
Bravo Sergente
Deve lottare ogni giorno perché colpevole di essere l'allenatore del Milan e di aver vinto la Supercoppa in faccia a quelli là
Dopo il match di ieri sera, in cui abbiamo triturato l'Inter, si è raggiunti un nuovo livello di consapevolezza: è Inzaghi che decide quanto e se dare il recupero.
Questa cosa mi manda in bestia: c'erano state le sostituzioni (10), le perdite di tempo, i falli etc. e Doveri avrebbe dovuto dare almeno 5 minuti di extra time; ma Inzaghi era contrario (il rischio di prenderne un altro paio era più che concreto) e quindi non se n'è fatto nulla.
Inaccettabile.
Andrò controcorrente, ma, a me, Conçeicao piace. E' vero, non è certo un top, ma lo apprezzo tantissimo per l'impegno che infonde nella sua missione, nel suo lavoro; si vede che ci tiene e si applica con entusiasmo e molta dedizione. Com'è vero che soffre quando non giochiamo come richiesto da lui, quando veniamo sconfitti e quando la prestazione è sottotono.
Ed è sotto gli occhi di tutti cosa deve affrontare ogni santo giorno: domande sul futuro, commenti ben poco benevoli, precarietà, poca considerazione da parte della stampa, degli addetti ai lavori e persino dei suoi stessi ingrati tifosi.
E' perennemente in trincea ed ha ragione quando accusa di essere al centro del mirino dalla Supercoppa in poi; la sua colpa più grande è stata proprio quella di aver vinto la coppa ai danni dei raccomandati prescritti. E gliela devono far pagare in ogni modo, minando le poche certezze di questa stagione, deridendolo, sfiancandolo con interviste orrende, anche umiliandolo.
Sergione il Sergente ha coraggio, invece; ieri sera chi non ha commentato in maniera ironica alla lettura delle formazioni ufficiali: “Abbiamo messo in difficoltà l'Inter con una tattica precisa, perché adesso stravolge il modulo?”.
Risultato: 3-0 per noi e finale di Coppa Italia conquistata.
E sarà tostissima, contro il Bologna; gli emiliani sono in palla, giocano bene, quasi a memoria e sono esaltati per questo traguardo raggiunto dopo 51 anni.
Tra l'altro, sono pronti a battagliare con Juve e le romane per un posto in CL, bissando, forse, la storica qualificazione della stagione scorsa.
E' vero che non è ancora ufficiale, ma ad un Empoli che ribalta il 3-0 dell'andata non ci crede nessuno, nemmeno il più convinto supporter dei toscani, siamo seri.
Domenica all'ora di pranzo saremo di scena al Penzo di Venezia; i lagunari annaspano in fondo alla classifica ma sono in netta ripresa e, tra le squadre in lotta per non retrocedere, è l'unica che gioca a calcio e pure gradevole.
A Venezia, in campionato, abbiamo disputato 14 partite: 8 vittorie, 3 pareggi e 3 sconfitte. L'ultimo match è datato 2022 e terminò 3-0 in nostro favore (Ibra e doppietta di Theo, uno su rigore); l'ultima sconfitta risale a 25 anni fa, 0-1 (gol di Pippo Maniero; era un bel Venezia, tutto sommato: Cardone, Bilica, N'Gotty, Carnasciali, Berg, Volpi, Maniero e Ganz. L'allenatore era Francesco Oddo). Per trovare l'ultimo pareggio, occorre andare indietro di ben 78 anni, al 4 maggio del 1947: 1-1 (per noi gol di Carapellese).
Il calendario che ora ci aspetta è il seguente: Venezia, Genova, in casa col Bologna, poi ancora Bologna in Coppa Italia, e si potrebbe restare a Roma perché dopo 4 giorni ci sarà Roma-Milan; il nostro stentoreo e altalenante campionato si chiuderà col Monza in casa il 25 maggio (circa).
Purtroppo, mentre andiamo in stampa (non è vero), non si sa ancora nulla dell'incontro tra Furlani e Igli Tare, il secondo o terzo della serie. Cosa non convince Giorgio? O cosa non quadra a Igli? Perché questi tentennamenti?
Perché è così difficile unirsi al gruppo di lavoro rossonero?
Nemmeno in Scientology ci sono queste difficoltà...
P.S.= L'Inter di ieri mi ha fatto una pessima impressione; non hanno più di 40/45 minuti nelle gambe e nella testa. Irriconoscibili.
Chissenefrega; forza Milan, sempre e per sempre!















