Mirabelli

 

Mister Li, ma come si permette?

 

Le "indiscrezioni" dalla Cina che nessuno può smentire ora hanno una nuova vittima

 

 

Ma come cazzo si permette questo Yonghong Li a continuare a versare soldi nel Milan? Nessuno lo ha informato che dobbiamo fallire entro l’estate? Sarebbe opportuno che qualcuno lo avvertisse che così si mandano in fumo mesi di inchieste, appostamenti, testimonianze raccolte dall’altra parte del mondo. Certo è curioso, a pensarci bene. Questa gente passa il tempo a dire che nessuno sa niente su Mister Li, che è uno squattrinato, che nessuno riesce a decriptare le sue scatole ‘cinesi”, che forse è solo il prestanome di importanti aziende orientali che non vogliono (o non possono) svelare la propria identità, e poi d’incanto vengono a sapere che “i vertici” cinesi, scontenti degli ultimi risultati, avrebbero bloccato l’arrivo di Bernard dallo Shaktar a parametro zero, ed anzi stanno pensando seriamente di rimuovere dall’incarico Massimiliano Mirabelli. Cioè questi signori vorrebbero farci credere che hanno delle fonti affidabili che gli hanno riferito tutto questo? Cioè loro che non sono riusciti neanche a trovare il citofono della SES all’indirizzo della sede legale, ed hanno passato mesi ad intervistare della gente (Lippi, Cannavaro, Capello eccetera) che continuava a dire che in Cina nessuno conosce Yonghong Li, adesso sarebbero venuti a conoscenza delle intenzioni tecniche dei dirigenti cinesi? E chi sarebbero questi informatori? Curioso, veramente curioso.

Del resto pensateci bene, è un giochino semplice. Quando vuoi far uscire delle voci sul Milan basta che dici che l’indiscrezione viene dalla Cina, tanto non c’è nessuno che possa smentire. L’importante è buttare lì l’argomento è scatenare la discussione, poi del resto chi se ne frega. Ed allora adesso l’argomento del giorno (nuovo) è Mirabelli, ed il fatto che improvvisamente è inadeguato al ruolo. Vive sulle montagne russe il nostro DS: un incapace nel girone di andata, un genio per la scelta di Gattuso che gli ha anche valorizzato la sua campagna acquisti estiva, e di nuovo in discussione dopo una serie di pareggi culminati poi con la sconfitta col Benevento. Ma un conto è fare i tifosi e farsi prendere dall’impeto del momento, un conto è fare i dirigenti e dover ragionare invece col cervello e non di pancia. Di solito la mancanza di risultati fa mettere in discussione la panchina dell’allenatore, ma, come è giusto che sia, i risultati devono anche essere un metro importante per giudicare il lavoro di un responsabile dell’area tecnica. Mirabelli deve essere giudicato per il lavoro svolto e per i risultati che il suo Milan riuscirà ad ottenere, tuttavia bisogna guardare alle cose con obiettività e razionalità. Innanzitutto bisogna aspettare e vedere cosa ci riserverà la fine della stagione, perché è chiaro ed evidente che il risultato della finale di Coppa Italia contro la Juventus può spostare in modo decisivo il giudizio sulla stagione.Ma al di là di quello il lavoro del DS va considerato nella sua complessità, vale a dire sia in base al lavoro fatto in entrata ma anche in base al lavoro fatto in uscita. Non era semplice (se non impossibile) riuscire ad azzeccare tutti gli acquisti di un mercato che doveva ribaltare metà della rosa a disposizione, così come non era facile gestire il rinnovo di alcuni dei giocatori più importanti che si sono ritrovati senza contratto a causa dell’operato di chi sapeva di dover ormai abbandonare la barca. Per non parlare della capacità di tirare fuori una sessantina di milioni dalla cessione di alcuni giocatori da cui era difficile pensare di ricavare dei soldi. Ed allora, ci sembra giusto dire che Mirabelli merita la possibilità di continuare il suo lavoro anche per la prossima stagione.

Era impossibile pensare che si potesse risolvere tutti i nostri mali in una sola estate, così come si deve tener conto del fatto che il progetto messo in piedi prevedeva la costruzione di un assetto di squadra molto giovane su cui poi nel tempo andranno innestati quei tasselli che dovranno garantire il salto di qualità ed il ritorno ai vertici del nostro campionato. Infine, bisogna sempre ricordare che per Mirabelli il ruolo di DS e di responsabile unico dell’area tecnica è una novità assoluta, e quindi qualche errore di “noviziato” era ed è da mettere in conto. Occhio a farsi prendere dalla smania del cambiamento, occhio a pensare che cambiando tecnico e DS ogni anno sia la panacea di tutti i mali, occhio a non pensare che un progetto abbia bisogno del tempo per potersi concretizzare. Calma e sangue freddo. Mirabelli è uno che di calcio e di giocatori ne capisce, e perderlo non sarebbe cosa opportuna. Si può pensare se inserire o meno in società un nuovo dirigente che lo affianchi nella conduzione dell’area tecnica (ma esperto davvero), ma non quello di buttare a mare tutto quanto fatto in questo anno. Anche perché io continuo a chiedermi: ma dei 12 nuovi giocatori presi, quanti oggi non li riprenderei se ne avessi la possibilità?

 

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