TAS

 

Il Milan punta al TAS

 

Previsioni nere sul verdetto Uefa quindi si dirottano su Losanna le speranze rossonere.

 

Tra Nyon e Losanna c’è molta più della distanza segnalata dal navigatore, quarantatré chilometri: per il Milan è (quasi) come fossero agli antipodi. Se il club teme che il verdetto della corte dell’Adjudicatory Chamber sia ormai inevitabilmente compromesso, ritiene invece di avere più chance di ribaltare la sentenza al Tribunale Arbitrale dello Sport.

Al primo appuntamento manca esattamente una settimana.Tra Nyon e Losanna c’è molta più della distanza segnalata dal navigatore, quarantatré chilometri: per il Milan è (quasi) come fossero agli antipodi. Se il club teme che il verdetto della corte dell’Adjudicatory Chamber sia ormai inevitabilmente compromesso, ritiene invece di avere più chance di ribaltare la sentenza al Tribunale Arbitrale dello Sport. Al primo appuntamento manca esattamente una settimana.

DIFFERENZA TAS/NYON — La spiegazione è rintracciabile su tas-cas.org, il sito ufficiale della corte di Losanna. Il Tas è definito come «un’istituzione indipendente che aiuta a dirimere controversie attraverso arbitrati o mediazioni secondo le regole procedurali adattate agli specifici bisogni degli sport mondiali». La parola chiave è indipendente, cioè un organo esclusivamente tecnico che interviene da ente esterno. Se il tribunale dell’Uefa è lo stesso che al Milan aveva suggerito di rinviare la prima richiesta di Voluntary Agreement, che poi lo aveva bocciato e che infine aveva respinto anche la richiesta del Settlement, i tre arbitri del Tas non avranno avuto un percorso antecedente. La corte si compone di tre giudici: uno nominato dal Milan, uno dall’accusa (cioè l’Uefa) e il presidente che avrà facoltà giudiziale. Sentenzierà sulla memoria difensiva rossonera, la stessa che verrà presentata a Nyon.

IL DOSSIER MILANISTA — Il club è un’entità, Mr Li un’altra. Il club ha conti solidi e confida di chiudere la gestione operativa in pareggio. E’ vero che la nuova società cinese si è indebitata con il ricco mercato estivo, ma allo stesso tempo ha aumentato il valore patrimoniale del gruppo. Inoltre ha presentato un business plan orientato alla cautela: per esempio non figurano i ricavi europei, così da non condizionare la corte. Mr Li è invece sì un soggetto misterioso ma sul denaro che ha investito nel Milan esistono documenti certificati. Inoltre, terzo punto, esiste un’ampia testimonianza scritta sulle garanzie economiche e di continuità aziendale fornite da Elliott, che rileverebbe il club se Li non fosse più in grado di sostenere l’investimento.

NUOVI ELEMENTI — Sostanzialmente l’ingresso nel club di un nuovo socio di minoranza, destinato nel tempo all’acquisto del pacchetto di maggioranza. Tre come i buoni motivi per cui l’entrata in scena di un nuovo socio sarebbe più che utile. Uno: la liquidità di un futuro partner servirebbe alla gestione corrente del club, magari ai prossimi affari di mercato. Due: la destinazione del nuovo contante potrebbe invece essere l’aumento di capitale sociale da 30 milioni da compiere entro fine mese: il comproprietario si sostituirebbe in questo caso a Yonghong. Tre: il denaro versato in cassa potrebbe essere deviato alla copertura di parte del debito con Elliott. Tutti aspetti con cui il Milan confida di sensibilizzare, se non Nyon, almeno Losanna.

LA PARTNERSHIP — Nella sua recente, e discreta, trasferta italiana Mr Li ha portato avanti la trattativa con una persona fisica, non un gruppo finanziario, a maggior ragione protetta dal massimo riserbo. Se anche il Milan non dovesse fare in tempo a chiudere potrebbe portare di fronte ai giudici un agreement scritto, un accordo che attesti come entro un periodo definito di tempo la società potrà godere di una rafforzata disponibilità finanziaria.

LE TEMPISTICHE — Martedì prossimo il Milan si presenterà per l’audizione di fronte ai cinque membri della camera giudicante: possibile che il pronunciamento slitti poi di 48-72 ore. Dipenderà dall’accordo (o meno) tra gli stessi giudici. Se la sentenza, come ormai sembra, sarà sfavorevole — cioè il Milan venisse sanzionato con l’esclusione dall’Europa League — il club si appellerebbe al Tas, massimo organo giudiziale. Altri sette-dieci giorni di tempo sarebbero allora necessari per conoscere il verdetto della Cassazione sportiva. Potrebbe non essere finita qui: Losanna potrebbe confermare il peggiore dei verdetti (e il Milan dovrebbe dunque rassegnarsi) oppure ribaltarlo e rimandare il fascicolo all’Uefa che a quel punto aprirebbe un nuovo processo. Nyon non potrebbe però sanzionare il Milan con la stessa pena, ma limitarsi a una multa severa o a limitazioni a rosa e mercato da quantificare entro e non oltre la fine di luglio.

LE PERCENTUALI — Il verdetto di Nyon sembra scontato, e il Milan è consapevole di veder accolta la propria memoria difensiva con chance ormai ridotte a pochi punti percentuali. Le probabilità aumentano, quasi fino al 50%, se da Nyon ci si trasferisce a Losanna.

PUNTATE PRECEDENTI — Si è arrivati a questo punto dopo che l’Uefa aveva deciso a dicembre di non concedere il voluntary agreement, e dopo che il 22 maggio scorso la camera investigativa del Club financial control body ha deciso di non poter offrire neanche il patteggiamento previsto dal settlement.

 


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