
Colpo di scena?
L'uomo dei conti Aldo Savi testimonia alla Guardia di Finanza la 'forte influenza' di Elliott
Colpo di scena nell'inchiesta sulla proprietà del Milan dopo la perquisizione dello scorso 12 marzo. La Procura di Milano ipotizza che il club rossonero (non indagato) non sia davvero del fondo RedBird di Gerry Cardinale, ma sia ancora sotto l'influenza del fondo Elliott di Paul e Gordon Singer (nella foto a San Siro con Cardinale), senza averlo dichiarato alla Figc. Per l'ipotesi di ostacolo all'autorità di vigilanza sono indagati l'amministratore delegato Giorgio Furlani e il suo predecessore Ivan Gazidis.
L'UOMO DEI CONTI - Uno dei principali indizi arriva dalla testimonianza del direttore finanziario e amministrativo del Milan, Aldo Savi. Entrato nel club rossonero nel 2018 come consulente del fondo Blue Skye (ora nemico del club) e poi rimasto come braccio destro del direttore finanziario Stefano Cocirio e del direttore commerciale Roberto Masi.
LA TESTIMONIANZA - Convocato come teste dagli inquirenti, Savi ha fornito un'interpretazione problematica sulla reale proprietà del Milan. Come si legge sul Corriere della Sera in edicola oggi, interpellato dalla Guardia di Finanza sulla bozza per il tour arabo dei dirigenti rossoneri, Savi l'ha definita "strana". Perché a suo avviso prospettava ai potenziali acquirenti non l'eventuale cessione di azioni del Milan detenute da Redbird, ma la cessione di un pezzo del debito di Redbird verso Elliott, senza che in apparenza Elliott fosse interpellato.















