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Singer se ci sei, batti un colpo

 

E' ora che il numero uno di Eliott si faccia vedere e dica che la proprietà investirà nel Milan anche senza il quarto posto

 

Nonostante abbia guadagnato soltanto un punto nelle ultime quattro giornate, Il Milan conserva incredibilmente il quarto posto (è in vantaggio negli scontri diretti sia con l’Atalanta sia con la Roma). Questo significa che ha una occasione d’oro (l’ennesima) per rilanciarsi nella prossima sfida con la Lazio. La quale reduce da un solo punto nelle ultime due gare che sulla carta avrebbe dovuto vincere, sembra aver imboccato a sua volta una fase involutiva. Questo è, diciamo così, l’aspetto positivo. E se, invece, il MIlan dovesse fallire anche questa opportunità? C’è il rischio concreto che non arrivi al quarto posto e quindi fallisca anche quest’anno il ritorno in Champions League.

Se questo è il quadro, ritieniamo che si fondamentale – in questo momento così delicato della stagione – che si faccia sentire la voce della proprietà. Fallire l’ingresso in Champions non significherebbe solo il venire meno di 50-60 milioni tra incassi e diritti tv. Ma costringerebbe il Milan all’ennesima rifondazione, tra mille incognite sulla campagna acquisti e sull’allenatore che accetterebbe di venire in una squadra che non partecipa alla competizione calcistica più seguita al mondo.
Ecco perchè sarebbe fondamentale che si levasse decisa la voce di Gordon Singer, figli di quel Paul fondatore del fondo Elliott. Per dire cosa? Che il progetto di rilancio del Milan, nonostante la possibile battuta di arresto non cambia di una virgola. Oltre alla costruzione del nuovo stadio (i cui particolari si conosceranno non più tardi della metà di maggio), Il Milan ripartirà da un gruppo di giovani di qualità (Paquetà e Piatek sono solo i primi due esempi), con l’obiettivo di arrivare quanto prima tra le prime squadre in Europa, sfruttando il marchio (connesso a un palcoscenico come la città di Milano) e al numero di tifosi nel mondo. Gazidis dovrebbe dire, a nostro modesto parere, che si è perso anche troppo tempo e non se ne perderà altro. E già che c’è lanciare anche qualche messaggio sul fatto che tutti i club che investono nel calcio italiano devono essere trattati come si compete e che per il bene di tutto il movimento certi arbitraggi non si dovrebbero più vedere.

Se questo non dovesse accadere è chiaro che il Milan presterà il fianco a critiche, malumori, incertezze da parte dei tifosi. Almeno fino a fine stagione: siccome a quel punto bisognerà prendere decisioni su squadra e allenatore, se ne capirà inevitabilmente di più. Ma si perderebbe una occasione importante per far sentire la voce di una società che finora ha fatto solo capire che vuole vendere fra 3-4 anni. Ma si riduce tutto a una speculazione finanziaria?

 

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