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La plusvalenza del vicino è sempre più bella
Dato che ultimamente intorno al Milan si respira aria fresca e positiva, allora bisogna per forza intervenire.
Ed ecco che allora in pasto ai tifosi viene fornita la “stagione dei rimpianti” condita dalla “tensione” per il rinnovo di Donnarumma (con un Raiola addirittura descritto come “furioso” per quelle che sarebbero le offerte della dirigenza milanista).
Cominciamo coi rimpianti.
È bastata la notizia che la Juve si sia interessata a Locatelli per far spuntare come funghi le vedove del giovane centrocampista del Sassuolo.
Manuel fu chiaramente ceduto per questioni di bilancio e plusvalenze, e francamente, dopo un esordio brillantissimo, non è che stesse incantando più di tanto. I due anni sotto la guida di De Zerbi lo hanno fatto crescere molto, sotto il profilo tecnico, tattico e di personalità. Questo è innegabile. Tuttavia questo non significa che, in questo momento, Locatelli sia un giocatore da grande club. Forse lo diventerà, ma non è detto che lo sia.
In più mi pongo un semplice quesito (che giro a tutti quelli che oggi versano lacrime): gli attuali centrocampisti del Milan, e cioè Bennacer e Tonali, devono farci rimpiangere di aver ceduto 2 stagioni fa Locatelli? La mia risposta, convinta, è no!
Per le attuali qualità e per il potenziale di crescita, ritengo che i due attuali centrocampisti rossoneri siano superiori al Locatelli di Sassuolo.
Per cui nessun rimpianto, così come non c’era da rimpiangere le cessioni di Cristante, Petagna o Cutrone.
Sì, proprio Cutrone, che qualche settimana fa Alberto Cerruti su MN indicava come grande rimpianto per quello che sarebbe dovuto essere il vice Ibra se si voleva puntare al ritorno in Champions.
Insomma, tutto ciò che fa il Milan è sbagliato, mentre le plusvalenze degli altri sono solo dei capolavori di mercato e di bilancio.
Vabbè, intanto ce ne faremo una ragione, e nel dubbio continuiamo a mettere in mostra dei ragazzotti di belle speranze su cui ci interroghiamo se tenerli in rosa o mandarli in giro a farsi le ossa (Pobega, Manuel Maldini, Colombo, Kalulu, Roback e Bjorklund).
Un discorso lungo ed a parte meriterebbe, invece, la vicenda Donnarumma.
Per il momento preferiamo non cadere nella trappola e ci mettiamo lì ad aspettare che la dirigenza si metta a trattare il suo rinnovo e che lo stesso Gigio esprima e dimostri coi fatti quelle che sono le sue intenzioni per il futuro.
Poniamo fiducia nella volontà del Milan di trattenerlo e nella volontà del ragazzo di restare in quella che ha sempre dichiarato la sua squadra del cuore.
Tanto sono anni ormai che abbiamo capito che i giornalisti che girano intorno a Casa Milan non sanno un cazzo di niente!















