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I giocatori migliorati da Pioli

 

Krunic, Tonali, Bennacer, ora Loftus-Cheek: quando Pioli ha il tocco magico

 

Il nuovo centrocampo rossonero offre già qualche spunto interessante. Con Loftus-Cheek, Pioli punta a valorizzare un altro giocatore per farne un punto fermo. Le prime due uscite stagionali hanno tracciato la strada: dopo qualche annata così così, l’inglese è stato ricollocato nel suo ruolo e sta pian piano aumentando i giri, come dimostrato dall'assist per Pulisic contro il Torino. Guardando il passato non sarebbe una novità, visto che sono già diversi i giocatori rivitalizzati dal tecnico.

 

L’esempio lampante è il portoghese, stella rossonera e negli ultimi anni sempre più decisivo. Con Pioli, quel ragazzo con tanta tecnica ma ogni tanto un po’ svogliato ha lasciato il posto a un giocatore sempre più maturo e consapevole delle sue grandi qualità. Dopo il rinnovo di contratto firmato qualche mese fa, riconoscimento del club alla crescita esponenziale, Rafa ha scelto la maglia numero 10 per mettersi al centro del Milan in maniera definitiva. I suoi numeri raccontano fin qui 165 partite, 43 gol e 38 assist.

 

Un altro emblema del lavoro di Pioli è la storia di Calabria. Tra i due, l’intesa è scattata dopo qualche mese e Davide è diventato terzino titolare e capitano del Milan, strappando anche la prima convocazione in Nazionale a suon di prestazioni convincenti. Partito dalle giovanili, è arrivato in prima squadra dopo tutta la trafila rossonera: oggi conta 219 presenze, 8 gol e 17 assist.

 

Oggi fa strano ripensare ai suoi inizi. Theo Hernandez è planato a Milanello nell’estate 2019, all’inizio come vice di Ricardo Rodriguez nelle scelte di Marco Giampaolo. Con il cambio in panchina e l’arrivo di Pioli non ha più lasciato il campo, fino alla convocazione con la Francia di Deschamps per gli ultimi Mondiali. Con il Milan ha giocato 169 partite, abbellite da 25 gol e 28 assist. Quando gira lui, gira la squadra.

 

Uno dei manifesti del progetto Milan. Kalulu ha abbracciato il mondo rossonero quasi in silenzio, in un pomeriggio estivo del 2020. Preso a parametro zero dalle giovanili del Lione (a cui è stato riconosciuto un premio di valorizzazione da circa un milione), era arrivato a Milanello senza aver debuttato tra i professionisti, diventando dopo qualche mese di apprendistato un pilastro della difesa scudettata. Fin dall’inizio, Pioli ha apprezzato la sua duttilità: "Ero in allenamento e giocavo come terzino destro e sinistro. Poi il mister è arrivato e mi ha chiesto se potevo fare anche il centrale. Avevo troppa fame per dire che non potevo. Ho pensato: ‘Mettimi in campo e vediamo che possiamo fare’ ". La più classica delle sliding doors. Con i rossoneri 102 partite, 3 gol e 3 assist.

 

L’ultimo della lista è il difensore tedesco, arrivato un anno fa dallo Schalke 04 per circa 7 milioni. Thiaw si è preso il Milan un passo alla volta e ha dovuto aspettare, poi una serie di prestazioni al top nel nuovo anno lo hanno portato in cima alle gerarchie della difesa. Tra le gare da ricordare nell’ultima stagione, le due agli ottavi di Champions con il Tottenham, in cui si è dimostrato un muro nei suoi primi confronti con l’Europa. Fin qui, ha collezionato 26 presenze con Pioli.

 

Approdato a Milanello nell’estate 2019, il bosniaco ha risolto i problemi di formazione del Milan più di una volta. Trequartista, mezzala, esterno, incursore, playmaker, mediano di rottura e addirittura terzino. Gregario affidabile di una squadra cresciuta un passo alla volta negli ultimi anni e oggi titolare al centro del campo nel nuovo corso. Con i rossoneri 127 presenze, 3 gol e 6 assist.

 

Insieme a Krunic, dall’Empoli arriva nel 2019 anche l’algerino fresco campione d’Africa. Al Milan, Bennacer è stato spesso e volentieri un equilibratore, ma nell’ultima stagione un’intuizione fortunata di Pioli lo ha portato a svariare sulla trequarti con risultati convincenti. Con i rossoneri ha collezionato fin qui 145 partite, 6 gol e 9 assist.

 

In estate, il suo trasferimento al Newcastle ha lasciato un vuoto nei tifosi e nella squadra. Tonali era diventato leader a Milanello dopo un ambientamento complicato al suo arrivo dal Brescia. Una stagione così così, poi il riscatto esercitato dai rossoneri (con accordo riformulato tra i due club) e il grande exploit, sigillato dallo scudetto e dalla semifinale di Champions raggiunta l’anno scorso. Per lui 130 presenze, 7 reti e 13 assist.

 

Con Pioli, l’ivoriano trova la sua dimensione al Milan anche per merito di alcune giocate vincenti. Una su tutte, l’utilizzo da trequartista. Un guizzo capace più volte di scardinare le partite, soprattutto nell’annata del diciannovesimo scudetto. Decimo acquisto più caro della storia del Diavolo, Kessié era arrivato dall’Atalanta a 21 anni per 28 milioni, conquistando un ruolo sempre più centrale con Pioli. Nel 2022 ha lasciato il club a parametro zero, con uno score di 223 presenze, 37 gol e 16 assist. Dopo un anno al Barcellona, è passato all’Al-Ahli.

 

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