
Chi è più forte nel testa a testa
Nerazzurri e rossoneri comandano la classifica, ma chi dei due comanda negli scontri individuali? La risposta la darà il campo, ma in attesa della supersfida di sabato 16 settembre a San Siro, ecco chi prevale e in quale terreno
Cronometro alla mano, si gioca un derby nel derby. Perché la sfida in velocità è una questione tutta francese fra Theo Hernandez, freccia mancina del Milan, e Marcus Thuram, il 9 esplosivo dell’Inter che si lascia gli avversari alle spalle scattando come uno sprinter. Vince il rossonero, che in queste prime tre giornate di A ha toccato una punta di velocità massima di 35,24 chilometri orari, contro i 34,16 di Thuram. Marcus è il più rapido dei suoi, davanti a Dumfries (33,68 km/h) e Mkhitaryan (33,53 km/h), ma finisce comunque dietro all’altro grande scattista del derby: Leao sprinta a 34,88 km/h.
Thuram, 192 cm per 90 kg, è il colosso con cui l’Inter porterà peso nell’area del Milan. Olivier Giroud, 193 cm e 91 kg sulla bilancia, lo sorpassa di un chilo e un centimetro: il derby muscolare si chiude sostanzialmente in parità. A livello individuale e anche di squadra, grazie al mercato rossonero, che ha ricalibrato il peso-forma della rosa di Pioli, correggendo un difetto strutturale che il Milan aveva sofferto nelle sfide con l’Inter dell’ultima stagione: i rinforzi di questa estate hanno aggiunto massa tra centrocampo e attacco, da Loftus-Cheek, 191 cm e 88 kg, a Okafor, 185 cm e 85 kg. Occhio infine alle sportellate sulla fascia: la sfida tra Dumfries (alto 1,88, pesante 80 kg) e Theo (1,84 e 81 kg), si gioca anche sui muscoli.
Il prossimo derby metterà in campo oltre 170 trofei, quelli vinti individualmente dai giocatori di Inter e Milan durante la loro carriera con i club. Chi vanta il salotto più ricco di coppe? Henrikh Mkhitaryan stravince per distacco: 22 trofei spalmati praticamente ovunque abbia giocato. Nella sua bacheca si va dai 4 campionati armeni con il Pyunik ai 3 “scudetti” ucraini con lo Shakhtar, dall’Europa League vinta con il Manchester United alla Conference League in maglia Roma (guidato in entrambe le occasioni dallo specialista Mourinho). In nerazzurro, Mkhitaryan ha aggiunto Coppa Italia e Supercoppa e sfiorato una Champions: manca lo scudetto. Il più titolato a Milanello è invece Luka Jovic, nella cui bacheca luccicano 12 coppe, tra le quali Champions e Liga con il Real, campionati e coppe di Portogallo col Benfica.
Il signore dei derby è Lautaro Martinez: ne ha vinti 9 su 14, spesso e volentieri decidendoli. Prendete l’ultima stagione: il Toro ha segnato nel 3-0 di Supercoppa, ha firmato l’1-0 nel derby di ritorno di campionato e ha messo il punto esclamativo sulla doppia semifinale di Champions, marchiando l’1-0 del ritorno dopo il 2-0 dell’andata in casa del Milan. Del resto, l’argentino il derby ce l’ha nel sangue: aveva colpito il Diavolo già nella prima della 14 sfide giocate contro i rossoneri, il 17 marzo del 2019 (3-2 per l’Inter). Il suo bilancio si completa con due pareggi e tre sconfitte, ma i tifosi nerazzurri sanno che quando Lautaro segna, il derby finirà con un successo sui cugini: è sempre andata così. Davide Calabria, capitano rossonero e veterano delle stracittadine, è il milanista che ha battuto più volte l’Inter, ma il confronto con il capitano nerazzurro non regge: appena 4 successi, cui si aggiungono altrettanti pareggi e 8 sconfitte.
Tijjani Reijnders si conferma specialista di resistenza anche al Milan: sempre in campo dal primo all’ultimo minuto fra Bologna, Torino e Roma, con una valanga di chilometri percorsi. Sono in media 12,515. Se l’olandese del Milan è il maratoneta del derby, la risposta interista è Hakan Calhanoglu, 11,944 di distanza media percorsa (undicesimo tra i calciatori di Serie A). Il turco è il regista del 3-5-2 nerazzurro che non fa lo schizzinoso se si tratta di coprire chilometri: non a caso è tra gli intoccabili di Inzaghi, che in questo avvio di campionato lo ha fatto rifiatare per la prima volta nella ripresa del 4-0 di domenica alla Fiorentina, quando alla fine mancava poco meno di un quarto d’ora.















