pioli squadra

 

Condannati a fare bene, sempre!

 

Lo shock del derby ha finito, nella testa e nei commenti di molti, per azzerare quasi tutto, nel senso che ha quasi finito per non contare nulla o essere insignificante quanto fatto in questo inizio di stagione.

 

Lo shock del derby ha finito, nella testa e nei commenti di molti, per azzerare quasi tutto, nel senso che ha quasi finito per non contare nulla o essere insignificante quanto fatto in questo inizio di stagione. Abbiamo 12 punti e pareggiato all’esordio in Champions, ma questo senza avere nessun merito, solo per la pochezza degli avversari. E così, volendo approfondire un po’, scopri che il Bologna in cinque giornate finora ha perso solo all’esordio contro il Milan (avendo già affrontato, peraltro, Milan, Juventus e Napoli), scopri che il Torino, in altrettante giornate, finora ha perso alla seconda giornata la sua unica partita contro il Milan, e magari che il Newcastle, che prima del sorteggio era l’unica e sola della quarta fascia da evitare assolutamente, non era poi tutta sta “poca roba”, visto che è arrivata tra le prime quattro della Premier e che quattro giorni dopo la partita di San Siro va a fare 8 gol in trasferta contro lo Sheffield.

 

Considerando che il resto delle gare le abbiamo giocate contro Roma e Verona (vinte) e contro l’Inter, mi verrebbe da dire che forse si sta comunque sottovalutando questo inizio di stagione dei rossoneri. Va bene, resta sempre il fatto che abbiamo perso il derby prendendo 5 gol, ma ciò ha finito per distorcere completamente i giudizi sulla nostra squadra ed anche sui singoli. Gli stessi giornalisti che finiscono per insultare la loro stessa intelligenza (ammesso che ne abbiano una) sbattendo sul banco degli imputati niente poco di meno che Rafael Leao, che a causa di un gol sbagliato (e che avrebbe dovuto assolutamente segnare) ha di nuovo ingenerato il dubbio amletico se per caso non ci troviamo di fronte al nuovo Balotelli.

 

Naturalmente nessun accenno alla questione quando due giorni dopo risolve la gara contro l’Hellas. Va bene, la storia è sempre la stessa: è sempre e solo l’Ac Milan a dover dimostrare qualcosa, a dover vincere sempre, a dover giocare sempre bene ed allo stesso ritmo. Le altre, per un motivo o per un altro, sono alte, belle e con gli occhi azzurri. Noi invece no! Ma forse è meglio così! Forse la cosa migliore è tornare nel mischione, uscire dalle luci della ribalta, tornare tra le squadre che devono dimostrare tutto, insomma tornare a non essere assolutamente tra le pretendenti o le favorite al titolo. Il weekend ci lascia una prestazione poco convincente e sotto tono, ma anche un nuovo infortunio che ci fa perdere uno dei centrocampisti con delle caratteristiche uniche in rosa (Krunic), e che peraltro era già una alternativa al titolare del ruolo (Bennacer).

 

La sensazione è sgradevole, se si pensa che già contro l’Hellas il mister aveva dovuto in poche ore inventarsi un nuovo modulo per sopperire alla contemporanea assenza dei terzini titolari (e di Kalulu). Il timore che serpeggia è che già in questo inizio di stagione la ridda degli infortuni possa influenzare pesantemente formazioni, prestazioni e risultati. Per intanto recuperiamo Theo e Calabria, mentre Maignan torna in gruppo; a centrocampo qualche alternativa ce l’abbiamo, e vedremo sin da domani a Cagliari se nel ruolo di centrale di centrocampo ci sarà di nuovo Reijnders oppure se sarà dato spazio a quello che dallo stesso mister era stato indicato come un possibile centrale del centrocampo a tre, vale a dire Adli.

 

La cosa importante, sulla scorta delle esperienze dello scorso anno, è che le rotazioni siano fatte con intelligenza e senza esagerare, perché stravolgendo la squadra in vista della prossima importante gara con la Lazio, può rendere particolarmente insidioso affrontare un Cagliari che non va assolutamente sottovalutato. Anche col Cagliari, così come col Verona, sarà fondamentale portare a casa i tre punti per continuare a restare agganciati alla vetta, senza stare troppo a guardare alla forma ed all’estetica, ma badando moltissimo alla sostanza. La differenza con la scorsa stagione dovrà essere proprio questa, e cioè la capacità e la bravura di non perdere per strada dei punti sanguinosi contro le squadre che occupano la seconda metà della classifica. È lì, a livello mentale soprattutto, che dobbiamo fare il salto di qualità rispetto al passato. Il fatto che poi questa squadra sappia giocare a calcio ed abbia una sua identità ben precisa è conclamato e lo dimostrerà per la stragrande maggioranza della stagione.

 

Lasciatemi terminare questo pezzo con un affettuoso saluto ed il ricordo di un amico di Milan Day, e cioè Giovanni Lodetti. Grande campione sul campo, eccezionale persona nella vita, immenso nella sua semplicità, persona di grande compagnia ma sensibile e delicata nello stesso tempo. Ciao Giovanni, è stato un vero onore conoscerti!

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