
La squadra è disorientata
Milan, il dualismo Leonardo-Gattuso imposto da Elliott non ha portato risultati ed ha messo in "confusione" la squadra
Se il fondo Elliott, da meno di un anno proprietario del Milan, pensava fosse una buona idea mettere in concorrenza Gennaro Gattuso e Leonardo in modo da tirare fuori il meglio da entrambi ha evidentemente commesso un errore. I due non si piacciono e hanno idee diverse su come far giocare la squadra: ma non è detto che questo sia sempre un male, avendo comunque ruoli diversi. E sul posto di lavoro non è obbligatorio essersi simpatici, ma riuscire a remare in una stessa direzione al momento giusto.
Così come non è un mistero che Leonardo avrebbe preferito qualcun altro sulla panchina fin da inizio stagione e (forse) avrebbe anche cambiato in corsa alla fine del 2018. Ma i responsabili del fondo Elliott hanno preferito continuare con Gattuso. Per due motivi. Il primo: perché l’anno scorso pur subentrando a metà stagione, è riuscito ad arrivare fino agli ottavi di Europa League (fermato a Londra solo da un rigore inesistente) e in finale di Coppa Italia oltre a riportare i rossoneri in Europa agganciando il sesto posto. Il secondo, invece, è di carattere economico: Gattuso ha ancora due anni di contratto e l’esonero avrebbe comunque un costo.
Poi, va tenuto conto della mentalità “anglosassone” dei dirigenti di Elliott: mettere in competizione i dirigenti porta a risultati migliori. Ma non sempre e non in questo caso. I contrasti Leonardo-Gattuso sono continuati e da più parti è stato scritto che ai giocatori sono arrivati anche “consigli” da parte dell’ex campione brasiliani sulla posizione da tenere in campo. Oltre ad indispettire Gattuso, questo ha disorientato i giocatori e creato un clima che in questo momento a Milanello non deve essere dei migliori. Lo si capisce da quello che succede in campo: dopo il derby è una squadra completamente diversa da quella delle cinque vittorie consecutive. Non erano fenomeni quando sono arrivati al terzo posto, così come non si sono imbrocchiti ora. Ma manca completamente la concentrazione e la grinta, come se non avessero più una bussola: del resto, due gol su ribaltamento in seguito a calcio d’angolo a favore (come con Udinese e Lazio) sono uno specchio evidente della situazione.
Le ultime dichiarazioni di Gattuso che sembra commentare le partite come se fosse più uno spettatore che un protagonista a bordo campo non devono essere apprezzate moltissimo dai giocatori. Poi uno può pensare che la rosa non sia all’altezza, ma come valore complessivo è sicuramente più alta di quella di Atalanta e Torino che ora potrebbero sorpassare i rossoneri. Inoltre, il Milan ha il secondo monte stipendi della Serie A dopo la Juve: questo è frutto di scelte (criticabili) di anni passati, ma se il parametro fosse corretto il Milan non dovrebbe trovarsi in quella posizione di classifica.
Ad ogni modo, il dualismo ha già portato a risultati peggiori, rispetto alla scorsa stagione, in due competizioni su tre. Perché in Coppa Italia si è fermato alla semifinale e in Europa League non ha superato nemmeno la fase a gironi. Ci pensino a Elliott, la prossima volta: il mondo del calcio non si èuò gestire come una società quotata in Borsa (o quanto meno, solo in parte…)















