
Mio papà è Gianni Brera
Grazie Gianni Brera (in questi giorni 100 anni dalla nascita). E come amavi dire... "Che la terra ti sia, per sempre, lieve"
Il tramonto si stava impossessando della valle, delle acque. E di me. Camminavo lentamente come se in quel modo il tempo non passasse mai. Ero, sono ferocemente innamorato di quel posto, non lo cambierei con nessuno al mondo, soprattutto perchè lo penso mio, soprattutto perchè infatuarsi di una costa della Sardegna, di una isola della Sicilia o di Porto Venere è bello e giusto, ma infinitamente facile. Qui , invece, dove le acque del Po si mescolano col mare, dove le valli sono come 100.. 200 anni fa, dove la gente non è stata maccchiata dal danaro.. qui nelle valli di Comacchio, per innamorarsi.. scusate.. bisogna essere diversi. Avere dentro altre cose, sentire odori e rumori . Non migliori, non peggiori ..diversi !!!
Centinaia di volte sono arrivato come questa sera d'estate che finalmente sta per morire. A volte all'alba quando il rumore dei tuoi piedi è un cigolio di rugiada e gli animali ti guardano sorpresi.A volte a cavallo di una insensata mountain bike all'ora di pranzo. Per finire col sedermi ad un tavolo, felicemente solo, in compagnia di una quarto di vino (facciamo 2) in una osteria nel cuore di uno specchio d'acqua senza onde.Spesse volte al tramonto, quando la noia delle spiaggie vicine mi assaliva e mi incamminavo dagli Estensi verso Comacchio come il galeotto nell'ora d'aria. Ed è quando il sole scappa che gli aironi si fermano, a centinaia.. i gabbiani passano e non si fermano.. animali di tutte le speci sono li, per te. Sembrano parlarti e forse una volta lo facevano agli abitanti delle poche case sperdute e diroccate fra le lingue di terra della luguna. Chissà che fine hanno fatto i pescatori, i guardiani notturni che di queste casupole che ne avevano fatto una reggia.Ora cadono a pezzi, non cè nessuno. O forse sono ancora li dentro, a mangiare e bere, a fare l'amore. A ridere da lontano della stupidità degli uomini da spiaggia, da Papeete.Di noi, che come massima battaglia, mentre tutto il mondo è in piazza a cercar diritti.. noi siamo a discutere che cazzo ci faceva il figlio di Salvini su una moto d'acqua della Polizia a Milano Marittima....
Forse anche per questo,purtroppo, perfino le anguille non arrivano quasi più. Per secoli dal Mar dei Sargassi fino alle valli di Comacchio. Migliaia di chilometri in una migrazione misteriosa poetica ed inspiegabile. Ora anche loro non vengono più ,qualcuno gli ha forse detto come ci siamo ridotti.
Anche quella sera di poche settimane fa portavo con me tutto questo profumo di rumori, ed in fondo pensavo, velatamente lacrimoso, come fa la gente a non venire qui a pulirsi ogni tanto. E come mai anch'io con persone a cui voglio così bene nel mio stanco incedere verso la fine, non ero riuscito a passare quà del tempo, con loro. La colpa era mia, è mia. Non sono stato capace di dire loro l'altro mondo nascosto quà. O forse, spolpato dalla vita, tengo paura che voli via la folle idea che tutto quello che vedo intorno a me, in questo paradiso, sia mio. E solo mio. Chissà se mi darò mai una risposta.Ma ormai fa buio ed il timore di svegliare gli aironi mi porta ad andarmene. Sono per le vie di Comacchio qualche centinaia di metri di storia e disegni .Piccola Venezia, definizione sbagliata. E' tutto meglio. Ponti che si intrecciano in un disegno spettacolare. Questi non crolleranno mai, a meno che i Benetton....Le osterie aprono, i negozi si svuotano, l'odore del mangiar bene mi mette sete. Come sempre.
Incrocio Alex, un giovane ma vecchio ristoratore. Ci conosciamo da anni. Mi conquistò un pò col cibo, molto col sorriso di ste parti, raro ma ampio. Forse non sa neanche il mio nome e questo mi piace anche di più. "Spallino.. vien a bevar quel..". Scorre il bianco nettare, scorrono le parole, qualche battuta facile sul suo tifo interista (mi zittisce anche lui in questo periodo). Ma che magia. E la magia diventa folle nostalgia quando , allontanandomi nel crepuscolo e nel vociare di Alex, mi torna spietato il ricordo di quei pochi metri di paese .. 30 o forse più anni fa.Comacchio non era così, era una tana, spesso maleodorante, quasi sempre per pochi amatori tanto era poco rassicurante.
