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Pioli e la sua strategia

 

Il Milan farà riposare 10 su 11 della formazione base in vista del ritorno di Champions a Napoli di martedì. Giocano De Ketelaere, Rebic e Origi

 

Mezze misure, no grazie. Stefano Pioli va verso un cambiamento totale del Milan a Bologna: 10 titolari diversi rispetto all’andata di Champions con il Napoli... e al ritorno del Maradona. L’unico confermato è Mike Maignan, che resterà in porta. In attacco, dentro tutti i giocatori più discussi e meno utilizzati recentemente. Charles De Ketelaere tornerà titolare dopo oltre 40 giorni: l’ultima volta, il 4 marzo a Firenze contro la Fiorentina, andò decisamente male, con sconfitta e CDK sostituito a sette minuti dalla fine. Con lui ci saranno Ante Rebic e Divock Origi, molto negativi dall’inizio contro l’Empoli venerdì scorso. A completare il quartetto offensivo, Alexis Saelemaekers a destra: è in forma, a Napoli in campionato ha segnato, al momento per Pioli è il primo cambio. Queste sono sostanzialmente certezze.

 

Molto probabili anche i cambiamenti negli altri reparti. Pioli pensa a Pobega (sicuramente in campo) e a Vranckx a metà campo, a Florenzi, Kalulu, Thiaw e Ballo-Touré in difesa. Decisione definitiva nelle prossime 24 ore ma l’idea è netta. La scelta è facile da spiegare: la partita di Napoli è troppo importante, così sentita da diventare una priorità assoluta. Non stupiscono i cambi - la panchina di over 30 come Kjaer e Giroud non era in discussione - ma la quantità di avvicendamenti: Pioli è pronto ad andare oltre e a dare un turno di riposo a tutti i suoi titolari. In giornata si capirà se qualcuno resterà a Milanello o se tutti viaggeranno per Bologna, dove il Milan giocherà domani alle 15.

Il rischio è evidentissimo. Il Milan, in trasferta contro una squadra che ha vinto sei delle ultime 10 partite, giocherà con una formazione inedita, con molti calciatori che recentemente hanno guardato dalla panchina. Certo, avrà i migliori pronti a dare una mano nel secondo tempo, ma il coefficiente di rischio è decisamente alto per chi ha solo un punto da difendere sull’Inter, quinta. La qualificazione alla prossima Champions è economicamente il primo obiettivo stagionale? Vero, ma la Champions è una calamita troppo forte e la sfida col Napoli troppo equilibrata. Pioli così chiede alle seconde linee di dare un segnale. Il Milan a poco a poco si è ristretto e in Champions è stata una squadra con 11 titolari e due riserve, Saelemaekers e Rebic. Gli altri, non utilizzati. È evidente come Pioli abbia perso fiducia nelle sue alternative: Adli non ha giocato quasi mai, Vranckx è sparito dalle rotazioni dopo l’errore con la Roma, Pobega tra fine gennaio e inizio aprile ha giocato pochissimo, Messias è appena rientrato da un infortunio, Dest nel 2013 si è visto solo in due partite di campionato.

 

Rebic e Origi saranno i due più osservati. Lo 0-0 con l’Empoli è stato conseguenza soprattutto delle loro difficoltà in area: occasioni sì, gol nessuno. L’impressione è che Pioli speri in un segnale soprattutto dal belga, che nel curriculum ha gol importanti in Champions e martedì a Napoli farebbe molto comodo al Milan: in caso di supplementari o risultato da recuperare, il suo sarebbe il cambio più naturale. E allora, a meno di infortuni e imprevisti, si può già scrivere la squadra per il Maradona: Maignan; Calabria, Kjaer, Tomori, Hernandez; Krunic, Tonali; Diaz, Bennacer, Leao; Giroud. Ormai, una filastrocca.

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