Berlusconi

 

La sindrome rancorosa dei beneficiati

 

L'antiberlusconismo è un sentimento inaccettabile per i milanisti che, da Silvio Berlusconi, hanno avuto tutto

 

 

E' bastata una battuta di Silvio Berlusconi nel pomeriggio di ieri in quel di Udine per dar fiato alle bocche meno eleganti e più piccate. Il suo "andrà a finire che il Milan lo ricomprerò io" è diventato il principale oggetto di scherno, offese ed allarmi fra tanti milanisti che amano fregiarsi del titolo di tifosi ma che della storia del Milan, evidentemente, ben poco conoscono. Chiariamo subito che quella di Silvio Berlusconi è stata una battuta e nulla di più. Non è nemmeno il caso di farla più lunga di quello che è: d'altronde se per qualcuno il senso dell'umorismo è un optional, il problema è suo e non certamente di chi fa una battuta. L'ironia è ciò che dà colore alla vita: chi non la capisce o non l'accetta ha una esistenza evidentemente molto grigia.L'occasione però diventa propizia per una riflessione di ordine generale. Era capitato infatti qualche mese fa che Silvio Berlusconi si permettesse di contestare la campagna acquisti del club. Apriti cielo! Il presidente più titolato della storia del club non deve più permettersi di dire mezza parola sul Milan, tantomeno di criticare il suo club. Questo è il vangelo recitato a menadito da una certa parte del tifo che, probabilmente, non ha mai letto la Divina Commedia.

Se l'avessero fatto, si sarebbero accorti che il sommo Dante collocava nella quarta zona del nono cerchio dell'inferno (cioè l'ultima) i traditori dei propri benefattori, a breve distanza da Lucifero, il principio di ogni male. Questa scelta fa capire quanto Dante condannasse senza alcuna clemenza tutti coloro che in vita, beneficiati da qualcuno, lo hanno poi tradito, pugnalandolo alle spalle o dimenticandosi il concetto di riconoscenza.La metafora si adagia perfettamente su quella parte del tifo milanista (per fortuna minoritaria, anche se particolarmente rumorosa) che detesta Silvio Berlusconi per un pregiudizio meramente ideologico e ritiene di poterlo offendere e deridere ad ogni pie' sospinto, prendendo a pretesto qualsiasi cosa, azione o pensiero egli esprima. Si tratta della classica sindrome rancorosa dei beneficiati.

Questi signori non hanno rispetto della storia del club. Perchè la storia del Milan inizia con Herbert Kiplin, diventa grande grazie al Milan di Rocco e Rivera, ma entra nella leggenda del calcio grazie a Silvio Berlusconi, l'uomo senza il quale oggi il Milan sarebbe una squadra paragonabile ad un Genoa o ad un Nottingham Forest. Se oggi tanti di loro possono fregiarsi e vantarsi di quello stemma con sette Champions League e possono rivendicare con forza che "noi siamo il Milan", il merito è tutto di quello stesso signore che gli stessi infangano senza capire che, così facendo, sporcano la parte più bella e straordinaria della storia del Milan.

La morale tramandata da Dante Alighieri ci insegna che dileggiare ed offendere chi ci ha beneficiato, non è un gesto da uomini, bensì da personaggi privi di rispetto verso gli altri. Nella Divina Commedia questi prodi individui, siederebbero vicini a Giuda Iscariota, a Bruto ed a Cassio. Decisamente, non il migliore degli accostamenti.

 


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