
Questo è un Milan con le palle!
Piace questo nostro Milan, urca se piace! Piace quando vince offrendo una prestazione quasi perfetta come conto la Lazio, dominata dal fischio iniziale fino a quello finale; piace quando soffre, sbanda, ma rimette in piedi le partite come a Liverpool o come allo Stadium domenica sera. Questo Milan sa giocare bene a calcio, ma nello stesso tempo è cresciuto tantissimo sotto l’aspetto caratteriale, accompagnato dalla consapevolezza di essere ormai una squadra forte.
Oggi abbiamo una squadra vera, che non ha paura, che è in grado di stare attaccata alla partita in qualsiasi momento, anche e soprattutto quando si sta imbarcando acqua da tutte le parti. Dopo un quarto d’ora di Anfield ho pensato al peggio, ad una disfatta con pochi precedenti, soprattutto per il ritmo e la qualità con cui i Reds avevano aggredito la partita. Altrettanto sorprendente era stata la capacità di rientrare prepotentemente in partita, la capacità dei nostri giovani ragazzi (più di mezza squadra era all’esordio assoluto in Champions) di mettere in seria difficoltà una grande squadra come il Liverpool ed il suo ambiente. Ma proprio l’esperienza inglese ci ha consentito di non scoraggiarci domenica sera dopo aver visto i nostri ragazzi, pronti via, prendere un gol che non si dovrebbe vedere neanche in una partita tra scapoli ed ammogliati. Abbiamo sofferto la Juve nella prima mezz’ora, come spesso ci è capitato in passato su questo campo, ma, a differenza del passato, questo Milan si sente forte, in grado di rimanere con la testa dentro la partita, di risalire piano piano la china, riappropriandosi del campo e del pallone, recuperando lo svantaggio e mettendosi di buona lena a cercare addirittura di vincerla la partita.
E tutto questo nonostante noi avessimo speso tesori di energie mercoledì scorso a Liverpool, mentre loro avevano fatto una gita fuori porta un giorno prima in Svezia. A questo si è sommato il fatto che ci siamo presentati a Torino con sei (poi diventati sette con Kjaer) infortunati assenti, mentre la Juve aveva recuperato tutti i suoi uomini. Il problema di avere tutti questi infortunati non sta tanto nello schierare una formazione iniziale decente, quanto nel limitare le alternative a disposizione dell’allenatore, soprattutto a gara in corso (a maggior ragione se devi provare a cambiare le partite). Il Milan del secondo tempo giocava bene ed aveva costretto la Juve nella sua metà campo, ma risultava comunque difficile riuscire a creare occasioni da gol. Avere in quella situazione la possibilità di buttare là in avanti un Ibra o un Giroud sarebbe stato utilissimo, ma non c’erano. Meno male che il gol è scaturito da una palla inattiva, calciata magistralmente da Tonali e finalizzata alla grande dallo splendido Rebic di questo periodo.
Recuperare gli uomini (almeno gli attaccanti) sarebbe importantissimo, proprio per evitare di dover spremere sempre gli stessi e di non avere alternative a disposizione. Il calendario ci offre una piccola tregua, con Venezia e Spezia, dopo il tour de force rappresentato dal trittico Lazio-Liverpool-Juve in una settimana; ma guai a sottovalutare gli impegni con queste squadre di seconda (o terza) fascia, perché perdere punti contro le piccole sarebbe deleterio per chi, come noi, oggi ha ambizioni di classifica da vertice. Il Milan che ci aspettiamo domani sera deve essere feroce e determinato, mentalmente dentro la partita fin dal primo minuto. Proprio la crescita mentale di questo gruppo è stata la nota più lieta di questo inizio di stagione,e domani ne vogliamo l’ennesima conferma.















