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RIBALTA IL MILAN - Il tecnico vuole voltare pagina già da Vienna

Montella ha dormito «poco e male». Inevitabile dopo il nubifragio dell'Olimpico. Prima di tornare a Milano ha incassato l'incoraggiamento di Fassone: utile da far sapere alla comunità rossonera.
Bonucci e Donnarumma, sui social, hanno fatto professione di sincera delusione e di voglia di riscatto: scontato ma positivo che i due big ci abbiano messo la faccia nell'occasione. Qui invece vale la pena di passare in rassegna i problemi denunciati dal Milan al primo esame utile e le soluzioni che si possono e si devono trovare. Eccoli in sequenza.

Problemi. 1) Condizione fisica precaria: ai primi di settembre non è una colpa grave. Qualche tempo fa Bertolacci accusò la scarsa intensità degli allenamenti di Milanello come responsabile per i suoi ripetuti acciacchi muscolari. Scuse, forse, ma qualche sospetto è autorizzato. 2) Alcune scelte tecniche restano discutibili. Esempio: possibile che Abate sia diventato il terzo in graduatoria dopo Conti e Calabria? Kalinic è in ritardo di forma perché ha fatto il ribelle a Firenze, ma possibile che André Silva sia così indietro da non trovare posto nemmeno nel finale di Lazio-Milan? 3) Il gioco, già l'anno passato, procurò poche occasioni da gol. L'imputato, all'epoca, divenne Bacca che adesso in Spagna ha già timbrato il cartellino. Meglio non prendersela con Cutrone, piuttosto con Suso e Borini, il cui contributo alla causa offensiva è stato zero. 4) Mercato: è stato realizzato in due fasi, prima e dopo l'arrivo di Bonucci, non previsto in partenza. Ma nello specifico valgono un paio di quesiti: siamo sicuri che Borini sia più utile dell'incostante Niang finito al Toro e che Rodriguez, da difensore laterale, sia più affidabile di Antonelli?

Soluzioni. Ha aggiunto Montella dopo la notte insonne: «Si risolve tutto col tempo e con l'umiltà». Vero. L'umiltà è indispensabile specie in un ambiente che gasato dall'entusiasmo del pubblico e dai primi risultati favorevoli, ha perso contatto con la realtà e la propria dimensione. Da raccomandare anche maggiore concentrazione, specie a Kessié distratto e superficiale già contro il Cagliari. Di tempo a disposizione, tra il girone di Europa league da onorare e la classifica da rimediare, non ce n'è granché. Allora vediamo quali possono essere gli interventi in sintesi. 1) Il più atteso, già giovedì sera a Vienna, sarà il passaggio al 3-5-2, modulo fin qui non provato per l'assenza di un difensore centrale di piede sinistro («l'unico è Romagnoli», la giustificazione del tecnico), ma Musacchio non è poi così male anche se dovesse cambiare corsia. Non solo. L'isolato esperimento fatto con Zapata a destra, Musacchio a sinistra e Bonucci centrale non andò così male. 2) Le prossime sfide e i pochi allenamenti a disposizione (6 sfide concentrate in 17 giorni da giovedì a domenica 1° ottobre giorno di Milan-Roma cui seguirà la sosta per le nazionali) miglioreranno le perfomances di Biglia, Bonucci, Kalinic, Kessié in evidente ritardo. 3) Dei tre trequartisti da schierare dietro le due punte (Calhanoglu, Bonaventura e Suso), due restano fuori a turno: sarà una scelta impegnativa con conseguenze sull'umore degli interessati. 4) Il turn-over ragionato diventerà una delle migliori armi a disposizione grazie alla numerosa rosa messa a disposizione dalla società, resa ancora più folta da qualche rifiuto (Paletta, Gomez, Antonelli) avvenuto in agosto.

 


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