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Casting, la nuova disciplina

 

Tutti parlano, tranne il Milan; tutti consigliano questo o quello, ma, per quel che vale, chiunque arrivasse non andrà bene ai soliti noti

 

Sappiamo che esistono due sport ben definiti e diversi tra loro, con regole proprie, tifosi indipendenti, differenti palcoscenici che, però, hanno un nome simile, con una assonanza che potrebbe portare fuori strada un neofita in discipline olimpiche: il Curling ed il Casting.

Il Curling è uno sport giocato da squadre composte da due o quattro giocatori su una lastra di ghiaccio di forma rettangolare, in cui ciascuna squadra a turno fa scivolare una pietra di granito verso un bersaglio, noto come House.

Il Casting, invece, è uno sport giocato da più soggetti, a volte riuniti in squadre, altre in solitaria, che si tiene quotidianamente (anche in più occasioni durante la stessa giornata, dipende dalla mole di lavoro da svolgere) nelle redazioni dei quotidiani sportivi e non, nelle bettole in periferia, ai giardini pubblici, nei cessi pubblici (soprattutto), nelle sedi di siti internet e, a quanto sembra, anche in qualche fumoir particolare dove la Maria è 'più che un cuore di panna ma un cuore di canna'.

Il Casting a Casa Milan, secondo i meglio informati, è cominciato il 5 marzo 2025; siamo al 17 aprile e questo Casting è ancora in corso dopo essere stato interrotto varie volte durante queste settimane.

Dopo: 'Paratici: manca solo la firma', dopo 'Tare: Ibra ha scelto lui', dopo 'Sartori preferisce restare a Bologna', dopo 'D'Amico sceglie Bergamo' ecco che: 'Tare: colloquio positivo con Furlani'. Ma mica è finita: oggi è il turno de: 'E se il vero obiettivo non fosse Tare?'.

Sì, le tare mentali di qualcuno, di questo passo.

Da quando il Milan è americano, abbiamo imparato fondamentalmente due-cose-due: che sono maestri nel fare la grana e che non amano parlare dei fatti propri.

Quindi, ecco che tutte le ipotesi messe in piedi durante questo famigerato Casting vanno a farsi friggere.

Non ci sono dubbi sul fatto che il Milan sia alla ricerca di un DS esperto, abile, understatement, che conosca il mondo del calcio alla perfezione e che sappia tenere la bocca cucita, ma i giornali ci marciano che è uno spasso.

E sappiamo che il futuro DS dovrà anche provvedere a portare al Milan un allenatore; Bianchin, celebre firma gazzettara, sostiene che Furlani e Igli si siano confrontati su tre nomi: Allegri, Italiano e Fabregas. Come diavolo faccia a saperlo lui, non si sa; Furlani, lo conosciamo, può stare ore a parlare senza dire un cazzo di niente, da vero maestro, mentre Tare non si azzarderebbe mai e poi a far filtrare la minima sillaba al riguardo, pena la cancellazione immediata del suo nome dalla lista dei papabili DS.

Quindi? Quindi è facile presumere che Bianchin abbia scritto quel che ha scritto solo perché intento a giocarsi un mano di Casting, noto sport nazionalpopolare.

Tornando al DS: tra i nomi che circolano, l'unico, il solo che potrebbe cominciare domani mattina è Tare. Ravezzani si domanda: 'Perché allora non concludere subito e portarsi avanti col lavoro?'. Domanda lecita.

Possibile risposta: perché il vero obiettivo è D'Amico, la butto lì.

E che partita c'è domenica sera? Milan-Atalanta. Fatemi dire, innanzi tutto, che giocare la Domenica di Pasqua è veramente una sconcezza; il giorno di Natale e quello di Pasqua dovrebbero essere giornate senza partite di alcun tipo. Due giorni di 'no match day' assoluto.

Ma, ormai, la nostra civiltà è secolarizzata e le conseguenze le vediamo tutti i giorni in tv, sulle nostre strade, nei nostri centri abitati.

Milan-Atalanta, dunque: in casa, non perdiamo contro i bergamotti dal 2021 (0-3) a cui sono seguiti due successi entrambi per 2-0 ed un pareggio nel 2024 (1-1).

Arbitrerà Piccinini di Forlì: con lui, abbiamo una scia positiva che dura da 4 partite, con 3 successi ed un pareggio. L'ultima vittoria è il 3-1 alla Roma in Coppa Italia nel febbraio scorso. Ricordiamo che Piccinini fu l'arbitro di quel Genoa-Milan 0-1 col presunto gol di mano di Pulisic all'87'.

Il Milan ammirato ad Udine ci dà speranza di vedere una partita giocata con attenzione e massima concentrazione, blindati in difesa, pochi rischi da correre ed una fascia sinistra tornata agli antichi splendori. Ma l'Atalanta non è l'Udinese, ahinoi, e servirà davvero il miglior Milan possibile per avere ragione di Gasperini.

Ma, a proposito di Gasperini, non è che...

No, dai, non ricominciamo col toto-allenatore.

E, comunque, ricordiamoci che nel giro di pochi giorni dovremo affrontare i nerazzurri di Bergamo e quelli di Marotta, in Coppa Italia; non si molla un cazzo, mai.

Forza Milan, sempre e per sempre!

 

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