
Come vincere ancor prima di giocare
E' quello che è successo contro il Napoli; dal giorno del sorteggio fino a martedì sera, era una sorta di 'tutti contro il Milan'. Poi il Milan ha vinto...
E' ormai risaputo che il Napoli aveva perso il doppio confronto ancora prima di giocarle, quelle partite. Con il clima di festa che imperversa in città da mesi, la loro celebre presunzione ed arroganza, il motto 'chiagne e fotte' stampato sul DNA, le pagliacciate di giornalisti e tifosi, gli endorsement di molti, troppi addetti ai 'lavori' (lavorassero, perlomeno...), che non facevano altro che alimentare l'antimilanismo più becero, non poteva che finire così.
Uno youtuber napoletano ha chiaramente ammesso che il loro 'non è un pubblico all'altezza di queste manifestazioni'; ed ha ragione, pienamente. Sono fatti così, c'è chi li ama per questo e chi non li sopporta, ma fa parte del gioco, non si può certo piacere a tutti; ma anche questo semplicissimo concetto non è accettato dai napoletani. Pensano, sbagliando, di essere soli contro tutti, pure se l'evidenza li abbia sbugiardati proprio in questi ultimi giorni, dal sorteggio fino all'altra sera; avevano dalla loro tutta la stampa, che non vedeva l'ora che il Milan venisse scaraventato fuori dalla Champions, ex calciatori, ex allenatori, commentatori, paracarri, frullatori e scope di saggina in fila per dire 'il Napoli è più forte, non c'è gara' e prendersi gli applausi del pubblico leccaculo seduto in platea a strafogarsi di paste e pasticcini.
Come quel direttore di testata che s'era spinto ad assicurare che sarebbe bastato 'un Napoli al 70%' per vincere contro i Rossoneri; e quell'altro, con la R moscia che fa tanto radical chic, che buttò lì, dopo il 4-0 del 'Maradona', che il Napoli avesse fatto apposta a perdere quel confronto per poi prendersi la semifinale di Champions.
Ma la lezione, a quanto pare, non è stata imparata; ieri sera, dopo Inter-Benfica 3-3, Zhang, il superinquisito e superdebitore presidente nerazzurro, ha subito dichiarato: 'Vogliamo vendetta per storia (?) e per lo scorso anno (?)'.
E poteva mancare il turco chiacchierone? Ovvio che no; pure lui, con la bava alla bocca, ha twittato: 'Non è ancora finita'. Ti aspettiamo, interista, ti aspettiamo; non vediamo l'ora.
Ma sì, che parlino pure; possono fare solo quello.
A noi non resta che restare compatti, uniti, umili, silenziosi e cazzuti perché è così che si portano a casa le partite.
Ma, prima delle semifinali, ci dovremo guadagnare l'accesso alla Champions 2023/24, l'ultima con questa formula, dato che, poi, cambierà tutto.
E domenica (ore 18), a S. Siro arriverà il Lecce di Baroni; dal 1980, abbiamo giocato 19 volte a Milano contro i salentini tra Serie A, B e Coppa Italia; 15 le vittorie, tre i pareggi ed una sola sconfitta, risalente al 1997, 1-2 con reti di Govedarica, Casale ed autorete di Cyprien. Milan in 10 dal 6' per espulsione di Savicevic; allenatore era Capello, mentre sulla panchina dei pugliesi sedeva Prandelli.
L'ultimo match contro i giallorossi è datato 2019, finito 2-2 con reti del turco e Piatek; portiere del Lecce era Gabriel, ex rossonero, come Lapadula, subentrato a fine partita a Babacar, autore del primo gol salentino.
Il Lecce non vince da due mesi (2-1 in quel di Bergamo) e nelle ultime 7 partite ha raggranellato la miseria di un punto, giusto la scorsa settimana con la Samp in casa.
Logicamente, non posso conoscere le intenzioni di Pioli per domenica, se procederà con un turn over massiccio come a Bologna oppure inserirà solo due/tre cambi. Giroud sembra aver bisogno di un po' di riposo, più che altro per le botte ricevute dai correttissimi napoletani, così come Kjaer; l'età avanza per tutti...
A Bologna abbiamo potuto vedere un gran bel Milan; nonostante le cornacchie assiepate sui tetti di Milanello, quella partita avremmo strameritato di vincerla, non di pareggiarla. Poi ci si è messo di mezzo anche l'ineffabile coppia d'assi Massa/Di Bello e la vittoria è sfumata più per 'errori' altrui che nostri.
Ma la nostra Champions passerà soprattutto dal doppio confronto con le romane, il primo dei quali sarà proprio sabato prossimo (ancora alle 18), ospiti della Roma di Mou.
Purché non si perdano punti con le piccole...
E occhio alla Juve: come paventavo settimane addietro, c'è aria di un insabbiamento epocale. Se la sfangano anche stavolta, significa che, alla fine, se ti chiami Juve, tutto ti è concesso. Ed è così dal 1897, mica poco.
Siamo passati da 'Ah, se c'era Nedved!' a 'Se c'era Osimhen!'; quale sarà il prossimo mantra, 'Ah, se c'era Skriniar!'?
Forza Milan, sempre e per sempre!






