
Figli e figliastri
Quando il colore di una maglia cambia il giudizio e la realtà delle cose
24 ore surreali e al limite del ridicolo in cui tutto il marcio che troviamo in Italia è emerso fuori. Parliamo ovviamente dei fatti accaduti dopo il triplice fischio di Milan-Lazio.
Il Milan arrivava allo scontro con la Lazio dopo aver subito una serie infinita di torti arbitrali, gli ultimi contro Sampdoria e soprattutto Juventus. Eppure il ds Tare prima e il presidente Cairo dopo, hanno avuto il coraggio di far intendere come il Milan fosse stato aiutato/spinto in questa corsa Champions. Il tutto dopo una gara in cui l’arbitro Rocchi ha preso tutte le decisioni in maniera corretta.
La classica faccia come il culo insomma.
Ma in queste 24 ore tutta l’attenzione è stata incentrata sulla vicenda Acerbi-Bakayoko. Una goliardata che sarebbe dovuta nascere e morire subito dopo le scuse del duo Kessie-Bakayoko, ma che invece è stata usata come pretesto da un’infinità di gente che non vedeva l’ora di attaccare il Milan e sputare fuori tutta la propria rabbia pregressa.
Politici, sedicenti giornalisti e chi più ne ha più ne metta, tutti hanno sentito il bisogno di dire la loro, con il culmine arrivato quando il procuratore federale Pecoraro ha segnalato al giudice sportivo il caso Bakayoko-Kessie (dimenticandosi degli attacchi post gara dei giocatori laziali).
Una assurdità che ha dell’incredibile in quanto il caso non sussiste. Da regolamento infatti la prova tv può essere usata solo per per condotta gravemente antisportiva, ovvero simulazione, colpire pallone di mano o calciare un avversario, condotta violenta o uso di espressione blasfema.
Niente di cui i due giocatori rossoneri si sono macchiati. Caso chiuso.
Detto questo, il gesto è stato brutto e poteva/doveva essere evitato, ma è stato ingigantito in maniera vergognosa, probabilmente solo perché c’èra di mezzo il Milan.
Gli stessi che osannavano, ad esempio, Ronaldo dopo il suo gesto post Atletico, si sono definiti indignati e disgustati dal gesto del duo rossonero.
Come al solito in Italia, ci sono figli e figliastri. E qui qualcuno forse ha una tremenda paura che il figliastro possa tornare ad impensierire il figliol prodigo…















