
Viola, la ferita è grave ma...
La prossima avversaria del Milan: la doppia sconfitta con Salernitana e Udinese e l'uscita dalla Coppa hanno spento gli entusiasmi viola e ora è a rischio il sogno Europa
Nelle radio e sul web i tifosi, come sempre, fanno sentire la propria voce. E le opinioni sono le più disparate. "Vietato mollare" è il commento più diffuso. C'è chi la prende sul filosofico. "Se volevamo gioire non tifavamo Fiorentina", chi si è incattivito "Facciamo ridere", chi si scaglia contro il tecnico dei miracoli "Si è montato la testa" come coloro che tornano sul mercato di gennaio "Era logico, ci siamo indeboliti". Di contro anche valanghe di pacche sulle spalle e visioni più ottimiste. "Tutti con te forza mister" si becca quai 150 like, così come "È questo il momento di restare tutti uniti" fino a "Onore alla Curva Fiesole". Cosa ha fatto il tifo organizzato? Ieri anche sul 4-0 per l'Udinese sosteneva incessantemente a squadra. Ringraziamenti arrivati pubblicamente dal tecnico a fine match.
A proposito del tecnico. Negli ultimi giorni si è parlato molto della sua situazione. Con Juventus e Salernitana però, la clausola rescissoria monstre inserita al momento della firma del contratto non era ancora emersa. Difficile pensare che quindi abbia influito sulla settimana horror viola. Certo parlare così tanto del tecnico prima dell'Udinese può aver portato via qualche energia mentale. Discorso diverso però è interrogarsi sul futuro. "Italiano è la chiesa al centro del nostro villaggio e lo sarà per molto tempo" disse Pradè qualche settimana fa. "Non è questo il momento di parlare del futuro lo faremo a fine stagione" il resto delle dichiarazioni ufficiali dei diretti interessati. Più che clausola quindi sarà una questione di visione. Le parti sono molto soddisfatte della stagione. Italiano è legato fino al 2023 (con opzione 2024 a favore del club) ed a Firenze sta da Dio. Tutto farebbe pensare ad un matrimonio a lungo termine. In realtà però, visto lo scatto in avanti della Fiorentina, sarà necessario rinnovare i voti. Le parti dovranno mettersi a sedere e parlare di cosa pensano della Viola del futuro. Solo eventuali divergenze insormontabili sui progetti, più che la clausola, potranno cambiare le carte in tavola.















