saelemekers

 

Giocatore importantissimo

 

Milan, ecco perché Saelemaekers è diventato il giocatore insostituibile per Pioli

 

 

Non è particolarmente social e non ha fidanzate che imperversano su Twitter. Ma è stato capace di zittire un allenatore carismatico come Maurizio Sarri; salvo poi chiedergli scusa, perché a Zlatan Ibrahimovic – quando ti dà consiglio – non puoi dire di no. Non fa gol che fanno il giro del web, ma è quanto mai improbabile che faccia una giocata banale: anzi, spesso e volentieri, sono i palloni che partono dal suo piede che si materializzano improvvisamente davanti al portiere avversario nel cuore dell’area. Sarebbe arrivato a Milanello, destinato a ricoprire il ruolo di riserva di Davide Calabria; ma da terzino/esterno basso avrà giocato un paio di volte, poi è stato avanzato e non si è più schiodato dal ruolo di vertice sinistro del ridente alle spalle della punta.

Alexis Saelemaekers aveva già dimostrato nella seconda parte della scorsa stagione di essere uno degli insostituibili di Stefano Pioli. Ma ne parlavano solo pochi addetti ai lavori. Dopo sette partite ufficiali della nuova annata, dovrebbe essere chiaro a tutti perché al Milan è arrivato, fresco della vittoria nel campionato europeo, Alessandro Florenzi: per dare il cambio al centrocampista belga, per farlo rifiatare ora che il Milan è impegnato su tre fronti quanto mai impegnativi.

Che poi centrocampista è veramente riduttivo. Il giovane (21 anni) ex Anderlecht non ha un vero e proprio ruolo, come è giusto che sia nel calcio di questi anni. Certo, parte a destra, quando la palla è al centro del campo al calcio d’inizio. Ma poi lo trovate un po’ ovunque. Prendiamo il gol della vittoria contro lo Spezia: arriva a rimorchio dell’incursione di Rafael Leao, ma tutto sulla sinistra, in una posizione spalle alla porta come se la sua incursione fosse iniziata già da tempo e si inventa una serpentina che manda in confusione la difesa dei liguri. Fino a quando la palla filtra per Ibrahim Diaz, ma anche per l’accorrente Davide Calabria, come se il terzino fosse stato risucchiato al centro dell’area dall’azione del belga.

Una azione che dovrebbe rivelare, per chi ancora non lo avesse capito, che Saelemaekers ha preso il posto di Hakan Chalanoglu nel ruolo di raccordo tra centrocampo e attacco, colui che cuce tra i reparti e capace di consumare chilometri anche per andare a chiudere buchi in fase difensiva. Ma lo fa in maniera ancora meglio del nazionale turco, con l’intelligenza calcistica di chi ha il dono di sapere sempre come leggere l’azione e dove finirà la palla. E giocando così in anticipo sui movimenti avversari, supplisce a qualche limite fisico.

Questo spiega perché ancora più la libertà assoluta di cui gode Diaz: è vero che lo spagnolo fa il pendolo tra centrocampo e attacco e si sacrifica anche in qualche ripiegamento. Ma non è lui il riequilibratore, colui che va a coprire gli spazi che si aprono nelle ripartenze furiose dei giovani rossoneri. E andando a ricucire porzioni di campo, seguendo “ragione e sentimento“, si ritrova per forza di cose a latitudini che altri allenatori, maniaci di movimenti codificati in allenamento e che amano solo giocatori che non oserebbero mai uscire dai binari tracciati, non capirebbero.

Pioli, invece, ha convinto i ragazzini terribili del Milan che possono giocare più liberi di testa, inseguendo l’attimo fuggente, ma a una condizione: si gioca all’attacco, ma quando si perde palla tutti corrono all’indietro. Un modo di giocare arrembante che potrebbe comportare il rischio di ritrovarsi con la squadra spaccata e spazi non coperti: Alexis Saelemaekers è il giocatore che il più delle volte ricuce la tela per evitare che si strappi (l’altro è Sandro Tonali ma partendo dal basso).

Per chiudere, si potrebbe obiettare che il belga segna poco, per essere un giocatore che gioca in quel ruolo. Ma se il Milan ha già mandato in rete tutti quelli che hanno ruotato accanto a lui (da Leao a Maldini) con l’eccezione di Pellegri il merito è anche suo. Se ne sono accorti in Belgio, dove sta conquistando il posto da titolare in Nazionale, proprio in questo ruolo di giocatore di “raccordo”. Così come i siti specializzato in valutazioni di mercato: preso per 7 milioni due anni fa, ora ne vale almeno il triplo. Ma come dicono dalle sue parte ce n’est pas qu’un debut.

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