
Cosa vi aspettavate?
Società inesperta, dirigenti all’esordio, mister da nono posto
Era inevitabile. Ci si poteva scommettere e sarebbe stato come rubare le caramelle a un bambino. La sconfitta nel derby, beffardamente collocata dal calendario a inizio campionato, ha provocato critiche a Giampaolo e alla dirigenza, crisi di depressione e scoramento inconsolabile tra i tifosi milanisti che cominciano a rimpiangere Gennarino Gattuso, dopo averlo apertamente contestato per mesi nella scorsa stagione. Ma una sconfitta con l’Inter – a questo punto della stagione – era quasi inevitabile. E non deve provocare drammi. In qualche modo era preventivabile: l’errore, piuttosto, è stato sottovalutare l’esordio a Udine, costato tre punti ampiamente alla portata dei rossoneri, i quali avrebbero reso molto meno drammatica la sconfitta nel derby. E non avrebbero trasformato la trasferta di Torino in una sorta di spartiacque anticipato della stagione. Eppure, se si guarda alla differenza tra le due società, il divario – in questo momento – appare incolmabile, per una serie di motivi che si vanno qui a elencare.
PROPRIETA’ INESPERTA. L’Inter è in mano a Suning da tre stagioni. Nelle quali ha imparato dai suoi errori e ha risolto i suoi problemi con l’Uefa. Elliott è arrivata da un anno e deve ancora chiudere tutti i contenziosi, ritrovandosi cosi’ limitata nelle sue operazioni. Non solo: Suning vuole restare, Elliott vuole vendere non appena capiterà l’occasione. Suning gestisce una società di calcio in Cina. Elliott si è ritrovata coinvolta nella vendita del Milan da parte di Berlusconi dal misterioso e desaparecido Yonghong Li, ma non ha mai gestito una società di calcio. Suning ci mette soldi sotto forma di sponsorizzazioni e fa da garante a 800 milioni i debiti. Elliott cerca di contenere le spese al minimo. E sembra molto più interessata al progetto stadio che non ai risultati del campo.
DIRIGENTI ALL’ESORDIO. Non c’è dubbio che Zvone Boban e Paolo Maldini sappiano di calcio. E sappiamo riconoscere chi, come di loro, se ne intende. Ma non hanno mai gestito una società dal punto di vista tecnico. Non conoscono le mille trappole del calciomercato, non hanno (ancora) il pelo dei più scafati dei direttori sportivi. Dall’altra parte l’Inter ha preso uno dei dirigenti più in vista della Juventus, con anni di esperienza nel calcio italiano, capace di costruire una campagna acquisti fatta di prestiti, rinvii, pagherò, compromessi.
ALLENATORE O MAESTRO? La differenza tra Milan e Inter passa anche dalla panchina. L’Inter ha un allenatore che ha vinto due scudetti e una Premier League e ha sfiorato la semifinale all’Europeo con la Nazionale. Dall’altra, un allenatore che al massimo è arrivato al nono posto con la Sampdoria. Antonio Conte gioca un calcio lineare, come ha fatto con la Nazionale e nel secondo tempo del derby dopo essere passato in vantaggio: aggressività, gioco sempre al limite del fallo e pronto a colpire in contropiede alla prima occasione. Marco Giampaolo vuole costruire un progetto, una squadra che gioca al calcio, che domina il campo. Conte è cinico e vuole risultati subito, indipendentemente dalla qualità del gioco. Giampaolo chiede tempo e non guarda al risultato. Conte non regge più di 2 o tre anni perché poi non lo sopporta più nessuno. Giampaolo è l’allenatore con più seguito a Coverciano quando tiene lezione.
ESPERTI E GIOVANISSIMI. L’Inter ha giocatori esperti, solidi, molto fisici. Il Milan è la squadra più giovane della Serie A. ‘Inter ha giocatori di carattere e personalità che non esitano a fare a botte nello spogliatoi per dimostrare chi comanda. Al Milan l’unico campione ha 20 anni e gioca in porta. L’Inter è stata costruita non per stupire ma per abbattere dal piedistallo la Juventus. Al Milan non è ancora chiaro chi è titolare e chi riserva. Anche se il derby ha già dato indicazioni molto importanti. GIUDIZIO FINALE. In conclusione: se Suso avesse passato la palla per il più facile dei tap in, il derby avrebbe – forse – preso una piega diversa. Ma la differenza tra le due squadre/società al momento è questa. Vedremo al girone di ritorno se la distanza sarà colmata e di quanto.















