
Cinque giocatori per 10 milioni
Per questo il mercato è solo all’inizio
Può sembrare un paradosso: il Milan fino a questo momento si è meritato i complimenti degli addetti ai lavori per le due mosse di mercato che hanno promosso a pieni voti la dirigenza, ma ha speso solo 10 milioni per cinque giocatori. E sta risparmiando sul monte ingaggi, nonostante abbia indubbiamente migliorato la qualità della rosa.
Succede con le nuove formule di mercato. Ricapitoliamo: Ibrahimovic e Kjear erano svincolati, Pierre Kalulu é a parametro zero, Brahim Diaz è in presto secco, mentre Sandro Tonali quest’anno impegna in bilancio solo i 10 milioni del prestito oneroso. Ma allo stesso tempo, il Milan si è liberato degli ingaggi di Reina, Biglia, Rodriguez e Bonaventura, 11 milioni con cui si pagano quasi gli stipendi dei 5 nuovi entranti.
Ecco spiegato perché, con le adeguate formule, il mercato del Milan riserverà ancora sorprese. Se ci sarà l’occasione, ci saranno ancora prestiti secchi: potrebbe essere il caso di Jovic, sull’esempio di Diaz. Mentre per coprire i due buchi che ancora mancano (un centrale e un terzino destro) due sono le possibilità. Riuscire a cedere qualche esubero (Laxalt, Duarte, Calabria) oppure trovare club disposti ad accettare una formula sul modello Tonali.
Con meno ricavi da stadio è inevitabile dare spazio all’inventiva, almeno fino a quando non verranno garantite le entrate da Champions.















