gazidis

 

Messaggio a Gazidis

 

Per vincere bisogna aumentare i ricavi. Perché non succede?

 

Questo editoriale è stato ispirato da due fatti avvenuti negli ultimi giorni. L’intervista rilasciata da Zvone Boban a Sky Sport alla fine della sessione estiva di calciomercato. E la pubblicazione del bilancio annuale del Bayern Monaco. In entrambi i casi si dimostra una cosa e una cosa soltanto: nel calcio ad alto livello, il conto economico deve essere in attivo indipendentemente dal risultato sportivo.

Boban non vuole aspettare. E’ il passaggio nell’intervista rilasciata dall’ex campione croato che ha fatto più discutere. Come riporta il sito di Sky, Boban ha dichiarato: “I milanisti aspettano da tempo e io e Maldini non vogliamo attendere tanto prima di fare grandi cose. Ma abbiamo iniziato un percorso a gradi. Non possiamo accettare di navigare a metà classifica, però non si arriva in un giorno dove eravamo una volta”. La lettura della dichiarazione – secondo il nostro parere – non può che chiamare in causa la società. In buona sostanza Boban rammenta che i soli risultati del campo non possono nbastare per riportare il Milan in alto in tempi brevi. E fino a quando non verranno cambiate le regole del Financial Fair Play, le società che ora occupano le prime 10-12 posizioni della classifica dei ricavi sono troppo avvantaggiate. In questo modo sono loro a poter ingaggiare i campioni che fanno la differenza.

Champions e player trading non basteranno. Mettiamo anche che il Milan arrivi in Champions e con la qualificazione la sicurezza di 40-50 milioni di ricavi aggiuntivi tra incassi, gettoni di presenza e diritti tv. Non basterebbe compunque, visto che il Milan è ora attorno alla ventesima posizione per ricavi, ma lontanissimo dalle prime posizioni: il giro d’affari è di 255 milioni per l’ultima stagione, il Real ne fa tre volte tanto. Ipotizziamo anche che uno dei nuovi acquisti del Milan si riveli un campione nella stagione in corso e venga ceduto con una ricca plusvalenza. Servirà al bilancio ma i rossoneri si vedrebbero costretti a cedere una pedina che si è rivelata fondamentale, costretti cosi a tornare sul mercato. Certo: in questo modo (qualificazione Champions e buona gestione del player trading) il fatturato salirà. Ma troppo lentamente. Senza contare che il Milan deve comunque concludere l’accordo con l’Uefa per non avere i paletti del Ffp.

Cosa c’entra il Bayern Monaco? Per risalire in fretta occorre che una componente fondamentale degli introiti di una società deve arrivare dallo stadio (biglietti, hospitality, ristorazione), nonché dalle attività di marketing e contratti con gli sponsor. Perché i diritti tv sono contrattati collettivamente e molto dipende dall’interesse del campionato. E in questo momento la Serie A non ne ha molto, per mancanza di campioni (soprattutto rispetto ad anni fa). Il Bayern è un esempio perfetto. E’ quarto nella classifica di fatturato, ma con la prossima poterebbe salire ancora, visto che ha appena dichiarato 750 milioni di ricavi, con un aumento del 14%. Ma ancora più significativo il fatto che è in attivo da 27 bilanci consecutivi. Non vince spesso in Europa (2 Champions negli ultimi 30 anni), mentre è sempre ai vertici in Bundesliga. Questo perché ha investito sullo stadio, ha sempre il tutto esaurito e anno dopo anno ha aumentato i ricavi da sponsor e dal marketing. Il che gli consente di ingaggiare sempre un paio di campioni ogni anno per mantenere vivo l’interesse e arrivare quasi stabilmente nelle prime 8 della Champions.

Ma Gazidis che fa? E’ anche l’obiettivo del Milan. Il fondo Elliott che ne è proprietario deve al più presto spezzare il circolo vizioso. Sul lato sportivo, non si può aspettare di tornare tra le prime 16 d’Europa per attirare sponsor e campioni. Ci vorrebbero 3-4 anni. Il progetto stadio è stato avviato, ma se va bene verrà inaugurato entro lo stesso periodo di tempo. Da qui il messaggio di Boban: pur conscio che sarà un processo per gradi, non vuole accettare di vivacchiare a metà classifica. Siamo convinti della bontà della campagna acquisti e che ci saranno sorprese. Ma in una squadra molto giovane gli inciampi sono sempre possibili.

Occorre un cambio di passo. Diventa così fondamentale cambiare passo a livello commerciale. Proprio per questo è stato ingaggiato Ivan Gazidis, manager di lungo corso dell’Arsenal, un altro club che è in risultato positivo da anni, pur vincendo poco persino in Premier. Ma a dieci mesi dal suo arrivo il cambio di passo non si è ancora visto. Ha riorganizzato la struttura, ma i tifosi si aspettavano ben altro. Stiamo parlando pur sempre del Milan, che per quanto sia da sei anni fuori dalla Champions attira quasi 60mila persone a San Siro per la sfida contro una neo promossa. E Milano è diventata una metropoli di caratura europea, dove chi viene per lavoro ma anche per turismo (in crescita esponenziale dopo Expo e grazie al successo a livello globale del Salone del Mobile) se capita un passaggio a San Siro per una partita può sempre pensare di farlo. Ancora di più quando verrà rifatto il quartiere di San Siro, se andrà in porto il progetto di Milan e Inter. E, se non altro, dovrebbe far sentire la sua voce, per comunicare i passi intrapresi, quando e quanto frutteranno, le possibili difficoltà.

In maniera indiretta, è anche quello che – secondo npi – Boban ha voluto dire.

SERIE A
UDINESE-MILAN
diavolerie x highlights

EUROPA LEAGUE: Bournemouth-Milan

.QUI gli tutti gli highlights dal '18/'19 al '26/'27  

md streaming 2
calcio e cinema x streaming streaming
questa settimana → lunedì 19 ottobre
streaming streaming
martedì 20 ottobre mercoledì 21 ottobre
streaming streaming
giovedì 22 ottobre venerdì 23 ottobre
streaming streaming
sabato 24 ottobre domenica 25 ottobre

Cerca in MD

articoli della Categoria

banner orizz pubb mdtube
 
 
 
 
 

Su questo sito usiamo i cookies, anche di terze parti. Navigandolo accetti.