
Che botta di... fortuna
Se contro Juve e Lazio non si gioca alla morte chiudiamo tutto
Come diceva Arrigo Sacchi, nella vita ci vuole bravura, occhio e una gran botta di culo. Sulla prima, sospendiamo il giudizio, ma sulla fortuna, il Milan ha appena avuto la dimostrazione che gli Dei del calcio sono dalla loro parte. Perché le congiunzioni astrali, nonostante il punto conquistato in tre partite e una qualificazione alla Champions buttata via nei primi minuti del derby, sono comunque dalla parte dei rossoneri. Poteva essere la giornata dell’aggancio (virtuale della Lazio), è finita che il Milan ha conquistato un punto sulla squadra di Inzaghi e Lotito. E non è tutto: l’Atalanta arriva a un solo punto dal Milan. Ma il prossimo turno ha messo in calendario Inter-Atalanta: comunque finisca sarà un risultato favorevole ai rossoneri.
Certo: il Milan deve andare a fare risultato a Torino e poi battere la Lazio in quello che assomiglia sempre di più allo scontro del Destino. Ma dopo aver visto la morte in faccia, quel rigore realizzato dall’ex Primavera Petagna non può non essere interpretato come un segno. Ora, il Milan è tornato ad avere nelle sue mani la possibilità di tornare nell’Europa che conta. Non si può più sbagliare, ma non cogliere l’ennesima occasione sarebbe peccato mortale.
Riassumendo: i risultati di Lazio e Roma dovrebbero essere il carburante che spinge il Milan oltre il traguardo del quarto posto. Dovrebbero dare quelle motivazioni perdute dopo la sconfitta nel derby e non più ritrovate. E’ una occasione che potrebbe non ripetersi: se la Lazio ha perso a Ferrara, perché dovrebbe venire a vincere a San Siro? E il Milan non dovrebbe avere più motivazioni della Juventus, giù sicura dello scudetto e con la testa alla prossima sfida con l’Ajax?
La Juventus, inutile ricordarlo, è più forte. Ma nelle prossime partite non esistono moduli, schemi, tatticismi: conta solo avere voglia e averne di più dell’avversario. La prossime partite non vanno preparate alla lavagna ma sul lettino dello psicanalista. Bisogna che Gattuso non insegni scivolamenti e coperture ma trasmetta quella grinta che lo contraddistingueva in campo, quando giocava come se fossero tutte finali. Occorre che negli spogliatoi arringhi la squadra come Al Pacino in “Ogni maledetta domenica” o come Silvester Stallone in “Fuga per la vittoria”. A segnare in rovesciata ci penserà Piatek….















