cattivi maestri

 

I cattivi maestri

 

Ceferin si aumenta lo stipendio imitato da Gravina, Raiola pensa solo al guadagno, Kalle sborsa 25mln per un allenatore: per fortuna i soldi non contano nel calcio...

 

 

Abbiamo avuto, in questa ultima settimana, la fortuna di leggere ciò che persone ben inserite nel mondo del calcio pensano sulla SuperLega, così da farci un'idea più precisa della vicenda.

Ceferin ha testualmente detto: "Questo sforzo congiunto dimostra che non tutto è in vendita, che non puoi presentarti coi tuoi miliardi e dire 'Non m'interessano tradizione, storia, tutto ciò che amiamo, perché ho abbastanza soldi e comprerò tutto'. Non esiste, questo concetto non può passare", “prima devi dimostrare di avere una certa onestà per poterti aspettare un dialogo dall'altra parte”, “Per me è assolutamente orribile che l'avidità possa essere così forte al punto che non ti importa dello sport che amiamo, della cultura, della tradizione europea, dei tifosi e, per ultimo ma non meno importante, delle amicizie personali”.

Dopo un paio di giorni si è aumentato lo stipendio di mezzo milione. Di euro, non di corn flakes.

'Face like ass' direbbero a Bournemouth e dintorni.

Passano un altro paio di giorni e anche Gravina si aumenta lo stipendio.

L'altro ieri, martedì 27, si viene a sapere che il Bayern di Monaco dello sti(g)matissimo Rummenigge verserà 25mln (anche qui euro, non corn flakes) all'RB Lipsia affinché liberino Nagelsmann, allenatore lanciato, tra l'altro, da Rangnick, scelto per guidare il Bayern di Monaco.

Rummenigge ebbe a dichiarare che “il calcio non è solo business, non funziona col solo denaro”. Ma aiuta, vero Kalle? Già, perché senza gli 'euri', non fai un passo.

Ovviamente, ci sono anche i Savonarola del bilancio, quelli in perenne adorazione di FPF e minchiate del genere; costoro dicono, con una certa supponenza, che 'se devi fallire, fallisci e basta. Chi ti ha detto di spendere montagne di soldi e fare debiti?'. Il discorso non fa una grinza: chi è causa del suo mal pianga se stesso.

Ma il vero problema non è tanto il debito di una società, questo è una conseguenza, un 'effetto collaterale'; il punto è che qualcuno gliel'ha concesso. E questo qualcuno, invece, sarebbe dovuto intervenire, controllare e fermare lo scempio. Ma non l'ha fatto; perché? Perché avrebbe rotto il giocattolino...

Faccio notare che quest'anno lo scudetto lo vincerà una società con 630mln di debiti ed un patrimonio netto negativo.

E questo Club parteciperà anche alla Champions League...

 

Parlando di Milan: quanto ci devasta questa situazione in campionato? Siamo passati da 'Campioni d'inverno' a 'E' inverno' nel volgere di 4 mesi.

E Gigio? Lungi da me il giudicare le sue risate nel finale di match di Roma: ognuno ha reazioni che non sempre piacciono o vengono comprese dal prossimo. Quando morì mio padre, per esempio, attesi giorni prima di realizzare appieno la cosa; prima, vivevo le giornate come se niente fosse successo. Chissà che avran pensato di me!

Gigio, e non lo dico solo ora, va ceduto; anzi, a ben vedere, andava ceduto l'anno scorso. Il problema Donnarumma risale però ad anni fa, quando un certo Adriano Galliani rinnovò il contratto a Gigio, allora minorenne, per una sola stagione mentre avrebbe potuto farlo per due stagioni, il massimo consentito dalle norme federali. Perché? Perché l'anno dopo sarebbero arrivati i cinesi e Gigio, in accordo col suo agente Raiola, sarebbe potuto andare alla Juventus per sostituire un decrepito Buffon.

Ma Mirabelli s'impuntò e Gigio rinnovò col Milan fino al 2021, indispettendo Raiola oltremisura.

Gigio, per me, fa parte di quella lista di giocatori a cui non mi sono mai affezionato. Non c'è una ragione precisa: non mi piace, punto e basta. Avevo lo stesso sentimento verso una leggenda rossonera, Pippo Inzaghi: come mi stava sui coglioni Inzaghi lo so solo io. Quando diventò allenatore del Milan non fece altro che confermare la mia avversione nei suoi confronti.

Nel mio armadio ho diverse magliette di giocatori rossoneri: Mexes, De Jong, Pazzini, Muntari, Van Hege (vabbé, è sì originale, ma lui è morto da decenni; io l'ho voluta col n. 98 sulle spalle, il numero dei suoi gol fatti in 92 partite), persino di Balotelli! Il mio idolo, quando ero piccolo, era Beppe Incocciati, un estroso centravanti che indovinava una partita ogni 10 ma per me era intoccabile, un semidio! All'oratorio, quando segnavo, correvo per il campo e imitavo la radiocronaca dei famosi Ameri e Ciotti: 'Gol di Incocciati! Dopo uno slalom fra gli avversari, Incocciati infila il portiere avversario con un tiro a fil di palo!'. Bestia che libidine! (cit.)

Lo scrissi tempo fa: non importa che nome tu abbia scritto sulla schiena; quello che conta è quello scritto davanti, cioè 'AC Milan'.

Fanculo ai palancai.

Forza Milan, sempre e comunque e ovunque e quantunque.

 

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