
La balla dei 100mln
La stampa compiacente sostiene che servono per trattenere Skriniar, ma, in realtà, è per coprire i 140mln di rosso. E non li ha manco portati Suning, quei soldi...
Empoli-Milan è una di quelle partite di cui non fidarsi mai. Cominciamo col dire che ad Empoli abbiamo perso una sola volta su 32 match: 28 in campionato e 4 in Coppa Italia. E l'unico ko è giunto proprio in Coppa Italia, nel 1986, il 29 gennaio: Empoli-Milan 1-0, gol di Luca Cecconi a 5' dalla fine. Era un buon Milan, tutto sommato: Terraneo in porta, in difesa Tassotti, Maldini, Baresi, F. Galli; a metà campo Di Bartolomei, Icardi, Manzo ed Evani con, in attacco, Virdis e Rossi Paolo. Allenava Liedholm. Dodici giorni dopo questa partita, Berlusconi diventò proprietario dei Rossoneri, cominciando, così, un'epoca d'oro.
In campionato, però, in Toscana, siamo scesi in 14 occasioni, con risultati equamente suddivisi tra vittorie e pareggi: 7 e 7. Nel mese di ottobre abbiamo disputato 3 incontri al 'Castellani', vincendoli tutti e tre: 3-0 nel 1986, 1-0 nel 1997 e 3-1 nel 2005. L'anno scorso si vinse 4-2, con doppietta di Franck Kessie e reti di Florenzi e Theo.
Nonostante i numeri siano impietosi, non dimentichiamoci che Empoli è pur sempre una trasferta da temere il giusto, senza tremori di ginocchia ma con profondo rispetto.
I ragazzi di Zanetti contano 7 punti in classifica, frutto di 4 pareggi ed una vittoria, a Bologna, nell'ultimo turno prima della sosta; due le sconfitte, una a La Spezia alla prima giornata e contro la Roma in casa; sei i gol segnati, 7 quelli subiti.
E sarà un sabato importante, visto che giocheranno anche il Napoli contro il Torino al 'Maradona', e la Sinter a S. Siro contro la Roma dell'ex Mou. Potrebbe rivelarsi un turno a noi abbastanza favorevole, incrociando le dita.
Ieri, nel suo consueto editoriale, Sconcerti sostiene quel che vado asserendo da mesi: lo scudetto dell'Inter del 2021 fu vinto anche meritatamente sul campo, nulla da eccepire, ma facendo vagonate di debiti. Il giornalista considererebbe, quindi, il fatto di premiare i virtuosi e penalizzare chi ricorre sistematicamente al debito come fonte finanziaria senza che, poi, questo venga coperto a breve; i danni che quello scudetto sta portando in seno alla società nerazzurra sono altissimi, con smembramento della squadra, punizioni dalla Uefa e 140mln di rosso più 800mln di debiti, dai quali, presumibilmente, non rientreranno mai se non cedendo il Club al buon samaritano di turno.
Fu, quello del 2020/21, un campionato quanto meno 'strano' a tutti gli effetti, poche storie.
Questione stadio: se non si decidono a costruirlo, ci troveremo con campetto di calcio a 5 con posti per 1500 spettatori... Ma è mai possibile che in questo maledetto Paese, nel 2022, due squadre del blasone di Milan e Inter non possano avere uno stadio per i cavoli propri? Indecente.
Come è indecente la corsa al 'ribasso': siamo passati da un impianto per 75/80mila posti ad uno da 60/65mila e non più architettonicamente evoluto, con una estetica che ricordava il Duomo di Milano, ma un ovale anonimo, simile a molti altri in giro per il mondo, tipo ciambellone per l'hockey o palazzetto per volley e basket.
E non pensiamo che con questo nuovo governo le cose cambieranno: se la politica frena la crescita è anche perché c'è gente che vota quei politici e ne sostiene le prese di posizione. A cosa serve un dibattito pubblico, tra l'altro? E' che a noi italiani piace parlare, gesticolare, disquisire su cazzate, su minuzie, sul nulla più totale e, mentre ci azzuffiamo tra noi, il mondo va avanti, progredisce, si evolve, fino a quando arriva il genio di turno che esordisce con un: 'Dovremmo fare come in Germania (Francia, USA, Norvegia etc)'. Ma magari! Solo che noi ci aggiungiamo il nostro tocco mefistofelico e rendiamo tutto peggio di prima.
Stamattina, sulla prima pagina de 'La Gazzetta dello sport', erano (sono) in evidenza due titoli; il primo, che si prendeva la copertina, era (è): 'Zhang ai dirigenti: “Skriniar deve restare all'Inter, ecco i soldi” - Il presidente, con gli oltre 100mln di finanziamento, dà l'ok per prolungare con il difensore e respingere così il PSG'. Più sotto, in caratteri meno vistosi: 'Milan, per Leao ne servono 65 – Ingaggio, indennizzo allo Sporting, la minaccia del Chelsea e del City. Il rinnovo di Rafa si complica ed il tempo comincia a stringere'.
Il lettore cosa è portato a pensare? Che l'Inter i soldi ce li ha e li spende pure per un top, mentre il Milan boccheggia e rischia di perdere il suo asso portoghese.
Ma (c'è sempre un 'ma') le cose non stanno propriamente così: quegli 'oltre 100mln' non li ha immessi Zhang, ma Oaktree e nemmeno in questi giorni, ma un anno fa! Erano 'parcheggiati' in Lussemburgo, pronti all'uopo. E l'uopo non è il rinnovo dello slovacco, ma i 140mln di rosso di bilancio!
Questa è l'ennesima dimostrazione di come una società possa manipolare a proprio vantaggio la realtà, stravolgendola ed imbeccando i tifosi con inganni montati artatamente per illudere, abbindolare i propri sostenitori ed anche il panorama economico finanziario che gravita intorno al Club.
E' un po' come ad inizio mercato, quando dell'Inter si decantavano gli acquisti e gli obiettivi, tranne poi accorgersi che oltre a prestiti e promesse non mantenute (Bremer, Dybala), c'era solo la necessità di fare cassa con gli abbonamenti.
Ed è notizia di poche ore fa che dalle maglie della Prescrittese sparirà entro ottobre anche la scritta 'Digitalbits', lo sponsor moroso che non pagava quanto pattuito.
Senza contare che il maxi investimento Lukaku è ancora fermo ai box; facile che salterà pure il Barcellona in Champions.
Ma i problemi, stringi stringi, ce li ha il Milan... Follia.
Piccola notiziola in chiusura: la Hummelsport, marca di abbigliamento sportivo che fornisce la Nazionale danese, per i Mondiali in Qatar ha presentato le tre maglie che Kjaer e compagni indosseranno durante la manifestazione; una di queste sarà nera per 'protesta contro il Qatar e il suo mancato rispetto dei diritti umani e per rispetto per le migliaia di lavoratori morti'. La Casa di abbigliamento ha altresì sottolineato come sia il proprio marchio, sia gli 'iconici chevron' saranno ridotti e attenuati sulle divise danesi perché 'non vogliono essere visibili durante un torneo che è costato la vita a migliaia di persone'.
Del marcio sull'assegnazione al Qatar ne verremo a sapere qualcosa tra qualche anno? La speranza c'è, perché, come dice Poirot, 'il mondo è pieno di brave persone che fanno brutte cose'.
Forza Milan, sempre e per sempre.















