Giro

 

Giro d'italia: pochi nomima buoni

 

Tanti pezzi da 90 assenti ma le lotte non mancheranno di certo

 

 

E' partito col prologo di venerdì da Gerusalemme il 101° Giro d'Italia. Un prologo che nonostante fosse meno di 10 km ha già dato un'idea sulle condizioni di partenza dei corridori di classifica. E' partito col prologo di venerdì da Gerusalemme il 101° Giro d'Italia. Un prologo che nonostante fosse meno di 10 km ha già dato un'idea sulle condizioni di partenza dei corridori di classifica. 

Al via di questa edizione non ci sono tanti pesci grossi, mancano nomi come Vincenzo Nibali, Nairo Quintana, Bob Jungels, Ilnur Zakarin, Steven Kruijswijk e Rigoberto Uran presenti nella scorsa edizione. Ma ci sono grandi ritorni e nomi nuovi. Il più atteso è sicuramente Chris Froome, alla sua prima partecipazione alla corsa rosa, favorito numero uno dei bookmakers per la vittoria finale ma con lo spettro della questione salbutamolo ancora non definita. Ma il suo giro d'Italia non è partito proprio bene. Nella ricognizione del tracciato della cronometro di apertura ha saggiato già l'asfalto israeliano che gli ha provocato non pochi segni fisici e lo ha costretto a finire lontano dai primi una prova dove in condizioni normali sarebbe stato l'uomo da battere. Il team Sky non ha grande fortuna alla corsa rosa con i suoi capitani, vedi i precedenti con Wiggins, Landa e Thomas e sembra che la maledizione non voglia risparmiarli nemmeno quest'anno. Ma siamo appena all'inizio e i 37" di ritardo non rappresentano per ora un problema.

Appena dietro il britannico, sicuramente Tom Dumoulin e Fabio Aru. Il primo determinatissimo a bissare la vittoria dell'anno scorso si è già preso la prima Maglia Rosa della corsa e pare essere in una forma smagliante. Unico punto interrogativo sulle possibilità dell'olandese è la capacità che avrà di gestire una pressione che si ritrova addosso per la prima volta in carriera essendo il campione in carica. Gli riuscisse bene anche quello... Fabio Aru invece ritorna alla corsa rosa dopo aver saltato due edizioni. Questo Giro dirà molto sulla vera caratura del sardo, che deve riscattare due stagioni non propiro all'altezza delle aspettative. Quest'anno però potrebbe aver capito che arrivare già in una condizione di livello già dalla prima settimana è controproducente, visto che spesso il suo problema è stata la tenuta nell'arco delle tre di gara, i 50" accumulati nel prologo sono sintomo di brillantezza ancora da raggiungere. La squadra messagli a disposizione da Saronni è ottima e quest'anno bisogna battere un colpo bello forte. Personalmente sono molto scettico sulle possibilità non solo di vittoria di Aru ma anche di un eventuale piazzamento finale sul podio. Ma sarei felicissimo di sbagliare.

Ma occhio ai possibili outsiders. Uno su tutti Thibaut Pinot che ha sfiorato il podio lo scorso anno e che ha alleggerito molto il suo programma di gare ad inizio stagione per non sprecare troppe energie e puntare tutto sulla Maglia Rosa. E la strategia penso possa funzionare, se quello che ha vinto il Tour of Alps è un Pinot ancora non al top, come da lui stesso dichiarato, sarà uno da tenere bene d'occhio, in quanto questi ultimi anni è migliorato parecchio anche a cronometro.
Ma guai a sottovalutare Esteban Chaves. A seguito di una stagione deludente nel 2017 segnata da una tendinite e da un lutto familiare, quello del secondo classificato del Giro d'Italia 2016 è un ritorno molto atteso. Il Giro è una gara che ama da quando ha sfiorato il sogno di vincerlo nel 2016, indossando la Maglia Rosa fino a due giorni dal termine. E anche lui ha effettuato una preparazione specifica puntando tutto su un giropieno di salite adatte alle sue caratteristiche.

 


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