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Narrazioni, narrazioni ovunque

 

Dalla vicenda stadio nuovo, al presunto 'problema Leao', il Milan è sempre nell'occhio della critica. Serve reagire.

 

Avete presente quei film sui liceali americani, dove c'è la sfigata un po' paffutella, magari con l'apparecchio ai denti, gli occhiali, le scarpe logore, presa perennemente in giro, bullizzata dalle compagne di classe fighe, alte, bionde che fanno le cheerleader? Ecco: la conferenza stampa di Fonseca pre-derby è stata così, con il tecnico nella parte della cicciottella ed i giornalisti a canzonarlo ed insultarlo, tutti bellissimi, altissimi, biondissimi, levissimi.

Squallidi manutengoli, piccoli uomini, maestrini con la penna rossa infilata nel didietro; ma dove sta la professionalità? La stampa in Italia va avanti a raccomandazioni, favori, leccaculismo, servilismo, remissività verso il potente di turno, accondiscendenza nei confronti del mainstream, ma, se ciò non fosse abbastanza, abbiamo udito con le nostre orecchie giornalisti presunti tifosi rossoneri prendersi gioco del nostro tecnico, persino.

E questo è grave.

Ma non si discosta molto da ciò che sentiamo e leggiamo ogni giorno sui social, quando tifosi milanisti di ogni età si accaniscono contro i nostri colori per qualsivoglia motivo, perché, in fondo in fondo, a questi soggetti non va mai bene niente e il loro unico obiettivo è 'rompere i coglioni'.

Ma sarebbe bastato vedere il post derby di RRN, con il direttore a commentare: un funerale, in pratica. Una faccia tristissima, commenti a bassa voce e complimenti a denti stretti alla squadra e allenatore.

E, purtroppo, non è l'unico; tutti gli haters rossoneri hanno cominciato con un laconico 'Devo ammetterlo: applausi a Fonseca', seguito da 'Però non ha ancora dimostrato niente'.

Ma quanto gli rode, a questi?

Questa mattina, la Gazzetta è uscita con una prima pagina delirante ed incomprensibile, nella quale sosteneva la fattibilità del secondo stadio accanto al 'Meazza', aggiungendo 'ci vuole tempo'. E' ovvio che sia stata una prima pagina 'di servizio' al primo cittadino; il Milan lo ha affermato in tutte le salse che il suo vero, unico obiettivo è lo stadio nuovo a San Donato e che su questo non ci saranno ripensamenti di sorta.

Va da sé che, questo 'servizio' sullo stadio parrebbe più una risposta a quello de 'Il Giorno', che ieri era uscito con la notizia che le opere di bonifica a San Donato proseguivano spedite e che si procederà a breve a recintare l'area con Jersey e reti metalliche.

Persino l'assessore del Comune di San Donato aveva usato parole confortanti e rassicuranti sulla fattibilità del progetto, tant'è, tra l'altro, che gli accordi di programma con Comune, Regione Lombardia, Ferrovie ed Autostrade stanno seguendo il loro corso burocratico. La posa della prima pietra si prevede avverrà nel settembre 2025, come ormai si va dicendo da mesi.

Per la serie 'Scriviamo stronzate su Leao', ecco Sabatini; nel suo pezzo di oggi, intitolato 'Lautaro, Leao e Vlahovic: alle origini dei 3 casi di Inter, Milan e Juve', dice: 'Al Milan il problema è Rafa Leao, la soluzione Abraham. L'attaccante inglese è il primo "like" della stagione rossonera. Pollice su. Complimenti. E viene già descritto come leader della squadra. Bravo anche Fonseca ad aggiustare la mira: 4-4-2 o 4-2-4 sono sciocchezze da settimana enigmistica degli ossessionati dalla tattica. Per gli attaccanti i numeri che contano sono (nell'ordine) vittorie, gol e tiri in porta. Abraham c'è, bodyguard di se stesso e di Morata. Con Leao da una parte e Pulisic dall'altra, il problema sembra risolto. A patto che tutti abbiano voglia di correre - e all'occorrenza rincorrere - qualche metro in più'.

