
Il disastro tattico
Errori tecnici, marcature e... Il Milan ha rischiato di prendere gol in 9 modi diversi in 90 minuti
Sergio Conceiçao, quando ha saputo che Palladino aveva parlato bene della partita, è inorridito: “A me le partite piene di errori non piacciono”. Ha ragione. Milan-Fiorentina è stata una partita col passepartout: libero accesso all’area di rigore per tutti. Rivederla a distanza di qualche ora fa impressione perché il Milan ha rischiato di prendere gol in almeno 9 modi diversi, tra errori individuali e di squadra. Ecco il campionario. La Fiorentina segna già al 7’ e il modo ancor offende Conceiçao, che non per caso ha sostituito Musah dopo 23 minuti. Yunus a centrocampo fa un errore tecnico raro: controlla il pallone, fa una finta e finisce per appoggiare il pallone a Mandragora. Il resto arriva a catena: il dribbling di Gudmundsson, Tomori che perde l’uno contro uno e l’autogol di Thiaw che, tra tutto, è quasi il meno.
Troppi giocatori del Milan vanno in difficoltà nell’uno contro uno. Tomori, che pure sarebbe il centrale più reattivo, nell’azione dello 0-1 viene lasciato sul posto da Gudmundsson. E Thiaw, nel secondo tempo, viene sorpassato a velocità doppia da Moise Kean, come per un difensore del Milan non dovrebbe essere possibile. Nasce così la parata più metafisica della serata di Maignan, che alza un braccio e respinge di spalla. Per lui, almeno, era serata sì. Uno dei grandi classici del 2024-25. Il Milan ha tanti giocatori che vanno in difficoltà a gestire il pallone - Pavlovic, Tomori, Musah… - e per questo subisce spesso ripartenze dopo una palla persa. Dodò nel primo tempo arriva davanti a Maignan perché Thiaw, pressato da Kean, tenta un passaggio col sinistro che finisce dritto agli avversari. La difesa, altro grande classico, è fuori posizione e troppi rossoneri rientrano al trotto. Un replay al minuto 52: Fofana sbaglia il passaggio e Mandragora calcia. Due episodi, libera scelta sul coefficiente di gravità. Metà del primo tempo, il Milan è sotto di due gol ma va in difficoltà su un lancio banale per Kean. Walker e Tomori sono due contro uno ma finiscono quasi per ostacolarsi e respingono male. Fofana non riconosce il pericolo Gudmundsson e, quando Gud controlla, è solo a 20 metri dalla porta. Il secondo episodio è nel secondo tempo, il gol annullato a Dodò: il Milan va in difficoltà su un altro lancio per Kean e Theo cammina, mentre Dodò gli taglia alle spalle. Pessimo atteggiamento. Il Milan si salva per centimetri. Il Milan a inizio stagione prendeva gol che erano parenti: occasione creata in fascia, magari con chiusura dell’altro esterno.
Dodò si aggiunge alla lista perché in Milan-Fiorentina ha dato fastidio in prima persona e da assistente. Il cross a 18 minuti dalla fine è un grande esempio, forse il principale: Dodò crossa, Theo guarda e Tomori si fa scavalcare dal pallone, che raggiunge serenamente Kean davanti alla linea dell’area piccola. Moise, altre volte impressionante, qui sbaglia di grosso: prova a schiacciare il pallone e finisce per passarlo a Maignan. Minuto 10. Fagioli scambia con Dodò e con Cataldi, poi cambia campo e cerca Parisi da destra a sinistra. Una buona giocata, ma leggibile. Invece Musah reagisce tardi, la linea difensiva scappa verso Maignan e, quando Parisi punta, è già affanno. Il resto – e poco non è – lo fa Theo Hernandez, che sul cross di Mandragora per Dodò fa lo spettatore. E Thiaw? Incomprensibilmente abbandona Kean e Moise, dentro l’area piccola, fa il gol più facile dell’anno. Ora di gioco, la Fiorentina gira palla da destra verso sinistra e arriva a Parisi, vicino al vertice dell’area. Beltran taglia da destra verso il dischetto, Reijnders lo guarda e decide che non è il caso di preoccuparsi. Brutto segnale. Quando Beltran riceve in area, è tardi: Tomori va a vuoto e, ancora una volta, Maignan deve salvare tutto. La partita, nel secondo tempo, ha vissuto in bilico su uno strapiombo: poteva andare in un senso o nell’altro ogni 5 minuti. Fagioli, a 20 dalla fine, alza la testa e vede lo scatto di Kean tra Tomori e Thiaw. Il lancio è leggibile, eppure Tomori non ha mai una chance di arrivare vicino al pallone e Thiaw viene tenuto lontano con una mano. Maignan, come tante altre volte, deve pagare il conto per tutti. E’ uno spunto per la stagione: la tattica di reparto è stata spesso un disastro. Il Milan e i calci d’angolo hanno un rapporto difficile e Milan-Fiorentina conferma con un episodio alla fine marginale, ma potenzialmente decisivo. Prima della fine del primo tempo la Viola batte un corner da destra e, dieci secondi dopo, Ranieri segna con un arcobaleno mancino, annullato per un fallo di Parisi su Pulisic. Eppure tra i grandi rischi del sabato sera milanista, questo è il problema minore.















