
La celebrazione
Stasera con il Bologna l'allenatore rossonero festeggerà le 100 panchine in Serie A con il Milan. Dalla lezione alla Juve alla rivincita sull'Atalanta: i 10 match che hanno segnato la sua storia
Il Milan di Pioli è nato così, dopo cinque schiaffi presi in pieno volto a pochi chilometri da casa, contro l’Atalanta. Storditi, sì, ma risorti dalle ceneri come una fenice. È il 22 dicembre 2019. Da lì a tre mesi il mondo sarebbe cambiato, il Milan pure. Il punto più basso dell’era Pioli è stato utile per risalire. Oggi è primo in classifica, vanta una striscia di 27 risultati utili di fila ottenuti l’anno scorso e ha valorizzato diversi giocatori. Quei cinque schiaffi gli hanno fatto bene.
La pandemia ferma l’Italia, il mondo, il calcio, e con i giocatori chiusi in casa Pioli fa quello che sa che sa fare meglio: gruppo. Attraverso riunioni video, allenamenti individuali e piani personalizzati, costruisce il Milan che verrà unendo la squadra ancor di più. Al rientro in campo, il 22 giugno 2020, i rossoneri rifilano 4 gol al Lecce in trasferta e iniziano una striscia di imbattibilità che durerà per altre 26 partite. Gol di Castillejo, Bonaventura, Leao e Rebic.
Forse la rimonta più bella della sua gestione. A mezz’ora dalla fine il Milan è sotto di due gol a San Siro (Rabiot e Ronaldo). Szczesny dà a Rebic del fenomeno, gli dice che sta perdendo 2-0 e che alcune cose, con quel risultato, non vanno fatte. Lui zitto, avrà la sua rivincita una ventina di minuti più tardi. Ibra, Kessie, Leao e il croato ribaltano la situazione: 4-2 Milan. Il coro “Pioli is on fire” viene cantato in pullman da tutti i giocatori. Di quella rimonta si parlerà per mesi.
Dopo aver scacciato il fantasma di Ralf Rangnick a suon risultati - sesto posto nell’annata 2019-20 e contratto esteso fino al 2022 -, Pioli parte alla grandissima. Il primo derby vinto non si scorda mai. Il solito Ibra lancia il Milan con una doppietta e Pioli batte l’Inter, a cui non basta il guizzo di Lukaku. È il 17 ottobre 2020, il Milan c’è. I rossoneri vendicano l’ultima sfida contro i nerazzurri persa 4-2. Ibra e compagni sono primi in classifica. Non perderanno più fino a gennaio 2021.
C’è stato un momento, l’anno scorso, in cui il sole è stato coperto da nuvoloni minacciosi. A febbraio 2021 i rossoneri inanellano due sconfitte importanti contro Spezia e Inter, mini-crisi di fine inverno e inizio primavera. Al ‘Picco’ il Milan cade sotto i colpi di Simone Bastoni e Giulio Maggiore, cresciuto nella curva ‘Ferrovia’ ma con un passato in rossonero. Pioli cade senza far gol, ma non si scompone. A fine stagione il Milan riuscirà a tornare in Champions dopo sette anni.
Altro capolavoro di Pioli. Il Milan arriva all’Allianz in un momento tutt’altro che semplice, con due sconfitte nelle ultime 3 gare contro Lazio e Sassuolo. Insegue la qualificazione in Champions contro la Juve di Pirlo. A Torino, però, Diaz, Rebic e Tomori firmano il colpo perfetto. L’incornata dell’inglese, arrivata dopo una sfilza di partite da incorniciare, convince Maldini e Massara a investire su di lui. In estate è stato riscattato dal Chelsea per 28 milioni. Oggi è intoccabile.
Destino. Un cerchio chiuso. Dal 5-0 del 2019 allo 0-2 del 23 maggio 2021. Il giorno del ritorno in Champions dopo 7 anni. Due rigori di Kessie mandano Pioli alla fase a gironi, sfiorata una sola volta con la Lazio sei anni prima (preliminare perso contro il Bayer Leverkusen, vittoria all’andata e sconfitta netta al ritorno, 3-0). È la sua notte, è il suo Milan, nato proprio da una sconfitta nello stesso stadio rimediata la stagione precedente.
Il primo traguardo è arrivato a Bologna, dove tutto iniziò anni prima nelle giovanili, Campione d’Italia Allievi nel 2001. Pioli raggiunge le 100 panchine totali in rossonero con una vittoria al Dall’Ara, 4-2 con gol di Leao, Calabria, Bennacer e Ibra. Tra Lazio, Fiorentina, Bologna e le altre piazze non era mai arrivato così lontano. Ora è a 127, spalmate in 71 vittorie, 32 pareggi e 24 sconfitte. Lunedì, sempre contro il Bologna, toccherà quota cento in Serie A con il Milan.
Rimonta d'orgoglio. Giroud spezza ufficialmente la maledizione del numero 9 tirando due ganci all’Inter di Inzaghi, passata in vantaggio con Perisic. Il francese - 11 gol in stagione - regala a Pioli il derby, i tre punti e anche lo scontro diretto (all’andata è finita 1-1). Doppietta sotto gli occhi di Ibrahimovic. Il Milan riscatta il pari con la Juve e la sconfitta con lo Spezia. Sempre loro, la bestia nera, con la partita viziata da un errore dell’arbitro Serra. La lotta scudetto entra nel vivo.
Altro guizzo di Giroud e altri tre punti, anche se stavolta la scena se la prende Pierre Kalulu, detto ‘Pierino’. Il jolly francese, 22 anni, arrivato da sconosciuto e diventato insostituibile, annulla Osimhen ed entra nel cuore dei tifosi, che ne invocano la titolarità. È il secondo dei quattro clean sheet consecutivi di Pioli tra campionato e Coppa Italia. Kalulu (e Tomori) migliori in campo. Altro scontro diretto portato a casa. Ennesimo guizzo di Giroud.















