
Raggiunto un compromesso
Ecco perché Gattuso e Leonardo hanno firmato un armistizio fino alla fine del campionato
Non si sono ia piaciuti. Leggenda vuole che nom andassero d’accordo già nell’anno in cui Leonardo è stato allenatore del Milan (non riconfermato solo per i dissidi con Berlusconi) e Gattuso ancora giocava. Così come non si sono mai presi con il ritorno del campione brasiliano tra i dirigenti della nuova proprietà Elliott. Gattuso pensava di vantare dei meriti per aver “salvato” la stagione del Milan nel disastrato periodo cinese, Leonardo voleva comandare da subito, imponendo un allenatore con più esperienza Ma non è solo questo. Anche l’dea di gioco è completamente diversa. Gattuso difende il suo 433, con ripartenze veloci e il gioco sugli esterni, tanto è vero che aveva sperato che a gennaio arrivasse almeno un’ala adatta al suo modulo. Lonardo, che da allenatore aveva inventato il 4-2-fantasia vorrebbe un gioco più spumeggiante con una squadra capace di divertore oltre che brava a vincere.
Insomma, Gattuso e Leonardo non sono fatti per piacersi. Gli scontri, in questi mesi, sono stati più di uno. L’ultimo, secondo quanto raccontano alcune fonti, riguarda Lucas Paquetà: Leonardo avrebbe voluto vederlo giocare titolare a Genova, galvanizzato dall’esordio in gol con il Brasile, dopo il momento di appannamento culminato nel derby. Gattuso lo ha tenuto fuori, ritenendolo stanco. Ma la sconfitta ha dato torto al tecnico, che ha tenuto fuori anche Kessie, salvo poi vedere il centrocampo rossonero in balia degli uomini di Giampaolo. Ma non è più tempo di scontri e non è ancora il momento per decidere chi ha ragione. La vittoria della Lazio contro l’Inter ha trasformato le ultime nove giornate di campioanto in una tonnara. Da qui in avanti, ogni passo falso rischia di costare carissimo. Ecco perché Gattuso e Leonardo – anche con l’intervento di Elliott, a cominciare da Ivan Gazidis – hanno deciso di firmare una tragua da qui a fine stagione. Basta litigi, continuando a dirsi le cose come stanno, cercando il più possibile di ascoltarsi a vicenda. ePer Elliott (questioni di bilancio) è fondamentale arrivare quarto.
Per Leonardo è fondamentala avere margini di manovra economici per portare al Milan i giocatori di qualità che ha in mente (che inevitabilmente costeranno). Per Gattuso è fondamentale per la sua carriera dimostrare di essere un bravo allenatore. E nel calcio contano soprattutto i risultati per fare curriculum. Ecco perché la tregua firmata a Milanello conviene a tutti. Tanto sarà Elliott a decidere se cambiare o meno Gattuso (che avrebbe ancora due anni di contratto), perché il quarto posto potrebbe non bastare. Leonardo ha capito che deve stare più vicino alla squadra e da primo dirigente metterci la faccia anche con le sconfitte e difenderla come nel caso – per la verità clamoroso – del rigore non dato da Orsato a Piatek. Per quanto non sia lo stile che il Milan vorrebbe tenere, sollevare una polemica contro la conduzione arbitrale serve a sviare l’attenzione dalla prestazione del campo, difendendo così la squadra. E permettere con più calma a Gattuso di preparare la partita di martedì con l’Udinese. Da parte sua Gattuso dovrà tener conto dei consigli, per quanto abbia ottenuto che Leonardo interferisca di meno sulle scelte tattiche. Avendo deciso di continuare fino alla fine della stagione con Gattuso è inutile creare conflittualità. Ci sono ancora due obiettivi da raggiungere: un terzo posto ancora alla portata (viste le difficoltà dell’Inter) e una Coppa Italia non irraggiungibile.















