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Perchè sto con Gattuso
Esiste diffusa la convinzione secondo cui alla prima cosa che non va un allenatore vada esonerato; è altrettanto diffusa poi l'usanza di mettere in discussione il lavoro di un tecnico dopo poche giornate di campionato. Personalmente non ho mai capito che senso abbia tutto questo. Capisco, o meglio posso comprendere, le ragioni della stampa che su questo tipo di situazioni vive e lavora. Comprendo molto meno la smania dei tifosi di cambiare allenatore ad ogni refolo di vento che si alza attorno alla squadra.
Il calcio non è uno sport individuale. E' uno sport collettivo. Può accadere che esista un allenatore perfetto per una piazza e che, nello stesso tempo, sia antitetico ad un'altra piazza. Negli anni 90 Marcello Lippi vinse tutto con la Juventus. Dopo la vittoria della Champions League nel 1996 qualcuno lo propose addirittura per la Nazionale. nell'estate del 1999 andò ad allenare l'Inter con una coppia d'attacco formata da Vieri e Ronaldo. Finì male, malissimo, con Lippi che costrinse Moratti ad esonerarlo dopo una brutta figura in quel di Reggio Calabria. L'esempio è emblematico per spiegare che il nome di Conte, che oggi circola come la panacea di tutti i mali del Milan, non è detto che in rossonero trovi terreno fertile per fare emergere le sue qualità.
Nella fattispecie, il problema attuale di Gattuso è la solidità difensiva: 7 gol in 4 partite sono troppi. Eppure l'anno scorso, nel solo girone di ritorno, il Milan ne ha subiti 15 in 19 partite. L'allenatore è lo stesso. Cosa è cambiato? Semplicemente il calcio ed il fantacalcio sono due cose diverse: il primo è uno sport, il secondo è un gioco. Nel primo ci sono i riscontri del campo, nel secondo non esistono. E se togli il leader difensivo ad una squadra (Bonucci), devi mettere in preventivo che la tua linea avrà bisogno di un po' di tempo per stabilizzarsi ed avere nuovi equilibri.
In tutto ciò, al netto dei risultati che sono sempre figli dell'episodio, il Milan contro Roma, Cagliari e Atalanta ha giocato meglio degli avversari, ha tirato in porta maggiormente ed ha avuto un maggior possesso della palla. Tutto questo è indice di un allenatore che lavora bene sul campo e che sta riuscendo a dare una identità alla squadra. Sono aspetti ed elementi valoriali da tenere ben presenti prima di gettare a mare il bambino con l'acqua sporca.