C'est tout fantastique!

Parla di 'problema Leao' e poi 'Con Leao da una parte e Pulisic dall'altra, il problema sembra risolto': ma, quindi, è un problema o una soluzione?

E allora vediamo i numeri: Lautaro, tra campionato e CL, ha giocato in totale 339' senza mai segnare (non fa gol da marzo) ma con un assist; Vlahovic, 488' tra Serie A e CL, 2 reti ed un assist; Leao, 441', un gol ma ben 3 assist per lui. Non mi pare questo gran problema, tenendo conto che nemmeno gioca nello stesso ruolo dei due centravanti, essendo un'ala. Che, poi, si debba dare una svegliata quanto prima, siamo tutti d'accordo, ma anche così non è proprio malaccio... Altro che 'problema Leao'!

Ma tutto questo fa parte dell'ormai nota 'narrazione' ai nostri danni. Ora: provate ad immaginare cosa si direbbe del Milan e del giocatore, se un per un'estate intera avessimo pompato a dismisura le quotazioni di un ragazzo classe 2005 fino a 40mln, sostenendo che ce lo invidiassero ovunque nell'universo e poi, a fine settembre, si venisse a sapere che questo giocatore ha messo insieme 36' dall'inizio del campionato e che non gioca da fine agosto. Sto parlando del 'povero' Valentin Carboni, che la Gazzetta per tutta estate non ha fatto altro che enfatizzarne le doti e aumentandone la quotazione di 5 milioni a settimana, per poi andare all'OM in Francia per una miseria di prestito. Dico 'povero' perché il ragazzo ha 19 anni e sentirsi al centro di fantomatiche trattative con cifre intorno ai 40mln, non porta certo serenità. Ma queste sono le narrazioni di cui parlavamo prima.

Ciò che è nerazzurro è platino, ciò che è rossonero è ferro arrugginito.

Sempre restando in tema di narrazioni e di stadio nuovo, ecco una nuova perla del desaparecido Visnadi: 'Sono i club che vogliono costruire. Se uno vuole costruire si prende il suo terreno, come ha detto il Milan, lo bonifica e se lo costruisce. Nessuno gli sta impedendo di costruire lo stadio a San Donato. Perché si sono fermati? Perché volevano fare lo stadio da soli poi invece sono di nuovo andati a chiamare l'Inter "Dai facciamolo insieme"? Perché ci raccontano che serve uno stadio di proprietà e poi la vogliono fare in co-proprietà? Perché non hanno abbastanza soldi per farselo da soli. È abbastanza semplice tutto ciò'.

Primo: il Milan non ha fermato proprio nulla.

Secondo: non ha mai chiesto alla Debitese di partecipare al progetto.

Terzo: non è il Milan società a dover sborsare il miliardo e rotti necessari, ma li porterà la proprietà, cioè il fondo RB. RedBird ha già stanziato nel 2023, tramite il socio di maggioranza ACM Bidco B.V., i 40mln 'per coprire spese ed investimenti relativi al progetto Nuovo Stadio e per il rafforzamento patrimoniale della Capogruppo'. E questo va anche a zittire quelli che 'Caddinale non c'ha manco li soldi da ridare a Elliot nel 2025!11!'.

Quarto: quel 'Nessuno gli sta impedendo di costruire lo stadio a San Donato' è una enorme cazzata; ma se ci stanno ostacolando in tutti i modi possibili e immaginabili! E tra questi modi includo interventi come quello di Visnadi stesso, inutile precisarlo.

Narrazioni, narrazioni ovunque.

Il nostro compito di tifosi è, innanzi tutto, quello di non abboccare a certe scemenze e, successivamente, di mettersi a difesa dei nostri colori. Cose che non pagano sui social, si sa, ma che rinvigoriscono e acuiscono il nostro senso dell'onore.

Non facciamoci mangiare dall'inerzia dei nostri cuori e gridiamo sempre, a voce alta, con gli occhi lucidi: 'Forza Milan, sempre e per sempre!'.

 

 

 

 

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