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Aprile dolce dormire!
Continua la striscia negativa rossonera, e considerando che la prossima sarà allo Stadium contro la Juventus il rischio che la striscia si allunghi è concreto (non fosse altro che nel nuovo stadio juventino non abbiamo mai fatto punti).
È chiaro che la corsa al posto Champions si fa durissima, avendo ormai perso il vantaggio che avevamo accumulato, ma soprattutto perché il trend intrapreso è decisamente negativo.
A fine gennaio avevo sottolineato come la corsa del Milan di quest’anno ricordasse in tutto e per tutto quello del Milan dello scorso campionato, e avevo anche auspicato che tale percorso parallelo continuasse anche nei mesi di febbraio e marzo, periodo nel quale il primo Milan di Gattuso si era reso protagonista di una bella striscia di risultati che gli aveva fatto riaprire clamorosamente la corsa Champions.
E così è stato. Due percorsi in fotocopia. Nelle prime 9 gare del girone di ritorno, nella scorsa stagione, abbiamo fatto 25 punti su 27, frutto di 8 vittorie ed un pari. Il 31 marzo, con Juve-Milan (3-1) cominciò la fase di down, durata fino alla fine di Aprile: 6 gare (incluso il recupero del derby) con 0 vittorie, 4 pareggi (Inter, Sassuolo, Napoli, Torino) e 2 sconfitte (Juve e Benevento). Con la fine di Aprile coincise la ripresa: nelle ultime 4 giornate il Milan raccolse 10 punti, grazie a 3 vittorie (Bologna, Verona e Fiorentina) ed 1 pari (Atalanta). Il girone di ritorno di questa stagione ricalca perfettamente quel percorso. Da gennaio a metà marzo 20 punti in 8 gare (frutto di 6 vittorie e 2 pari), ma poi la luce si spegne e la squadra sembra in debito di ossigeno: da fine marzo in poi la crisi, con 1 punto, per ora, in 3 partite. Il guaio è che se lo spartito non cambia possiamo dire addio alla zona Champions, perché con quella media punti non arriveremo ai 70/72 punti necessari.
In pratica non abbiamo più margini di errore, perché dovremo portare a casa 20 punti sui 24 a disposizione.
Impossibile? No, ma molto, molto complicato! Il guaio è che difficilmente ci troviamo davanti ad una mera coincidenza di risultati, è molto probabile, invece, che il lavoro atletico e la preparazione siano alla base di queste prestazioni e di questi risultati. E se questa è la spiegazione allora c’è poco da essere ottimisti.
Al contrario, proprio basandosi sull’esperienza precedente, dobbiamo provare a reagire e non lasciarci prendere dallo sconforto. Siamo in ballo e dobbiamo continuare a ballare con tutte le nostre forze, partendo dal presupposto che proprio dopo la Juve abbiamo a disposizione lo scontro diretto in casa contro quello che sembra l’avversario più accreditato del momento, e cioè la Lazio.
Ma al di là di tutto quanto detto fino ad adesso, la cosa che maggiormente mi preoccupa è l’atteggiamento che in questo momento sta tenendo il nostro allenatore. A questo punto della stagione non era assolutamente il caso di fare molti esperimenti a livello tattico, cambiando moduli in continuazione. La confusione e l’incertezza rischiano di minare le certezze che questa squadra possedeva e che gli avevano fatto inanellare una serie di risultati incredibile. Certezze soprattutto a livello mentale, che oggi sembrano smarrite e che stanno lasciando il posto ad ansia e paura di non farcela. Non vorrei che questo si riveli l’errore fatale di Gattuso o di chi lo ha consigliato. Speriamo di sbagliarci, anche perché finché c’è la matematica non bisogna mollare un cazzo!















