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Situazione surreale

 

Più che al nuovo stadio la società pensi al campo e all’aumento dei ricavi

 

Come in tutti gli sport, anche nel calcio i protagonisti si giudicano dai risultati. Il Milan non perdeva quattro partite nelle prime sei giornate di campionato dalla stagione ’38-’39 del secolo scorso. Basterebbe questo per giudicare largamente insufficiente quanto si è visto finora in campo; soprattutto tenendo conto che gli anni Trenta sono stati il periodo più buio del club rossonero nella sua storia. Così come, al momento, è largamente insufficiente, l’intervento della proprietà sul bilancio: il tanto auspicato aumento dei ricavi non si vede. E si sa quanto sia importante – anche ai fini del fair play finanziario – avere più entrate per potter ingaggiare campioni. Così, alla fine, l’unico risultato in qualche modo positivo riguarda il progetto del nuovo stadio, con il via libera del comune che potrebbe arrivare entro il mese prossimo. Ma il condizionale è d’obbligo, visto che il Consiglio comunale deve ancora esprimersi. Ma un solo risultato su tre non può bastare, dopo oltre un anno di gestione del fondo Elliott: a dimostrazione che gestire un club di calcio professionistico non è come avere fare guerra legale al governo dell’Argentina o battagliare con Vivendi per eleggere il cda di Telecom

IN ZONA RETROCESSIONE.
In questo momento il Milan si trova a un punto dalla zona retrocessione. Si sapeva che non sarebbe stato facile puntare su una squadra giovane, senza campioni o giocatori di esperienza, dove il più “anziano” è uno che nella sua carriera ha vinto solo una Supercoppa (Bonaventura). Non si vedono i risultati del gioco che avrebbe dovuto garantire Marco Giampaolo: lui stesso ha ammesso che contro la Fiorentina ha visto giocatori che sembrava non si fossero mai allenati insieme. Contro il Torino, nel primo tempo si era visto il più bel Milan da anni a questa parte. Ma contro la Fiorentina è bastato prendere un gol per vedere la squadra liquefarsi sotto la pressione di San Siro. Manca personalità e in qualche caso anche qualità. Aumentano così i dubbi sulla scelta di Giampaolo (allenatore con poco senso pratico) e sull’inesperienza di Zvone Boban e Paolo Maldini. La parte tecnica, pertanto è largamente insufficiente.

RICAVI ANNO ZERO.
Per recuperare terreno, i dirigenti del Milan dovrebbero ingranare la quarta sull’aumento dei ricavi. Ma come fare tenendo conto che il prodotto Serie A non si vende, i ricavi della Champions si vedono con il telescopio, nuovi sponsor nemmeno l’ombra e i ricavi del nuovo stadio sono lontani da venire? Il gruppo di manager guidato da Ivan Gazidis (tra i più pagati della Serie A) a loro volta saranno giudicati dai risultati. A fine ottobre verrà approvato il bilancio che si chiuderà in passivo di circa 90 milioni e una calo dei ricavi verso i 200 milioni a causa dei mancati entroiti Uefa. Potrebbe essere necessario un aumento di capitale e con l’anno prossimo scade la (ricca) sposorizzazione con Emirates. Va bene il taglio dei costi che è stato fatto, ma se ci si limita agli ingaggi non si va lontano. Quanti punti porterà alla Fiorentina aver trattenuto Chiesa e ingaggiato un campione come Ribery?

STADIO O INVESTIMENTO IMMOBILIARE.
Alla fine, in questo inizio di campionato, rimane la sensazione che a Elliott importi soprattutto portare a casa il via libera al progetto del nuovo stadio. Con il quale non verrà costruito solo il nuovo San Siro, ma sarà realizzato un intervento immobiliare in tutto il quartiere con centro commerciale, grattacielo di uffici e un albergo, oltre a un nuovo parco. Un intervento immobiliare che aumenterà il patrimonio dei due club. E, nel caso, del Milan lo renderebbero più appetibile per una futura vendita. Entro fine mese potrebbe arrivare il voto favorevole del Consiglio comunale, per quanto il sindaco Beppe Sala abbia dichiarato che ci sarà una trattativa sulle volumetrie: in pratica, sostiene che l’intervento immobiliare è eccessivo e va oltre quanto stabilito dai regolamenti comunali. Sicuramente il progetto è affascinante ed è importante per i due club. Ma che senso avrebbe – per i tifosi – un nuovo stadio per il Milan nel caso in cui ci metta anni a tornare in Champions?

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