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Un sogno da inseguire

 

Una vittoria può cambiare tante cose, ma per arrivare fino in fondo servono ancora alcuni pezzi importanti.

 

Quando un bambino costruisce una squadra con le figurine, non gli basta avere undici giocatori fortissimi. Vuole anche qualche riserva pronta a entrare, perché una stagione è lunga e può succedere di tutto. Nel Milan la situazione è un po' questa: la voglia di vincere lo Scudetto c'è, ma per provarci davvero bisogna sistemare ancora alcune cose.

 

Prima di tutto c'è la rosa. In estate il club ha scelto di mandare via i giocatori che non erano adatti alle idee di Amorim e di puntare sulla crescita dei giovani talenti già presenti. Così, però, il gruppo è rimasto con appena 24 giocatori di movimento. Per tornare in Champions League può essere una scelta apprezzabile e lungimirante, ma per lottare fino alla fine per il tricolore il rischio è più grande.

 

La corsa allo Scudetto è lunga e faticosa. Se in primavera arrivassero gli scontri diretti con tanti titolari indisponibili, la panchina potrebbe essere piena di ragazzi del Milan Futuro o della Primavera. E gli infortuni sono già un problema: Amorim deve fare a meno di Gabbia, Chukwueze, Tomori, Loftus-Cheek e Saelemaekers. Perdere altri titolari, o giocatori che potrebbero diventarlo, senza avere sostituti all'altezza renderebbe molto più difficile raggiungere certi traguardi.

 

Eppure qualcosa di bello si sta già vedendo. Il Milan di Amorim ha cominciato a mostrare lampi di luce e la vittoria per 3-1 contro l'Inter di Chivu ha fatto venire ancora più voglia di sognare. Del resto, nella conferenza stampa prima del derby, l'allenatore era stato chiarissimo: «Quando si lavora al Milan bisogna sempre parlare di Scudetto». Dopo quel risultato, le sue parole sembrano molto meno una frase fatta.

 


Ma il campionato non è una partita di figurine e non basta una grande serata per essere sicuri di arrivare fino in fondo. Il calcio di Amorim è ancora una novità assoluta per la Serie A e bisognerà vedere come la squadra riuscirà ad adattarsi nel tempo.


Finora ci sono state giornate bellissime, come quelle contro Venezia, Lecce, Salisburgo e Inter, ma anche sconfitte pesanti contro Benfica, Bournemouth e Bologna. E poi ci sono stati momenti in cui la squadra si è fermata all'improvviso, come nell'ultima mezz'ora contro l'Atalanta.


Per stare davvero davanti a tutti servirà più continuità. Non potranno esserci soltanto partite giocate benissimo: ogni tanto bisognerà portare a casa anche quelle più difficili, magari vincendo di misura e senza fare una prestazione spettacolare.


Poi c'è gennaio, che potrebbe diventare un mese molto importante. Cardinale ha già rassicurato l'ambiente sulla possibilità di intervenire sul mercato e le necessità sono tre: un difensore centrale, un esterno e un attaccante.


Per la difesa il nome preferito è Inacio, dello Sporting Lisbona. Le prime alternative sono Kim, del Bayern Monaco, e Yoro, del Manchester United.


Sulla fascia, invece, è spuntato Agustin Giay, un argentino di 22 anni che gioca nel Palmeiras. È un terzino destro, fa già parte del giro della Nazionale e può spingere lungo tutta la corsia. Il club brasiliano lo valuta circa 20-25 milioni di euro.


Anche davanti c'è bisogno di qualcosa in più. Le recenti difficoltà di Ramos e Camarda hanno fatto aumentare l'attenzione sul reparto offensivo. I nomi che fanno sognare sono Endrick e Tresoldi, ma arrivare a loro sembra complicato, perché bisognerebbe trattare rispettivamente con Real Madrid e Bruges.


Ci sono anche possibilità che sembrano più semplici, come i giovani Varela del Monza e Mendy del Cagliari. Ma forse al Milan servirebbe soprattutto un attaccante già pronto, capace di fare la differenza fin da subito.


Il sogno Scudetto, quindi, è lì davanti. E con qualche rinforzo e un po' più di continuità, il Milan potrà provare a inseguirlo ancora più forte.


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