
Non scherziamo
Chiedere l’esonero di Giampaolo dopo quattro giornate è da matti
La delusione per il derby, soprattutto per come è stato giocato il secondo tempo ci sta. Lo sconcerto per alcune scelte dell’allenatore che finora ha usato con il contagocce i nuovi acquisti, affidandosi in toto alla squadra che per due stagioni ha fallito l’approdo alla Champions è comprensibile. Si possono anche concepire le critiche alla mancanza di gioco offensivo e gli scongiuri perché a Gigio Donnarumma non venga nemmeno un raffreddore, essendo l’unico campione riconosciuto e riconoscibile della rosa. Quello che non si può accettare è ben altro: mettere in discussione l’allenatore dopo quattro giornate di campionato, esercitandosi a individuare chi potrebbe sostituirlo tra i tecnici in questo momento disponibili sul mercato, da Allegri a Ranieri a Spalletti.
Siamo convinti che Marco Giampaolo abbia capito due cose dopo il derby. La prima: ha individuato chi ha la personalità e le doti tecniche per giocare da titolare e chi deve accomodarsi in panchina e accettare il ruolo di una buona riserva. La seconda: una piazza come San Siro non concede troppo tempo agli esperimenti e ai tentativi. Vuole determinazione, occasioni da rete e personalità. Vuole che la squadra provi sempre a dominare l’avversario: se perde non importa, a patto che la squadra scenda sempre in campo per vincere. O che almeno ci provi
In ogni caso, il messaggio deve essere arrivato anche a Giampaolo, come ha fatto capire Zvone Boban: «Il Milan che perde il Derby? Siamo molto delusi, perché siamo stati sconfitti. Però andrà meglio, speriamo, faremo di tutto perché la squadra giochi come i tifosi e tutti noi ci aspettiamo. E come anche il mister si aspetta. Work in progress: meglio che lo facciamo il prima possibile». Siamo certi che a Torino si vedrà una formazione con molti dei nuovi acquisti – se non altro perché con tre partite in una settimana sarà fondamentale il turn over – e un approccio diverso. Perché Giampaolo sarà un allenatore tenace nel riproporre le sue idee ma è sicuramente una persona intelligente. Si può lavorare in un certo modo durante la settimana, continuando a lavorare per proporre idee e schemi da mandare a memoria, ma badare al sodo durante la partita.
Ma quello che sarebbe veramente folle è chiamare un cambio di panchina dopo quattro giornate, dopo una campagna acquisti giocata al risparmio, una squadra di giovanissimi (l’età media più bassa della Serie A) e una fisionomia ancora tutta da costruire. Veramente non scherziamo: l’Inter è stata sommersa da critiche contro l’Udinese e ha pareggiato in Champions contro la più debole del girone non vedendolo per 70 minuti, il Torino ha perso con le ultime due della classifica, l’Atalanta ha preso quattro code a Zagabria, la Juve ha visto i fantasmi nel primo tempo con il Verona. Il Milan ha soprattutto un problema nel gioco d’attacco: Giampaolo lavori su questo e non ascolti chi vorrebbe già la sua testa.















