
Poteva andare peggio. Ma anche meglio
Tante occasioni per entrambe le squadre; un Milan forse un po' troppo rinunciatario in superiorità numerica, ma un Napoli isterico, anche nel dopopartita.
Ho fissato il cursore sullo schermo del PC per almeno due minuti, dato che non sapevo cosa scrivere.
Eppure, veniamo da una vittoria nei quarti di finale della Champions League, cosa che non ci accadeva da anni e anni, e parlarne sarebbe dovuto venire quantomeno naturale.
Ma sono piuttosto combattuto; abbiamo rischiato davvero tanto, troppo. Nei primi 15' si è ballato e non poco, con alcuni nostri giocatori completamente in bambola, disorientati, forse intimiditi dall'inizio arrembante del Napoli che correva su tutti i palloni, pressava in maniera asfissiante e costruiva trame di gioco con innumerevoli passaggi veloci, di 'prima', e sempre ben calibrati.
Ci han salvato Maignan, poi Krunic, un po' di culo, che non guasta mai, e sappiamo di quanto ne siamo creditori, per finire con una certa supponenza dei napoletani, che pensavano di chiuderla subito.
Ma il vero break è stata sì l'azione di Leao ma, soprattutto, il calcio alla bandierina con conseguente rottura della stessa (qui il portoghese andava ammonito, poche balle; per fortuna l'arbitro l'ha ritenuto un gesto di stizza, non di cattiveria. Domanda: di cosa son fatte le bandierine, di cristallo?); quello stop di un paio di minuti in attesa che la bandierina venisse sostituita, ha spezzato il ritmo agli azzurri che, infatti, han perso il filo del gioco.
Un bel Napoli, ma un Milan che, forse, può rammaricarsi di aver voluto gestire l'1-0 anche in superiorità numerica, probabilmente consci che, al ritorno, ci saranno più spazi per il contropiede; non ci saranno infatti Kim, Anguissa e Simeone, con l'incognita Osimhen, alle prese con l'infortunio alla coscia.
Ma il Milan ha legittimato la vittoria con la traversa di Kjaer, il gol sbagliato da Rafa, il tiro impallato di Tonali, un certo qual egoismo di Leao quando ha provato da fuori nella ripresa invece di passare la palla ed un sostanziale controllo della partita, più due rigori parsi netti, uno su Saele ed uno su Krunic nell'azione della traversa di Simon.
Maignan miracoloso su Di Lorenzo ma lasciatemi spendere due parole per il Capitano, Davide Calabria; Kvara alla fine è stato sostituito perché Spalletti ha capito che di lì non si passava mai. Un Calabria che non è ricorso al fallo sistematico, mai, che ha fermato il georgiano anticipandolo, capendo le sue mosse e marcandolo ferocemente ma sempre con estrema correttezza. Peccato per l'ammonizione a fine match, un po' stupida. Ma cosa protesti a fare? Pensi che l'arbitro ti dica: 'Ah sì, hai ragione era rigore; torniamo in campo'?
Nelle interviste, poi, abbiamo potuto soppesare la differenza di atteggiamento dei due allenatori: Pioli esaminava la partita, Spalletti frignava, attaccandosi al giallo non dato a Rafa, alla espulsione di Anguissa ('Lo stavo sostituendo', ha detto; e quindi? Il fallo su Theo era lampante, non c'è modo di negare l'accaduto, dato che ci sono le riprese frontali) e all'ammonizione di Kim. Silenzio sull'intervento su Giroud che ce l'ha quasi azzoppato, facendolo rendere al 50% per il resto della partita.
Ma la verità è un'altra; il Napoli ha i nervi a fior di pelle. Lo abbiamo visto in campo e lo abbiamo potuto evincere dalle parole di Luciano Spalletti, quando, oltre alle solite lamentele, ha tirato una stoccata ai propri tifosi ed al popolo napoletano in generale, che ha cominciato a festeggiare troppo presto per lo scudetto e che avrebbe trasmesso ai giocatori un clima da 'E' qui la festa?'.
Con l'atteggiamento giusto, a Napoli possiamo fare bene; se, poi, li provochi quel poco, questi esplodono e vanno in confusione totale.
Stamattina alle 10 mi collego ad un sito di calcio, uno che va per la maggiore; nella Home ci sono 10 notizie in evidenza.
Vediamole insieme, dalla prima all'ultima: Inter-Calhanoglu, Juve-Del Piero, Juve-Sporting, Roma-Feyenoord, Vlahovic, prime pagine dei giornali, lamenti di Spalletti, Juve-giustizia, Real Madrid-Chelsea, Asensio.
E ieri sera c'è stato Milan-Napoli terminata 1-0 per i quarti di finale di Champions...
Ora sotto col temibile Bologna; urgono 3 punti, assolutamente. Spetta a Pioli (e Maldini) mantenere altissima la concentrazione e la tensione: non c'è più tempo per cazzeggiare in campo.
Alcuni dati: a Bologna non perdiamo da ben 21 anni (2-0; chi ci segnò? Fresi e Cruz...) e non pareggiamo da 5 (0-0 nel 2018). Le ultime 3 trasferte le abbiamo vinte segnando in totale 9 reti e subendone 5. Nel 2021 si vinse 4-2 con reti di Calabria, Leao, Bennacer e Ibra.
Si gioca sabato alle 15, un orario penoso, ma tant'è.
Forza Milan, sempre e per sempre!















