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Tutti i segreti di Maignan

 

Dida, il record di rigori parati e la mamma…

 

 

Non ci ha messo molto per rimarginare la ferita provocata dall’addio di Gigio Donnarumma, il re degli ingrati. Mike Maignan ha conquistato i tifosi anche prima della notte di Liverpool, dove si è permesso di parare un rigore in faccia a Salah e la conseguente ribattuta di Henderson. Già nelle prime tre giornate di Serie A, il portierone francese, ma originario di Haiti da parte di madre, ha messo in mostra doti tecniche e personali che hanno permesso di tifosi rossneri, on poche settimane, di mettersi il passato alle spalle.

Intendiamoci, non ci passerà mai. Abbiamo chiuso il portone e non c’è nulla più da recriminare. Ma è stato il modo: un giovane cresciuto a Milanello, portato a esordire a 16 anni, diventato capitano e idolo della curva, non può andare via così. proprio nel momento in cui il Milan torna on Champions con un progetto e non più vivendo alla giornata tra “parametri zero” e pseudo-manager portati da cinesi senza solidità patrimoniale. peggio ha fatto solo Fulvio Collovati, passato all’Inter mentre il Milan veniva retrocesso in B, per le ingenuità commesse dal suo presidente ai tempi del primo scandalo sul calcioscommesse.

E se l’offesa dell’ex stopper della Nazionale è stato cancellato (o meglio “spianato”) dal gol di Mark Hateley nel derby, Maignan ci ha messo ancora meno tempo. Anche perché, nel frattempo, Donnarumma è stato fatto accomodare in panchina e “scongelato” solo per la partita contro il Brest neopromosso.

Ma, come detto, il portone si è chiuso alle spalle e ora conta solo come “magic” Mike maignan chiude la porta agli avversari. Bene in campionato: un solo gol preso in tre partite. ma soprattutto, ha messo in mostra personalità, piede educato, lanci con il contagiri, grande sicurezza nelle uscite alte. Per certi versi è tecnicamente migliore di Donnarumma, sostengono gli esperti. E quasi altrettanto esplosivo, come ha dimostrato in certe parate a terra. Il portiere della Nazionale, forse, compie qualche vero miracolo; ma come insegnano nelle scuole calcio, il portiere come prima cosa deve parare tutto quello che è parabile. Inutile che prenda il tiro all’incrocio se poi respinge la palla in mezzo all’area.

Dopo la sfida ad Anfield Road, dove è stato inserito dall’Uefa nell’undici titolare dopo la prima giornata dei gironi di Champions, Maignan ha dimostrato in via definitiva che gli scout rossoneri guidati Goffrey Moncada, francese di Provenza, ci hanno visto giusto. Individuando un portiere di valore per soli 15 milioni di spesa.

Pensare che “magic” Mike non voleva giocare a calcio. Poi, come succede spesso, un pallone regalato e tanti calci contro un muro gli hanno rivelato che era bravo a calciare ma anche a respingere. E l’altezza ha fatto il resto. Così come la voglia di emergere: senza avventurarsi in fragile ricostruzioni psicologiche, non è mai facile per chi vive una storia di immigrazione (dai Haiti, come detto) senza mai aver conosciuto il padre. Ha però avuto la fortuna di avere una madre che ha saputo creare una famiglia. Un pruno di riferimento importate per il suo carattere e la sua maturazione, tanto che ora ha portato lei e le sorelle a Milano.

A dimostrazione di come gli scout e i dirigenti del Milan, a partire da Paolo Maldini, vanno a cercare non sol il talento (possibilmente prima che “esploda” e costi troppo) ma anche “l’uomo”. Lo dimostrano altri casi, da Sandro Tonali a Brahim Diaz ad Alexis Saelemaekers: giovani che hanno dimostrato di voler restare o tornare al Milan, mettendosi in gioco e addirittura accettando di tagliarsi l’ingaggio.

Con Maignan, oltre all’uomo c’è anche il giocatore. In Serie A, si comincia a conoscerlo ora ma chi segue il calcio francese sa che arriva dal Lille campione di Francia che l’anno scorso ha stoppato lo strapotere del Psg, facendo anche il record di clean sheet, partite senza prendere gol. In altre parole, Maignan ha dato il suo contributo importante allo scudetto vinto della squadra più amata nella Francia del nord. E non è nemmeno un portiere emerso solo nell’ultima stagione: ha già 26 anni e ha fatto tutta la trafila delle selezioni nazionali, dall’Under 16 ai Blues guidati da Didier Deschamps.

Tra l’altro, come è stato ricordato oggi nelle pagine sportive del quotidiano La Stampa, Maignan non è nuovo nemmeno a imprese sui calci di rigore: In carriera ha una media di quasi un rigore parato su tre: per la precisione il 31,6% dei palloni tirati da dischetto finisce contro i suoi guantoni, percentuale superiore sia al recordman della Serie A Samir Handanovic (29%) sia a Donnarumma (25%).

Difendere la porta del Milan tornato in Champions potrebbe essere la sua consacrazione definitiva anche in chiave Nazionale, dove per il momento è il secondo di Hugo Lloris (che ha già 35 anni ed è titolare dal 2008). Da questo punti di vista, non può che favorirlo il fatto che, in questo momento, il preparatore dei portiere del Milan è quel Nelson Dida che oltre a 206 presenze in rossonero può vantare anche uno scudetto e soprattutto due Champions. Una delle quali vinta con tre rigori parati in finale con la Juventus. Guarda caso in un altra “cattedrale del calcio inglese, l’Old Trafford di Manchester.

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