
La gogna
Un clima assurdo sfociato nel (non ravvisato) odio razziale: il Milan deve isolarsi ancora una volta
Che Bakayoko e Kessie abbiano sbagliato ad esibire la maglia di Acerbi, nel post partita di Milan-Lazio, è fuor di dubbio: un gesto più ingenuo che offensivo, arrivato dopo la scambio di maglia tra il difensore biancoceleste e il centrocampista francese, a seguito della settimana di polemiche tra interviste e tweet. Il Milan ha strigliato i due giocatori perché tali scenette non fanno parte dello stile rossonero, poco importa che teatrini altrui ben peggiori vengano non solo compresi ma anche giustificati: il Milan è il Milan e non deve prendere per buoni i cattivi esempi. Eppure il calderone susseguente alla sfida di sabato è stato (ed è) decisamente sproporzionato, con tutto ciò che ne consegue.
Come se non bastassero i vari interventi indignati dei vertici del calcio italiano, per i due rossoneri è stata aperta un'indagine, già chiusa, che probabilmente si risolverà con una multa. La gogna verso il duo francese-ivoriano è stata francamente eccessiva, dando risalto eccessivo ad una vicenda che è stata ritenuta dallo stesso Tare un mero "sfottò". In questo clima di polemica politica ed opinionistica, tuttavia, ha avuto luogo l'evento peggiore, neanche ravvisato dagli ispettori federali: i cori razzisti contro Bakayoko durante Lazio-Udinese da parte della Curva Nord. Un episodio passato in sordina mentre si proseguiva la ramanzina verso Kessie ed il numero 14.
Cosa ci si può aspettare in vista della semifinale di ritorno di Coppa Italia? La speranza è che questo clima malsano non porti ad ulteriori strascichi, ma che al contrario il tutto si possa risolvere dentro e fuori dal campo. Il Milan, e i due rossoneri, non devono lasciarsi condizionare da questo tam tam mediatico, calandosi anima e corpo nei prossimi impegni: prima il Parma al Tardini, sfida complicatissima e fondamentale, e poi la gara da dentro e fuori contro i biancocelesti, a caccia di una finale che potrebbe regalare un trofeo alla formazione di Gattuso. Che non sia una cavalleria rusticana ma una partita di calcio, non allineata dunque a quanto sta accadendo in questi giorni.















