
In fase involutiva, ma bisogna assolutamente crederci!
Premessa: siamo ancora primi, ci sono ancora sette partite di campionato (otto per l’Inter), siamo in piena corsa scudetto ed abbiamo 13 punti di distacco dalla quinta in classifica (quindi zona Champions blindata). Abbiamo, quindi, il dovere di credere fermamente nella vittoria dello scudetto, perché se ci credono Napoli ed Inter non vedo perché non dovremmo crederci noi.
Perciò c’è poco da frignare e lamentarsi, bisogna essere cazzuti più che mai e credere in quello che facciamo, perché abbiamo le stesse probabilità dei nostri concorrenti di arrivare al traguardo per primi.
Detto questo, e detto che io amo e sono orgoglioso di questi ragazzi e di questo mister, ieri sera mi sono incazzato come una biscia.
Sul piano dell’impegno, del carattere e della voglia di vincere niente da dire, ma sicuramente molte sono le recriminazioni sulla nostra prestazione e sulla gestione della partita. C’è poco da dire ed è del tutto evidente, questa squadra è diventata solidissima sotto l’aspetto difensivo ma fa una fatica bestia ad andare in gol.
Anche ieri questa tendenza è stata confermata, perché se è vero che abbiamo tirato 33 volte verso la porta del Bologna, è anche vero che le occasioni nitide si contano sulle dite di una mano. Nel secondo tempo, in cui il dominio è stato pressoché totale, siamo riusciti ad impegnare il portiere ospite in due sole occasioni (tiro di Leao parato di piede e colpo di testa di Rebic su angolo in pieno recupero) ed abbiamo sfiorato il gol su azione manovrata solo una volta con Calabria (magistralmente imbeccato da Leao). Nel primo tempo, in cui il Bologna ha provato a giocarsela, siamo stati pressoché inoffensivi (se si escludono due capocciate di Giroud), mentre nel secondo, in cui la nostra intensità è cresciuta a vista d’occhio, ci siamo contraddistinti per frenesia e per scarsissima capacità di liberare i nostri attaccanti davanti al portiere.
Siamo una squadra perfetta fino all’anno trequarti avversaria, dopo, in questo momento, cala il buio. Le scelte di alcuni uomini sembrano discutibili (l’attuale Messias è veramente superiore a Saelemakers o Castillejo? E Brahim Diaz, in assenza di un play difensivo, è veramente la scelta migliore?). Non uno spunto che liberi l’attaccante davanti al portiere avversario, non una sovrapposizione che permetta di arrivare sul fondo e mettere la palla in area a favore delle punte o del centrocampista a rimorchio, una grandissima fatica a far diventare letali i nostri uomini di punta.
Leao sembra il lontano parente di quello che ci trascinava due mesi fa, Rebic non riesce a diventare l’arma letale che è sempre stata in questo periodo della stagione e si contraddistingue per nervosismo e giocate inutili, Ibra fa quello che può in base alla condizione atletica e Giroud è un attaccante decisivo solo se innescato dai rifinitori.
A tutto ciò ci aggiungo che ieri le sostituzioni non hanno avuto nessun tipo di impatto sul corso della partita. Insomma, una squadra in piena involuzione dalla cintola in su.
Tuttavia sono persuaso che mister Pioli sarà in grado di trovare le soluzioni tattiche migliori per affrontare questo importantissimo finale di stagione.
La posta in palio (campionato e coppa Italia) è altissima, siamo in una posizione per cui ad inizio stagione avremmo firmato con il sangue, è il momento, quindi, di stare concentrati e di tirare fuori il meglio di noi satessi: potrebbe essere sufficiente!















