
Le maledette soste
L’infortunio di Giroud è solo l’ultimo di una lunga serie di intoppi durante le soste per le nazionali. E’ giunto il momento di cambiare qualcosa…
L’ennesima sosta per le nazionali porta in dote un nuovo infortunio, e a farne le spese stavolta è l’unica vera punta rossonera: Olivier Giroud. Le prime impressioni parlano di un infortunio non grave, e non dovrebbe essere a rischio (condizionale d’obbligo) la sua presenza nel derby del prossimo sabato. Ma al netto di questo c’è da guardare il quadro nell’insieme, e queste soste per le nazionali sono ormai diventate un pesante macigno per tutti, non solo in casa rossonera, ma anche per le altre squadre.
Un po’ tutti infatti si trovano spesso alle prese con infortuni di varia natura, ma è in casa rossonera che si trova l’emergenza maggiore, dove l’infermeria si riempie già di per sé, anche senza soste. Viene poi da chiedersi l’utilità di piazzare una sosta per le nazionali proprio all’inizio della stagione sportiva, quando la forma dei giocatori è ancora ben lontana dai livelli standard, e dove i carichi di lavoro dell’estate si fanno ancora abbondantemente sentire. Sosta a cui si aggiungeranno evidentemente le successive, alzando ancor di più il rischio di pesanti deficit nella rosa. Da qui la domanda che tutti spesso ci poniamo: perché non spostare le nazionali alla fine di tutti i tornei?
I club non soltanto hanno il rischio maggiore sul lato infortuni, ma hanno anche sulle spalle il peso economico dei giocatori, sono infatti loro a pagare lo stipendio ai calciatori, non le nazionali. Il piccolo indennizzo che le istituzioni hanno pattuito non può bastare, anche perché si riferisce solamente ad infortuni gravi. La soluzione migliore, che spesso è anche la più semplice, è presto detta: disputare prima tutti i tornei continentali dei club, per passare poi, a fine stagione, a quelli delle nazionali. Siano esse qualificazioni, europei o mondiali. La situazione ormai è diventata più delicata che mai.















