, Il miserabile che da del miserabile
 
 

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Il miserabile che da del miserabile

 

Giggi, più che un gran portiere, un gran paraculo che da patenti imbarazzanti per lui

 

Un vecchio Carosello girato dalla coppia formata da un'incantevole Virna Lisi e da Enzo Garinei per il dentifricio Chlorodont, finiva sempre con il celeberrimo tormentone "con quella bocca può dire ciò che vuole".
A sentirlo, dall'alto delle sue parate e delle sue 'spalle coperte' da media compiacenti ed interessati, anche Buffon potrebbe "dire ciò che vuole".
Già, potrebbe, ma... nella vita, che non è uno spot pubblicitario, bisogna avere una certa statura morale ed una vita senza macchie per pontificare.

(ANSA) - Roma, 12/06/2017 - "Chi gode delle sconfitte altrui fa capire quanto miserabile possa essere l'uomo. E io sono orgoglioso di non fare parte di questa schiera, di chi ride, sghignazza o scrive sulle tue delusioni, a maggior ragione se è un giocatore".
Gianluigi Buffon, nella lunga intervista a Sky Sport 24 (ma va?), è tornato ad attaccare i gufi: "Non leggo molto i social - ha aggiunto - ma in certi messaggi che mi hanno riferito c'è qualcosa di veramente bestiale, disumano". (ndr: il riferimento è alla finale di Champions League persa nove giorni prima contro il Real Madrid)

Chi ha a bontà di seguire questo angolino di Milan Day, credo ormai sappia quanta "stima zero" abbia dell'uomo Buffon.
Del portiere non discuto e sarei folle a non riconoscerne i grandi meriti ma, per chi come me, alla parola professionista accompagna anche le parole onestà, lealtà sportiva e schiena dritta...
Ho gioito per la sconfitta della Juventus, quindi sono (parola di Giggi) un miserabile.
Sono felice ed orgoglioso di questo appellativo che lui (proprio lui!) mi da.
E' vasto il popolo dei miserabili, come signorilmente definisce Giggi quelli che non lo venerano come uomo, e proprio da questo popolo voglio riportarvi una lettera aperta.
Leggi bene, miserabile che da del miserabile. Leggi bene e rifletti... se riesci.