Davanti all'unico bar aperto, in quella serata di fine settembre, un signore fisicamente invadente, al tavolo. Due amici e parole a scorrere a ritmo lento. Accento lombardo e quel viso grande, da sempre nascosto da una barba medioevale. Una coppola estiva e mi sembrava un contagioso buon umore. "E' lui o non è lui ?". No dai, impossibile. Eppure... Porca vacca è lui. "Giuan.." Gianni Brera.
Mi prende un colpo. Non lo capite vero. Ahhh, lo so.Lo so. Ma io sono un uomo fortunatissimo. Sono cresciuto a mangiar libi e giornali di Indro Montanelli, Gualtiero Zanetti, Giovanni Arpino, P.Cesare Baretti, Enzo Biagi.. e lui. Gianni Brera. Quel poco che so è roba di allora ed è roba loro...
Giornalista universale, inventore di un linguaggio immortale, coraggioso ed avanti un secolo. Fosse calcio, ciclismo, politica o chissà cosa. Confrontiamo i nomi di mezzo secolo fa della scrittura con i leccaculo sgrammaticati e volgari di adesso. Basta per capire cosa siamo diventati.Ma adesso lui, adesso era li, il mio spirito guida era li.Avrei voluto avere con me il suo impareggiabile capolavoro "La storia del calcio" per avere una stupida scusa per un autografo. Nei miei 30 anni di allora non avevo energia e forse liquido in corpo per invadere. Me lo gustai e quasi mangiai da lontano. Lo vidi alzarsi, ridere senza rumore come faceva lui ed andarsene. Avrei voluto abbracciarlo. Ma forse , come nelle favole, meglio così.
Oggi mi giro indietro. Quel tavolino non cè più. Quelle sedie e quel bar sono un'altra cosa.Soprattutto non cè più lui. Mi prende un pensiero malsano. Cosa penserebbe Gianni Brera detto "Giuan", di questo calcio. Lui che ha spiegato al mondo il passaggio dal "metodo" al "sistema" facendolo capire anche a me, come la prenderebbe a vedere sti Zazzaroni parlare di .. 4321.. 343... 352....cosa penserebbe dell'invasione di donne che alternano trasmissioni di cucina con suggerimenti a Sarri per usare Dybala... cosa penserebbe di Wanda Nara e Maurito.. Lui che, controcorrente e sapiente, ha saputo contestare perfino Gianni Rivera. L'abatino... immortale.. E come farebbe a trovare un nuovo Rombo di Tuono (Gigi Riva) in un parco di attaccantio indolenti, permalosi e puttanieri sparsi per lo stivale.... E quando poi , tornasse quà stasera, all'osteria con me, gli dovessi mai spiegare il Var... Mio Dio... Ma lo sai Giuan che ci sono 8 uomini in un gabbiotto con 12 tv che ci mettono 4 minuti e mezzo a capire se è rigore ? Ma lo sai che la rivoluzione tecnologica porta a dare un rigore per fallo di mano ad un calciatore girato di spalle ? Ma lo sai che mi è capitato dal vivo di esultare per un gol della mia squadra e dopo un totale di 5 minuti è stato annullato per dare un rigore a Klaus Chiesa In Dibiasi per un non fallo avvenuto "un giorno" prima.. e così dal vantaggio Spal al vantaggio Fiorentina in un attimo.... Lo so, scusami, non dovevo parlarti del Var. Che risate vi farete lassù con l'insuperabile Biscardi.. altro che Moviola in campo. Coglioni in campo.
Ma mi giro indietro ed a quel tavolo non ci sei. E' buio ormai. Mi vorresti dire che a rovinare il calcio in sto modo siamo stati dei criminali. Tu sapessi poi se cominciassi a parlarti di ... Berlusconi, Renzi, Monti , Salvini e mille altri ancora..Al tuo tavolo sta gente non sedeva. Stavi fra Nereo Rocco, Osvaldo Bagnoli, un altro Giuan , il Trap, forse anche Bearzot (che dentro amavi, sono sicuro). Ed un bicchiere di rosso. Come avrei voluto essere li ed in nessun altro posto. E se avessi potuto, mi scuserà il mio vero babbo, avrei scelto di esserti figlio per rubarti tutto. Perchè tutto quello che avevi tu e davi tu, oggi manca e non cè più. Maledetto "Giuan Brera", perfino come morire, in una campagna della tua Lombardia,dopo una serata lunga in osteria con amici giusti ed umili.. perfino quello ti sei scelto. E se mi sarà data l'occasione, almeno in questo, vorrei copiarti.