
Ci vogliono annientare
La politica, epurati, ex giocatori, ex dirigenti, leccaculo vari, servi e persino tifosi del Milan si stanno organizzando per un attacco frontale ai nostri colori
Per fortuna questa pausa per le Nazionali sta terminando.
Non se ne poteva davvero più.
Per noi milanisti, quello delle soste, è sempre un periodo di preoccupazione: infortuni, contratti che scadono che non verranno mai rinnovati (secondo la stampa), allenatore in bilico, pericolo stadio deserto, interviste ad epurati, cacciati, fancazzisti, incapaci vari, a cui quest'anno s'è aggiunta persino la voce che vedrebbe il Milan continuare a condividere lo stadio con le merde, sia esso S. Siro o S. Donato.
A tal riguardo, ed al momento, non voglio prendere posizione alcuna: per ora si tratta di 'voci', nulla più; fino a quando la società AC Milan non si pronuncerà ufficialmente in un senso o nell'altro preferisco masticare amaro ma tenere la bocca chiusa.
Ma non posso sicuramente esimermi dal pensare: allo stadio del Milan in solitaria si oppone un muro fatto di omertà, di ipocrisia, di favori politici, di odio, di rivalità, di sudditanza, di antagonismo che rasenta davvero il patologico.
Già un anno fa, proprio su questo sito, descrissi esattamente ciò che stava succedendo e che sarebbe successo in seguito: l'idea di bloccare sul nascere ogni velleità rossonera di erigere un impianto nuovo in solitaria aveva un 'mandante' ben preciso. Un mandante sorretto e scortato dalla politica meneghina e da un'ala della giustizia milanese, che, sappiamo tutti, essere di fede nerazzurra.
Il sindaco Sala si è ben prestato a tutto questo teatrino, tentando di frenare gli ardori rossoneri, senza però fare conto che la proprietà del Milan è americana e non si piega certo a questi giochetti di potere da repubblica delle banane marce qual è il nostro Paese.
Giustamente, RedBird dice che se il progetto rispetta la legge, non si capisce perché debba essere cancellato o boicottato.
Poveri ingenui, 'sti americani!
In Italia la legge non ha alcun valore se la politica decide che non ne debba avere; nel termine 'politica' includo tutti i palazzi del potere, ça va sans dire.
Hanno tentato di tutto: han messo in campo la sinistra ecologista coi suoi peones d'assalto che organizzavano manifestazioni un giorno sì e l'altro pure; han tentato con la Sovrintendenza per non far demolire S. Siro; poi ritardando l'adesione agli accordi di programma già sottoscritti da Regione, Ferrovie dello Stato e Autostrade; poi cercando di ingolosire i Club con progetti faraonici ma inattuabili, dispendiosi, limitanti e di dubbia riuscita; poi tirando in mezzo l'UNESCO per rendere l'area di Chiaravalle 'patrimonio da tutelare'.
Il tutto, ingozzando la stampa con comunicati sibillini, alcuni, poi, addirittura smentiti da entrambe le società, Milan e Inter.
E' una dura lotta; Davide contro Golia, se vogliamo scomodare personaggi biblici. Oppure, più italianamente, una guerra tra chi può tutto (politica e affini) e chi niente (il privato).
Ma al tifoso milanista non può essere sfuggito il fatto che, se il Milan non dovesse riuscire a costruire lo stadio di proprietà in solitaria, sarebbe costretto NUOVAMENTE a dividere la torta con chi ha scialacquato, mestato nel torbido, imbrogliato impunemente per anni, tra l'altro senza pianificare uno straccio di programma, di progetto di crescita, ma solo raccogliendo favori in giro per il mondo (FIFA, UEFA, FIGC) per tirare a campare.
Già lo stadio di S. Siro era di nostra proprietà e loro si sono, come parassiti, attaccati e lo hanno fatto loro, dandogli il nome, voluto, tra l'altro, dal sindaco Tognoli, di fede interista, ovviamente, e appartenente allo schieramento politico di sinistra.
Se il Milan andasse nella direzione di condividere ancora una volta lo stadio con le merde, e ancora una volta dietro pressioni politiche come allora, per me sarebbe un durissimo colpo. Non voglio farne un dramma, ma non riuscirei a mandare giù l'ennesimo boccone amaro da qualche anno a questa parte.
No, non ce la farei.
Comunque, se da una parte sarei veramente contrariato, deluso, addolorato, dall'altra avrei una conferma: quella là è una società di merda, un club di stato, gestita da politici, mantenuta dalla politica, sorretta dalla politica, vincente grazie alla politica, in Serie A per mano della politica.
E questi dicevano che volevano farsi lo stadio a Rozzano... Non hanno manco le fotografie, di quell'area, 'sti barboni.
Vorrei, poi, parlare dell'articolo di Currò, delle parole di Boban, di quelle di Mirabelli e di talune prime pagine della Gazzetta, ma non ho più spazio, né tempo, né voglia.
Se ne vadano a fanculo tutti, compresi quei tifosi che li appoggeranno e sosterranno.
Fate pena, vi schifo.
Forza Milan, sempre e per sempre!















