
Ma ha veramente senso riprendere?
Visto che la fase 2 presenta dei piccoli passi in avanti rispetto a quella precedente, viene da chiedersi: ha ancora senso pensare di riprendere e portare a termine “ad ogni costo” la stagione 19/20?
Gli sport collettivi e di contatto, possono veramente pensare di riprendere? E quali sarebbero le garanzie “reali ed oggettive” offerte?
Intendiamoci, io personalmente avrei visto di buon occhio una certa differenziazione a livello regionale della fase di allentamento, dal momento che è ormai acclarato che il virus si è propagato in certe zone più che in altre, così come mi fa molto riflettere come il calcio in Italia sia qualcosa di più di un semplice sport che intrattiene le folle, ed invece sia per giro d’affari, diretto ed indotto, una delle aziende più importanti del nostro paese.
Il danno che ne deriva e ne deriverà dalla sospensione (fino a quando?) avrà delle ripercussioni pesanti sulle società, e la riprova è data dal fatto che sia l’Uefa che la FIFA hanno già previsto di stanziare delle misure economiche a favore delle varie società calcistiche. Una sorta di QE (quantitative easing) come quello praticato dalla BCE a sostegno dell’economia dei paesi dell’area dell’Euro.
Gli interessi in ballo sono tanti, forse troppi, e questo sta portando anche i presidenti a prendere delle posizioni che francamente, in questo periodo, sembrano del tutto fuori luogo (visto che ancora si contano tutti i giorni i morti provocati dal Covid). La battaglia di Lotito, in questo senso, sta anche mettendo a nudo la poca sensibilità del personaggio.
Comunque sia, ho voglia di dire una frase banale e che può far irritare qualcuno: in un paese che sta rischiando una autentica strage di artigiani, negozi al commercio e partite IVA, costrette a continuare il fermo per volere governativo, mi sembra che si possa anche prendere in considerazione che la stagione agonistica in corso venga definitivamente fermata, e ci si concentri per bene sulla prossima che, non dimentichiamolo, sarà poi seguita dagli Europei già posticipati alla prossima estate. Magari potrebbe avere senso non rischiare di rovinare due stagioni per non lasciarne andare via solo una. In giro per il mondo questa riflessione la stanno già facendo, tanto che è di queste ore la decisione di Francia ed Argentina di ritenere ufficialmente conclusi i rispettivi tornei.
Le conseguenze di tutto ciò saranno, come detto, pesanti a tutti i livelli, ed i riflessi si vedranno sicuramente anche sul calcio mercato, sulle possibilità delle società di investire e sul livello delle valutazioni dei calciatori. Ed a questo proposito, dobbiamo però constatare come i gerenti del fondo Elliott non abbiano ancora capito un cazzo sulle dinamiche che regolano il calcio europeo ed italiano, dal momento che deliberatamente “non sembrano aver capito che per risollevare la baracca milanista si debba andare a prendere Harry Kane, capitano del Tottenham (con contratto fino al 2024), stanco di non vincere niente ma con una valutazione che credo si possano permettere davvero in pochi. L’unico per cui varrebbe la pena fare una follia per sostituire Ibra”.
A leggere certe cose c’è veramente da rimanere basiti. Cioè, l’esperienza del coronavirus ci ha segnato ed ha cambiato tante cose, ma l’unica cosa che sembra non aver cambiato sono le stronzate scritte da alcuni giornalisti sportivi, anzi, con la mancanza di argomenti su cui scrivere, sembra proprio che le abbia incrementate.