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Il caos indotto dal coronavirus!
Essendo ormai solo ed esclusivamente un’industria, il mondo del calcio sta vivendo male questo momento di sospensione e, soprattutto, di incertezza indotto dalla lotta al coronavirus. Si ragiona solo sulla base di interessi economici, ed ognuno tira acqua al proprio mulino. Che ci sarebbero state ripercussioni pesanti era abbastanza fisiologico, certo dà molto da pensare il modo in cui le varie componenti stanno reagendo alla situazione. Tutte le categorie lavorative pagano (e pagheranno) conseguenze pesanti dal punto di vista delle entrate derivanti dall’attività lavorativa, per cui non è pensabile che a queste si sottragga il dorato mondo dei calciatori, gente abituata a guadagni milionari e spesso completamente avulsi dalla realtà che li circonda. Chiaramente i loro interessi verranno intaccati di riflesso, dal momento che la sospensione, le porte chiuse e lo spettro di tornei che non verranno portati a termine avranno una incidenza sulle entrate che riguardano direttamente i ricavi delle società di calcio. Si tratta di una specie di catena di Sant’Antonio, dove cioè l’effetto domino a ricaduta riguarderà tutta la filiera pallonara, ed è per questo che le varie autorità ed i soggetti coinvolti danno di matto. Le pay-tv sono quelle che si sono mosse per prime, facendo trapelare la possibilità di non pagare alle società la prossima maxi-rata dei diritti televisivi, dal momento che i tornei sono fermi e di partite non se ne giocano. Naturalmente la notizia aveva fatto insorgere i milioni di tifosi abbonati, che giustamente facevano notare come le stesse televisioni non stessero intervenendo sugli abbonamenti dei tifosi che mensilmente continuavano a pagare per vedere il nulla. Ed ecco che da ieri Sky ha fatto la mossa nei confronti dei propri abbonati, proponendo lo sconto sui pacchetti calcio e sport agli abbonati fino al 31 maggio. Peccato che il sito e i portali di Sky si stiano dimostrando peggiori di quelli dell’INPS, per cui a tutt’oggi risulta ancora pressoché impossibile portare a termine la procedura per ottenere lo sconto. Vabbè, comunque meglio tardi che mai. I mancati introiti dalle tv (la fonte principale del mondo del calcio) manda in escandescenza il presidente dell’Uefa Ceferin, che minaccia l’esclusione dalle coppe europee delle squadre delle nazioni che non riprenderanno e porteranno a termine i campionati. Roba da matti, da non credere ai propri occhi ed alle proprie orecchie. All’Uefa della pandemia e del rischio di morire della gente non gliene frega un beato cazzo, bisogna trovare il modo di riprendere a giocare e basta, costi quel che costi. Visto che Italia, Francia, Spagna, Germania e Gran Bretagna stanno vivendo in pieno gli effetti del coronavirus (con decine di migliaia di infettati e di deceduti), sarebbe bella una presa di posizione delle Federazioni di questi paesi (che sono le più importanti poi tra l’altro): sarebbe bello che si mettessero d’accordo per non subire il ricatto di queste teste di minchia e decidessero tutte insieme di non concludere i rispettivi campionati, così che Ceferin si ritroverebbe a far giocare la prossima Champions alle squadre bielorusse, azere, finlandesi e dei paesi balcanici: sai che gusto a vedere certi spettacoli, e sai che goduria vedere le grandi tv fare a botte per accaparrarsi i diritti di questi spettacoli!!!
Naturalmente, in attesa di poter quantificare le perdite dovute a questa inattesa situazione (che finirà per avere poi a cascata i suoi effetti anche sul calcio mercato), i club si premuniscono per andare su qualcosa di sicuro, vale a dire gli ingaggi dei calciatori. È un po’ come quando un governo deve varare una manovra finanziaria, e non potendo sapere quanto incasserà dalla lotta all’evasione, va a mungere le categorie che hanno le entrate più sicure, e cioè pensionati e lavoratori dipendenti. Ed ecco che l’assemblea di Lega partorisce una specie di accordo modulare per andare a tagliare gli stipendi dei calciatori, a seconda della durata della sospensione. Naturalmente la cosa non piace per niente ai calciatori, che reputano vergognoso questo tipo di accordo. Le società, naturalmente, provano a porre rimedio dichiarando che poi ogni club farà le trattative coi calciatori al proprio interno, ma mi sembra di poter dir che si tratta di un modo per metterla in quel posto sempre ai più deboli: voglio vedere se il trattamento riservato a Cristiano Ronaldo o a Ibrahimovic sarà proporzionale a quello riservato al più sfigato dei giocatori in rosa; per un principio di equità dovrebbero essere salvaguardati proprio quelli che guadagnano di meno, ma vogliamo scommettere che non sarà così?















