maremma maiala

 

La sindrome di Calimero

 

"Tutti ce l'hanno con me perché sono piccolo e nerazzurro… è un'ingiustizia però!"

 

Parafrasando un vecchio spot pubblicitario, potremmo dire "Dove c'è Juve, c'è sospetto" e a ragione, vorrei aggiungere, guardando l'italica storia della vecchia signora.
Tutte le squadre, 'dell'arco costituzionale' calcistico italiano, hanno da lamentare (giustamente) torti a loro danno quando incontrano gli zebrati. OK, è assodato e certificato dalla storia del nostro massimo campionato nazionale.
Tutte si lamentano ma poi, guardano avanti e notano anche i loro (eventuali) errori.
Una sola squadra italiana, si ferma a 'piangere' sul furto(???) e addossa le colpe al destino cinico e baro. Questa squadra è l'Inter.

Ricordate Calciopoli? "Ecco perchè non vincevamo mai!" era il grido liberatore che sanava, secondo loro, tutte le ferite della nomea da perdenti che si portavano dietro.
Passato 'l'effetto Guido Rossi' (campionati e mercati seguenti 2006 passati alla pulizia etnica delle big), cosa hanno vinto i nostri 'eroi'? Nulla. Son tornati quelli di sempre.
L'Inter non ha mai colpe, sono gli altri i cattivoni che le impediscono di vincere. Il pianto del pulcino publicitario degli anni '60, andrebbe scritto come loro motto sulle maglie nerazzurre: "Tutti ce l'hanno con me perché sono piccolo e nerazzurro… è un'ingiustizia però!"
Eppure, quel maligno sistema di potere che impedisce loro di vincere, mica li ha trattati male nella loro vita. Li ha tenuti in serie A nonostante le ben 3 retrocessioni guadagnate sul campo (1922, passaporto Recoba e prescrizione calciopoli), addirittura li ha premiati con uno scudetto 'politico'.
Ma allora, di che si lamentano? Abbiate pietà, la loro malattia è classificata come 'sindrome di Calimero'.

Inter-Juventus, sabato 28 aprile 2018.
Pronti via, vantaggio Juve e Inter in 10 per l'espulsione di Vecino.
Partita segnata e finita? Manco per sogno! I nerazzurri, pancia a terra, rimontano e vanno in vantaggio conservandolo fino al 86', poi in due minuti si fanno ribaltare.
Ora, ad una manciata di minuti dalla fine, in casa, con il tuo pubblico in delirio, con l'avversario che mostra chiari segni di resa, con il morale alle stelle... se perdi, (ed in quei 10 minuti scarsi d finale gara non succede nulla di scandaloso), t'attacchi all'arbitro?
Se si soffre di 'syndrome's Calimero', si.

Passi per il tifoso.
Bonolis: "Un arbitro tremendamente bravo come Orsato e’ incappato, guarda un po’, in un pasticcio. Puo’ capitare, ma una categoria si ritrova sempre a sbagliare in una direzione e in un determinato momento. E’ sempre la stessa storia: gioiscono gli stessi e altri pagano dazio per farli gioire".
Vabbeh ma il tifoso ragiona di pancia, la società è un'altra cosa. I dirigenti non scendono a certi livelli. Sicuri?...

Ecco la reazione ufficiale della società nerazzurra attraverso le parole del suo a.d. Alessandro Antonello: "L'Inter merita rispetto: sono accadute delle cose inaccettabili. Siamo arrabbiatissimi: le cose che sono accadute nel corso di Inter-Juve sono state un brutto spot per il calcio italiano e sono state viste in tutto il mondo. Orsato ha usato due pesi e due misure abbiamo perso una battaglia, non per colpa nostra".
Che assist per chi deve giustificare cambi sbagliati e sconfitta sul campo. Infatti, per la serie 'ma che colpa abbiamo noi'...
Spalletti: "Arbitraggio di Orsato? Diventa difficile perché io non sono nelle condizione di valutare bene. Visto in tv non mi sembra ci sia totale equilibrio di gestione dei fatti, però poi è dipeso da quello che ha visto lui. Abbiamo perso perché abbiamo buttato via molto energie in inferiorità numerica, poi all’ultimo è girata al contrario perché la squadra meritava in qualche episodio un esito più fortunato"
Marcelo Brozovic: "Abbiamo messo l’anima, abbiamo messo il cuore. Questa Inter non ha perso. Il risultato è frutto di cose che non c’entrano con quello che abbiamo fatto noi in campo"
La colpa è degli altri, parola di addetti ai lavori. Peccato non capiscano quando, indicando la luna, sia bene smetterla di guardare il dito.

Naturalmente, la rosea, contribuisce al pianto greco enfatizzando un video dove : "l’allenatore della Juventus Max Allegri (espulso pure lui a fine partita) parla con il quarto uomo Tagliavento. «È andato proprio bene, è stato bravo: promosso». Il saluto nella «zona mista» di San Siro tra Massimiliano Allegri e il quarto uomo Tagliavento con uno scambio di battute che potrebbero riguardare Orsato scatena la polemica sui social: il tecnico della Juve si rivolge così a Tagliavento. Tagliavento è finito sotto i riflettori anche per un labiale nel recupero. C’è chi ipotizza che nel terzo episodio «incriminato» Tagliavento, subito dopo il 2-2, non dica «quanto recupero facciamo?» ma «facciamo il recupero e vinciamo»".
Addirittura si paventa l'apertura di una indagine della procura federale che, puntualmente, viene smentita: "Non è stata aperta alcuna indagine da parte della Procura Federale sui video in cui si vede Massimiliano Allegri scambiare una battuta con l'arbitro Paolo Tagliavento in zona mista dopo Inter-Juventus e quello con il labiale dello stesso arbitro durante la partita al momento di segnalare il recupero. Secondo quanto filtra dalla Federazione, le immagini circolanti sul web sono state acquisite e visionate per correttezza, la Procura ha così potuto rendersi conto che per quanto accaduto non ci fossero i presupposti per avviare una procedura di indagine".

Un interista d.o.c. che sa di calcio, la vede giusta: "La sconfitta della mia Inter non è colpa dell'arbitro: eravamo andati abbastanza bene ma poi non c'è stato nulla da fare. Non è stato un furto, i bianconeri hanno vinto legittimamente, e l'espulsione di Vecino c'era". Firmato Sandro Mazzola.
Sarà per questo che non è in società?

C'è chi perdendo analizza i propri errori per crescere e chi invece è affetto da 'sindrome di Calimero'.
In fondo, il Naviglio, divide due realtà ben distinte anche per questo.

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