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Le gravi colpe di Stefano Pioli

 

Distorsioni tattiche ed incomprensibili scelte reiterate

 

Se si analizzano gli ultimi due campionati, Inter e Milan hanno fatto gli stessi identici punti (156) in 76 partite. Gli ultimi derby giocati e persi dal Milan meritano quindi una riflessione ponderata. Non si può sostenere che l'Inter abbia una rosa nettamente più forte del Milan se, in due campionati, questa differenza non si è vista sul piano numerico. A meno che non si voglia sostenere che 4 derby (cioè 4 partite) siano più indicativi come valore assoluto rispetto a 76 partite. Sarebbe una tesi alquanto bizzarra, atteso che le valutazioni vanno sempre fatte sul lungo periodo. Le singole partite, invece, possono e devono essere analizzate.

 

A mio parere esiste un complesso di inferiorità di Pioli nei confronti di Simone Inzaghi. Questi due allenatori hanno stili di gioco diversi, ma da anni Pioli, negli scontri diretti con Inzaghi, va in grande difficoltà sul piano tattico. Fatta eccezione per il derby di inizio febbraio 2023, i temi di campo sono sempre gli stessi. L'Inter sceglie di non pressare il Milan e di rinunciare al possesso palla. I difensori centrali rossoneri hanno quasi sempre la giocata libera. Loro stanno corti e compatti a difesa della propria metà campo perché sanno perfettamente che il Milan parte con l'idea di dominare la partita provando triangolazioni centrali e non provando mai ad attaccare sfruttando pienamente l'ampiezza del campo. La partita dell'Inter non viene preparata su concetti di gioco complicati bensì su tre situazioni specifiche: 1) palla persa dal Milan con verticalizzazione immediata sulle punte per sfruttare la scelta di Pioli di difendere a sistema puro; 2) costruzione dal basso atta a chiamare la pressione del Milan che fa fatica nelle uscite sui quinti con i terzini; 3) distanze fra i reparti quasi sempre impeccabili per sfruttare le voragini che si aprono in una squadra che vuole attaccare spostando continuamente le pedine e perdendo ordine quando deve correre all'indietro; 4) L'Inter fa densità centrale molto marcata perché il Milan gioca con i terzini dentro il campo e non sfrutta quasi mai le fasce laterali per cercare di sorprendere la difesa nerazzurra con i cross. Emblematico il dato sui corner alla fine della gara di sabato: nessuno per il Milan.

 

Su questi aspetti Inzaghi ha costruito un 2023 che ha regalato grandi soddisfazioni all'Inter nella stracittadina. Stefano Pioli, dal canto suo, continua pervicacemente a pensare di essere nel giusto, nonostante i riscontri del campo dicano che affrontare le squadre di Simone Inzaghi in questo modo è un atteggiamento tattico suicida. Sei mesi fa avevamo accolto con grande piacere la svolta tattica di Pioli che, contro Tottenham e Napoli, aveva inventato un Milan diverso, con una difesa bassa e con la rinuncia al calcio uomo contro uomo. Ci sembrava l'evoluzione naturale del suo percorso di crescita come allenatore. Il doppio derby di Champions ci ha invece fatto capire che il talebanismo di Pioli rimane più forte del suo stesso pragmatismo. E questo, alla lunga, diventa il limite più grande per l'allenatore di una grande squadra.

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