
Non è ancora finita
Ci sono momenti in cui sembra che la strada sia tutta in salita, ma io non voglio smettere di crederci.
Quando gioco a un campionato con la mia squadra ai videogiochi, non basta vincere una partita per arrivare in fondo. Bisogna fare attenzione a tutte le sfide, perché ogni risultato può cambiare la classifica. E in Europa League il Milan lo sta scoprendo nel modo più difficile.
A me dispiace soprattutto pensare a come sono andate le prime quattro partite: abbiamo perso 2 a 0 in casa contro il Benfica, 3 a 0 in trasferta contro il Bournemouth e ancora 2 a 0 a San Siro contro il Ferencvàros. L'unica gioia è stata il 4 a 0 rifilato al Salisburgo. Troppo poco per stare tranquilli, e adesso la qualificazione alla fase a eliminazione diretta è diventata davvero complicata.
Per capire quanto dobbiamo ancora fare, mi sono messo a guardare i numeri. Con la nuova formula delle coppe europee, arrivata nella stagione 2024-25, le otto squadre che si sono qualificate direttamente agli ottavi hanno conquistato in media 16-17 punti. Per entrare nei playoff, cioè tra il 9° e il 24° posto, dovrebbero bastarne almeno 9. Però non bisogna fermarsi proprio sul numero minimo: in caso di parità contano anche la differenza reti, i gol segnati e quelli segnati in trasferta.
E qui arriva la parte che mi fa guardare il calendario con un po' di preoccupazione. Nelle prossime quattro gare il Milan dovrebbe riuscire a ottenere almeno due vittorie e un pareggio. Non sarà una passeggiata: prima ci aspetta l'Olympiacos nella bolgia di Atene, poi il Sunderland a casa nostra e infine Levski Sofia e Ararat, che sembrano avversarie più abbordabili. Due vittorie nelle ultime due partite potrebbero ancora bastare, ma io vorrei vedere il Milan fare molto di più che accontentarsi dell'ultimo posto buono per i playoff.
C'è poi una cosa che mi ha fatto arrabbiare guardando la partita contro il Ferencvàros: quando entrano le riserve, non sempre riusciamo a giocare bene. È successo anche quando Amorim ha cambiato tanti giocatori per scelta o per necessità, come nella gara col Bologna. I risultati, in quelle occasioni, sono stati davvero brutti.
Però non voglio prendermela con tutti allo stesso modo. Cisse ha appena ricevuto la convocazione nella nazionale di Mancini e ha soltanto 20 anni: è normale che non possa essere sempre bravissimo alla sua prima vera stagione in Serie A. Anche Diawara, dopo due ottime partite in campionato, in coppa è sembrato meno brillante. E Hutchinson sta vivendo la sua prima esperienza in Italia.
Su Bartesaghi, Musah e Jashari, invece, bisogna aspettarsi qualcosa in più, perché sono stati tra i peggiori nella partita europea di giovedì. Il Milan ha bisogno che anche loro diano una mano, così Modric, Rabiot e Moreira potranno riposare un po' senza dover giocare sempre. E questo potrebbe essere importantissimo quando arriverà la primavera, perché potremmo essere ancora in corsa su tre fronti!
Altrimenti, a gennaio il mercato potrebbe cambiare completamente il destino di alcuni di loro. Io, però, spero che le riserve riescano a dimostrare quanto valgono già da adesso. La strada è difficile, ma ci sono ancora tante partite per provare a rimettere tutto a posto. Forza Milan!















