65 sotto i 10 milioni di euro. Più del 58% del totale. Infine, per rafforzare il concetto, un altro dato che rende l’idea: l’unico calciatore pagato più di venti milioni è Vedat Muriqi, prelevato nel 2020 dal Fenerbahçe. Da questo punto di vista gli somiglia molto Giovanni Sartori, una vita da direttore sportivo di Chievo e Atalanta, oggi al Bologna. Nella sua cartiera, più che i prestiti o i parametri zero, colpiscono i giocatori presi spendendo meno di 10 milioni: il 76,7%. Molto diverso, invece, il discorso per Tony D’Amico. Il direttore sportivo abruzzese tra Verona e Atalanta ha comprato tanto a zero (il 15%), sfruttando molto anche i prestiti (più del 23%), ma ha pure speso. Sono infatti 9 i calciatori comprati per più di 20 milioni. Grande tema: da quali campionati prendono i giocatori? Intanto, una specifica. L’ultima parola è loro, ma i direttori sportivi non lavorano di certo da soli.
Per esempio, Sartori, oltre ad avere una fitta rete di scouting e fidati collaboratori, opera in grande sinergia con Marco Di Vaio (con cui studia e analizza anche algoritmi e video), così come D’Amico fa con Luca Percassi o Manna con il gruppo di lavoro del Napoli, club in cui ovviamente l'ultima parola è del presidente De Laurentiis. Insomma, non sono gli unici responsabili di tutti gli acquisti, nel bene e nel male. Dicevamo, però, dello scouting. In questo Sartori fa scuola: chi ha a che fare quotidianamente con lui, assicura che sarebbe capace di prendere un aereo in piena notte pur di andare a vedere una partita di Serie D. Gli basta una segnalazione, un’intuizione, una fonte fidata e si va. I risultati dicono che tra Chievo, Atalanta e Bologna ha pescato in 27 campionati diversi. Tanto anche in Italia - il 55% - ma spesso anche dall’Olanda (6%), dal Belgio (5%) e dalla Svizzera (5%). Poco importa se dalla prima divisione o dalle categorie inferiori, si analizza tutto. E pensare che non ha nemmeno whatsapp. Parlare sei lingue avrà invece aiutato Igli Tare, pure lui uno sempre con la valigia in mano.
Bravo a muoversi sotto traccia: balzano all’occhio i tanti acquisti dalla Spagna (ben 14, il 12,6%), quelli dall’Inghilterra (circa il 10%), ma anche i giocatori scovati da Brasile e Portogallo: il 4,5%. In totale i campionati differenti cui ha attinto sono 23. Il dirigente che tra tutti ha comprato più in Italia è D’Amico, il 68% dei suoi acquisti arriva infatti da Serie A, B o C, con qualche guizzo in Germania (il 5%), in Inghilterra (il 5%) o in Francia, Croazia, Spagna e Belgio (il 3,3%). E spesso dalla seconda serie in giù. Vediamo ora se i quattro ds scelgono calciatori giovani o esperti, ricordando che Manna è un caso particolare: ha lavorato per la maggior parte della sua carriera con i giovani, avendo fatto il ds della Juve Next Gen dal 2020 al 2024. Nella sua vita italiana ha detto sì a tre giocatori over 30 (Lukaku e Spinazzola, più Guerra alla Juve U23) e ben 16 under 23, il 64,5% del totale. Ma era prevedibile. Agli antipodi invece Tare, che spesso ha puntato sull’usato sicuro. Sono infatti 28 i calciatori dai trent’anni in su presi dall’ex ds della Lazio, circa uno su quattro nelle sue quindici stagioni in biancoceleste.
L’età media dei suoi colpi è di 26,4 anni, la più alta tra i direttori sportivi analizzati. Mentre colpisce vedere i dati di D’Amico e Sartori sui giovani: il 38% degli acquisti del primo era sotto i 23 anni, addirittura più del 50% quelli del secondo. Ultima domanda: quali sono le nazionalità prevalenti tra i giocatori scelti dai quattro direttori? I campionati ci avevano dato qualche indicazione. In tutti e quattro i casi, in cima alla classifica delle nazionalità c’è ovviamente l’Italia. Spiccano, però, i 14 argentini e i 13 brasiliani presi da Tare, rispettivamente il 12,6% e l'11,6% sul totale dei suoi affari. Così come l’oltre 6% degli olandesi portati in Italia da Sartori o il 5% di croati, serbi e ivoriani comprati da D’Amico. Su quest’ultimo, un dato curioso. Non ha comprato da tanti paesi differenti - la metà rispetto a Tare - ma ha scelto giocatori di ben 27 nazionalità diverse. Poco meno dei 28 di Sartori, che però ha una carriera molto, molto più lunga. Quindi, in conclusione, vediamo che cosa potrebbe cambiare per il mercato del Milan. Ognuno dei quattro ds analizzati, come detto, ha caratteristiche precise e definite.
Ovviamente con delle variabili che dipendono da obiettivi e budget delle società per cui si lavora. Per esempio, c’è chi si è evoluto nel tempo: vedere per credere, Sartori e D’Amico. I due direttori sportivi quando sono passati in club con potenzialità economiche maggiori, come Atalanta o Bologna, hanno dimostrato di riuscire a muoversi spendendo anche cifre importanti, prendendo giocatori già pronti. Ma nonostante tutto, il core business resta sempre lo scouting. Con Sartori si guarderebbero probabilmente più da vicino i campionati olandese e belga, con D’Amico ci sarebbe un’attenzione particolare per i Balcani. Discorso diverso, invece, per Tare. Il ds albanese nei suoi anni alla Lazio ha dimostrato di saper prendere ottimi calciatori pure a parametro zero e di rivitalizzare - adattandoli al contesto e rendendoli funzionali - anche giocatori over trenta. Con un occhio al Sudamerica, tra Brasile e Argentina. Capitolo giovani: con Sartori si va sul sicuro, oltre il 50% dei calciatori presi dal ds sono under 23. E raramente ha sbagliato. Una cosa che accomuna tutti e quattro è sicuramente la volontà di decidere e scovare giocatori di livello. Esattamente quello che serve al Milan di oggi.















