
Nuovo terremoto nel calcio italiano
Indagine sulla gestione arbitrale e rischio di scosse per tutto il sistema
Non pensavo di ritrovarmi di nuovo a parlare di un’altra bufera nel nostro calcio, ma questa volta riguarda proprio chi dovrebbe garantire ordine e regole. Nelle ultime ore è arrivata la notizia che il responsabile delle designazioni arbitrali della massima categoria e il supervisore del Var sono stati raggiunti da un avviso di garanzia per frode sportiva. La cosa ha fatto il giro del paese in pochissimo tempo e ora tutti cercano di capire quanto possa diventare grande questa storia.
Oggi Tuttosport ha messo insieme i punti principali dell’indagine, che riguarda tre episodi della scorsa stagione. Il primo episodio è legato a una partita tra Udinese e Parma. In quella gara viene contestato al designatore di aver fatto pressioni sul Var Paterna per far assegnare un rigore, pur non trovandosi dentro la sala Var di Lissone. Questo fatto era stato segnalato un anno fa dall’ex assistente Rocca, che poi era stato dismesso, e all’epoca la procura federale aveva deciso di chiudere il caso.
Gli altri due episodi al centro dell’inchiesta riguardano l’Inter. Secondo quanto riportato, per quella squadra sarebbero stati scelti arbitri considerati favorevoli ed evitati quelli ritenuti non graditi. Le due partite finite sotto osservazione sono una sfida di campionato a Bologna e la semifinale di ritorno di Coppa Italia contro il Milan. Al momento non è stato chiarito se queste scelte siano state fatte su richiesta di qualcuno. Per ora, oltre al designatore e al supervisore del Var, non risultano coinvolte altre persone o società. Entrambi hanno deciso di autosospendersi finché la situazione non sarà chiarita.
Il prossimo passaggio importante sarà l’interrogatorio di garanzia fissato per giovedì 30 aprile alle ore 10. In quella sede il designatore dovrà presentarsi davanti agli inquirenti della Procura di Milano, che stanno seguendo il fascicolo sotto la guida del pubblico ministero Ascione. Da questo incontro potrebbero arrivare informazioni decisive per capire cosa sia successo davvero.
Sulla possibile portata di questa vicenda è intervenuto anche il ministro Andrea Abodi, che ha detto: “Nel caso in cui fossero accertate responsabilità, non potranno non esserci conseguenze”. Tra le ipotesi che circolano c’è anche quella di un commissariamento della federazione, che proprio in questi giorni stava preparando le elezioni per il nuovo presidente previste il 22 giugno.
Intanto la procura federale, guidata dal procuratore Chinè, ha chiesto gli atti alla Procura di Milano per poter valutare la situazione. Allo stesso tempo, la Procura Generale dello Sport del CONI ha chiesto chiarimenti allo stesso Chinè sull’archiviazione dell’indagine di un anno fa, quella nata dalle segnalazioni di Rocca e conclusa con il proscioglimento del designatore. Ora tutto è tornato sotto i riflettori e si attende di capire quali saranno i prossimi sviluppi.