Lettera aperta di Maurizio Zaccone a Gianluigi Buffon
   «Ciao Gigi, ti scrive un miserabile.
Noi miserabili siamo gli appassionati di calcio (non i criminali), rei secondo il tuo parere di aver festeggiato dalla parte sbagliata. Di non aver saputo frenare la gioia nel vedere la Juve perdere.
Sarebbe però il caso che, prima di prendere le distanze, tu riflettessi sul cosa devi al popolo dei miserabili. Quel mondo che versa soldi alle pay tv, ai botteghini, all’industria del merchandising.
Quella gente che in nome di una passione permette a chi, come te, che ha solo il dono di saper parare bene le palle che arrivano in porta, di essere a capo di un impero economico.
Perché, Gigi, è bene ricordartelo, ti è andata bene. Non sei un eroe, non sei un simbolo.
Non sei un genio e nemmeno una cima. Non hai scoperto il vaccino per il vaiolo, non hai teorizzato il bosone di Higgs. Pari palle.
E grazie a queste palle hai un impero immobiliare, ville in Costa Azzurra, villa da 20 stanze a Torino, cinque villette nella stazione sciistica di Limone Piemonte, 5 appartamenti a Parma, una villa a Forte dei Marmi, due case a Rivoli e 20 appartamenti in Sardegna... parando palle.
Così hai rilevato il ristorante Zerosei a Pistoia, lo stabilimento balneare la Romanina a Ronchi e l’hotel quattro stelle “Stella della Versilia”. Così hai comprato la Zucchi.... parando palle.
Quelle palle che a 19 anni prevedevi di smettere di parare molto presto: “A 40 anni lo potrei vincere soltanto come allenatore. Non ci arriverei mai come giocatore, è troppo stressante, una tensione continua”, dicevi.
Poi, vedendo quanto rendono quelle palle, hai cambiato idea.
   Perché, al netto delle gesta sportive, chi sei?
Un ragazzone alto che cercava di darsi un tono nella società. Bocciato in seconda superiore nemmeno da privatista sei riuscito a diplomarti, ma con arroganza e tracotanza ti sentivi in diritto di iscriverti all’Università dimenticando che il diploma non te l’eri mai preso, e presenti quindi un documento falso. Volevi studiare Legge e hai cominciato infrangendola. Patteggi la pena e paghi una multa di sei milioni di lire.
Corri sotto la curva con la scritta sulla maglia “Boia chi molla” e vieni deferito. Lo confessasti, non era malafede. Non sapevi che era il motto dell’esercito della Repubblica Sociale Italiana. Che era un’espressione fascista. Non sapevi un cazzo. “Una botta d’ignoranza” scrivesti nella tua biografia.
Tranquillo Gigi, noi alla tua ignoranza abbiamo sempre creduto.
   Come quando scegliesti la maglia numero 88, qualche Associazione antirazzista protestò perché era il numero che in certi ambienti rappresenta Hitler ma tu, candidamente dichiarasti: “L’88, cioè quattro palle, era proprio il numero adatto a me: un uomo con 4 palle…”.
Anche qui nessuna malafede. Solo ignoranza.
   Ed anche con le scommesse, brutto tuo vizietto, non ti è andata bene.
Prima nel 2006, ne esci pulito pur ammettendo di aver più volte puntato sui risultati dei campionati stranieri. Eri sospettato di aver giocato proprio sulla Juve.
La lezione però non ti serve e ci riprovi ancora con il tuo amico Massimo Alfieri, nella nota tabaccheria di Parma. 1,5 milioni di € in 14 assegni, telefonate segrete, tutto celato perché ti sentivi furbo. Ma il bosone di Higgs non l’avevi scoperto tu e infatti ti beccano.
   Prima parli di soldi per operazioni immobiliari . Nessuna scommessa. Poi dici "Niente da spiegare. Spendo i soldi come voglio”
Ma nella Tabaccheria di Parma le percentuali di vincite sulle scommesse sono dell’83%. Un sospetto potrebbe venire anche a chi non è una volpe come te, non credi?
Ma per te, invece, è l’Italia ad essere bigotta (funweek.it).
   La tua carriera continua alla grande con i bianconeri, quelli che quando stavi a Parma definisti “Asini” suscitando le ire di Moggi, poi diventato grande amico.
Vinci trofei con stile.
Lo stile che ti fa chiudere un occhio sul gol di Muntari.
Che ti fa confessare che In Italia vincete perché gli altri si scansano.
Che ti fa compiere gesti di generosità come la palla regalata alla Roma il mese scorso.
Che ti fa investire, arricchire.
Per carità, con i tuoi soldi ci fai quel che vuoi.
Vallo a spiegare però ai 6 condomini del complesso residenziale in costa azzurra che devono pagare loro le tue quote di condominio per 32000€, che per versarle, nonostante la condanna di un Tribunale Francese, sono dovute intervenire Le Iene.
   E se non ci fossimo noi miserabili, attratti da questo sport, te lo sognavi tutto questo, puoi scommetterci.
A proposito, se decidi di farlo, vai nella tabaccheria di Parma. Lì si vince facile.»

Vedi Giggi, se dovessero chiedere a noi miserabli dove collocarti tra gli uomini, i mezz’uomini, gli ominicchi, i pigliainculo e i quaquaraquà, non avremmo dubbi...
Chissà se, ripensando alla tua vita e alle lezioni di stile che ti permetti di dare, tu non arrivi ad indovinare la nostra risposta.
Dai, provaci... HASTA FIN!

 


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